Nuoce gravemente alla salute dei pedanti e dei poveri di spirito

 
odg   

Concorso Nazionale "Fare il giornale nelle scuole"
Vincitore Nazionale VIII Edizione

 

Premio Nazionale "Giornalista per un giorno"
Finalista IV-V-VI-VII-VIII-IX-XI-XII-XIII-XIV-XV Edizione
Vincitore Nazionale X Edizione

alboscuole
  • I VIDEOGIOCHI SONO ARTE (?)


    Matteo Barcella - Sabato, 06 Aprile 2019

    Playstation, Xbox, PC, Nintendo, smartphone...Parole che portano i nervi dei genitori a fior di pelle ripensando a quanto queste piattaforme siano diventate famose e attirino i loro figli. Ma questo cosa indica? Quando accendiamo una console e inseriamo un gioco, siamo davanti ad una macchina diabolica progettata per spillare soldi dai portafogli degli adulti nel tentativo di accontentare i pargoli, o ci potrebbe capitare addirittura di osservare nello schermo una nuova forma di opera d'arte?



    Leggi tutto...
  • “Agorà”, storia di una grande donna


    Valentina Parodi - Domenica, 10 Marzo 2019

    Il film “Agorà” ambientato ad Alessandra d’Egitto intorno alla fine del IV secolo, mette in evidenza le prime forme di fondamentalismo, raccontando gli scontri tra pagani e cristiani. Ci troviamo in un momento importantissimo della storia: dopo l’editto di Milano emanato da Costantino che garantisce la libertà di culto, con l’imperatore Teodosio il cristianesimo diventa la religione dell’Impero Romano. Poco dopo, nel 392 viene proibito il culto pagano e questa situazione si riflette nel film, infatti, tutta la popolazione pagana si convertì al cristianesimo per evitare di essere condannata. Molto significativa è la figura di Ipazia, figlia del matematico Teone, che le diede l’opportunità di insegnare nella scuola di Alessandria e diventare una grande “scienziata”. Ipazia fu vittima del fondamentalismo religioso, venne uccisa in modo atroce dai fanatici del cristianesimo chiamati parabolani. Sicuramente tutto ciò accadde per via del vescovo della città, Cirillo, il quale aveva accusato la donna di stregoneria e di essere nemica del cristianesimo, poiché temeva che la sua libertà di pensiero avesse un’influenza negativa sulla comunità di Alessandria. La considerava anche un ostacolo nei rapporti con il prefetto Oreste, molto amico della donna. Nel film Oreste considera Ipazia la sua più grande ispirazione. Ipazia si dichiarò credente della filosofia, non abbracciò quindi la religione cristiana e davanti a questo pure il vescovo di Tolemaide, Sinesio, che era stato uno dei suoi alunni, si rifiutò di aiutarla. Il fondamentalismo applicato alle religioni assume una connotazione negativa perché vi sono aspetti del fanatismo che accompagnano la fede. La giovane filosofa, come detto in precedenza, fu ucciso dal fanatismo dei parabolani. A questo punto possiamo definire Ipazia la figura opposta del cristianesimo: innanzitutto metteva in discussione quanto c’era scritto nella Bibbia sull’universo e, secondo motivo, lei era una donna ed ebbe una parte molto attiva nella vita della città di Alessandria, cosa che secondo il cristianesimo non doveva accadere in quanto le donne dovevano essere invisibili, quindi erano considerate inferiori rispetto agli uomini. Questo aspetto oltre ad essere presente nel cristianesimo è presente in molte altre religiose e ancora oggi si possono notare differenze fra uomini e donne. Per esempio, in alcuni Stati islamici le donne sono prive di diritti.

    È proprio il fatto di essere una religione monoteista a creare queste forme di fondamentalismo, poiché si tratta di “esclusività”, ovvero si rifiuta la convivenza con altre forme religiose o altri pensieri. Invece il paganesimo era una religione inclusiva, politeista, dove Ipazia era riuscita a trovare più spazio per la filosofia, la sua libertà di pensiero cosa che non era successa con il cristianesimo.

  • Ipazia: un modello femminile senza tempo


    Sveva Pelle - Domenica, 10 Marzo 2019

    "Agorà" è un film storico incentrato sulla figura di Ipazia, fisica, filosofa ed astronoma in un'Alessandria d'Egitto dominata da forti tensioni tra cristiani e pagani (IV-V sec. d.C.). 

    La protagonista, nonostante abbia vissuto nel mondo ignorante e maschilista della tarda antichità, si presenta come una donna moderna ed indipendente: le sue giornate sono interamente dedicate allo studio e si rifiuta di sposarsi o credere in qualsiasi cosa al di fuori della scienza e della filosofia. Purtroppo, però, Ipazia, pagherà le conseguenze del suo modo di pensare rivoluzionario e della forte influenza che aveva sulla cittadinanza. Infatti, verrà condannata a morte usando come espediente il fatto che non volesse battezzarsi.

    Il film mi è piaciuto molto perchè è coinvolgente e ricco di spunti riflessivi. Uno di questi è senza dubbio la difficoltà e la pericolosità di esprimere le proprie idee in periodi di instabilità politica o dittatura: ad Alessandria tutti i membri del concilio, tra cui Oreste, il prefetto della città, sono stati obbligati ad abbracciare la fede cristiana.

    Un altro spunto di riflessione è la condizione di inferiorità delle donne nel mondo antico, fenomeno purtroppo ancora presente nella maggior parte delle società attuali e che, anche se non in maniera così estrema come in alcuni paesi, tutte le donne provano sulla propria pelle ogni giorno.

    Inoltre, ho riflettuto su quanto sia pericoloso e depauperante dal punto di vista umano e culturale il fondamentalismo religioso. Non rispettare le opinioni diverse dalla propria e rifiutare il progresso scientifico è sempre controproducente: nel film si ha la possibilità di vedere come i cristiani abbiano distrutto l'enorme patrimonio della Biblioteca d'Alessandria perchè ritenuto "pagano", negando alle generazioni future la conoscenza di capolavori frutto di secoli di studio e lavoro.

    Ho quindi riflettuto sul fatto che per l'avanzamento culturale ed una convivenza pacifica è fondamentale uno stato laico ed una società basata sull'uguaglianza ed il rispetto reciproco.

  • LA DROGA E' OGGI IL MOTORE DEL CRIMINE


    Patrizia - Venerdì, 25 Gennaio 2019

    Il mercato delle droghe negli ultimi decenni è diventato sempre più complesso per il proliferare delle sostanze psicoattive, l’espansione dei consumi e per l’incremento dei soggetti criminali che producono e commercializzano le varie droghe. Ai gruppo storici che operavano da tempo sul mercato delle droghe (oltre alla mafia siciliana e alle altre mafie italiane, la mafia turca, le triadi cinesi e la Yakuza giapponese) si sono aggiunti gruppi di formazione più o meno recente, come i cartelli colombiani, le mafie albanesi, russe e nigeriane


    Leggi tutto...
  • EROI DELLA LOTTA CONTRO LA MAFIA


    Patrizia - Venerdì, 25 Gennaio 2019

    Un elemento che mina la solidità dello stato italiano è lo spazio occupato dalla criminalità organizzata.

     


    Leggi tutto...
  • UOMINI E ROBOT, TRA PRESENTE E FUTURO


    Patrizia - Giovedì, 10 Gennaio 2019

    La rivoluzione robotica che sta rendendo concrete le previsioni fatte per decenni da scienziati porta con sé un carico di aspettative e timori. Da una parte si schierano gli ottimisti che vedono nel progresso tecnologico l’unica strada possibile e percorribile, dall’altra ci sono i pessimisti che valutano come troppo onerosi i costi ecologici e occupazionali della rivoluzione robotica.

     Questo argomento però va affrontato seriamente per le numerose implicazioni nel campo dell’occupazione, della privacy e della giurisprudenza. Infatti, dopo alcune ricerche, ho potuto notare che una delle questioni su cui si sta muovendo l’Unione Europea è quello della disciplina dell’intelligenza artificiale in Europa. La domanda più frequente che viene fatta è se l’intelligenza artificiale vada trattata come un individuo vero e proprio, riconoscendogli una responsabilità civile e facendogli pagare le tasse. Gli Stati rispondono che, se i robot sottraggono alle casse dell’erario i proventi dei lavoratori rimasti senza occupazione, è giusto che vengano tassati dopo averli sostituiti. La questione occupazionale resta prioritaria. 

    Nel suo libro "La fine del lavoro", l’economista Jeremy Refkin ipotizza che entro il 2050 l’intero sistema economico mondiale possa essere gestito dal 5% della popolazione adulta, questo proprio grazie alla diffusione dei robot in quasi tutti i settori lavorativi compresi quelli dei servizi. Nella previsione a tinte fosche di Rifkin al restante 95% toccherà il compito di difendersi dalla criminalità alimentata dalla disoccupazione tecnologica e dalla concentrazione delle risorse economiche nelle mani di pochi. Il paradosso della visione di Rifkin è quello di un progresso che, di fatto, imbarbarirà la società creando i presupposti per un futuro molto lontano dalle prospettive utopiche degli ottimisti. Possiamo uscirne con una preparazione scolastica e universitaria in grado di consentirci di ambire a professioni non sostituibili dalle macchine: creatività e alte professionalità non sono sostituibili.

    Le professioni artistiche e l’artigianato di qualità hanno maggiori possibilità di sopravvivenza rispetto a professioni che sono sempre sembrate più che sicure. Il posto in banca o quello in un ufficio statale, per anni indicati come roccaforti delle garanzie occupazionali, sono diventate professioni facilmente sostituibili. Chi si occupa dei servizi alla persona, invece, non potrà essere sostituito dalle macchine. Per restare nel mercato  bisognerà studiare più e meglio di prima. La progressiva automazione del mercato del lavoro andrà a discapito dei lavoratori più deboli. La situazione che si prospetta è quella di un mercato del lavoro in cui ci sarà una sostituzione delle competenze richieste ai lavoratori. 

    Secondo un’indagine condotta di recente da McKinsey and Company su 830 professioni di diversi settori, solamente il 5% potrà essere completamente automatizzato nei prossimi 10 o 20 anni. Questo significa che con i robot cambierà il modo di lavorare, ma non è detto che le conseguenze siano soltanto negative: la trasformazione potrebbe anche eliminare le parti più noiose e ripetitive, consentendo ai lavoratori di svolgere le attività meno routinarie. Come sempre, quindi, è opportuno pesare con molta cautela i pro e i contro, bilanciando entusiasmi e timori e cercando di trovare il giusto equilibrio, perché il progresso possa ritenersi veramente tale.

  • LA MUSICA NELLA VITA DI TUTTI


    Patrizia - Sabato, 05 Gennaio 2019

    La musica è presente nella vita di tutti senza differenze di età o genere, è un mezzo di comunicazione capace di coinvolgerci per le emozioni che suscita in noi.


    Leggi tutto...

Social

Login redattori

Cerca

L'Editoriale

  • Editoriale: Scrivere per essere critici


    Roberto Palermo - Mercoledì, 18 Gennaio 2017

    Cari amiche ed amici del “Farò del mio peggio News”, desidero innanzitutto porgervi i nostri migliori auguri per un 2017 sereno, pieno di soddisfazioni e di felicità! Come di consueto il numero di Gennaio del nostro giornale pone in evidenza la “Giornata della Memoria”: il 27 Gennaio, anniversario della liberazione di Auschwitz, è il giorno scelto dalle Nazioni Unite per ricordare le vittime dell’Olocausto. La consapevolezza di ciò che può provocare la ragione umana quando prevalgono logiche di divisione, di segregazione e di odio razziale, sostenute da un largo consenso popolare, dovrebbe essere la migliore arma di prevenzione per evitare che ciò che è accaduto oltre 70 anni fa si verifichi nuovamente.


    Leggi tutto...

Facebook

Ipse Dixit

  • PROF. FANNI: E’ come quando brucia il metano nei fornelli, solo che nel tuo corpo cosa bruci?

    PERUGINO: Pastasciutta?

Tessera Soci online

Sei Socio dell'Associazione? Adesso puoi generare on-line la tua tessera: clicca qui!

Non sei ancora Socio? Scopri come diventarlo!

Scienza

  • EBOLA E BUSINESS FARMACEUTICO


     

    A causa del clamore che il virus ha suscitato negli ultimi mesi, l’industria farmaceutica mondiale si è dedicata alla ricerca di una cura e di un vaccino per combattere l’epidemia che in Africa ha già contato circa 4000 decessi. Ad oggi, secondo l’Ansa, ci sarebbero tre farmaci e un vaccino contro il virus ebola che avrebbero avuto dei buoni risultati sugli animali e che presto potrebbero entrare in fase clinica, ovvero la prima fase di sperimentazione sull'uomo. 


    Leggi tutto...
  • IGNOBEL: IL LIBERO PREMIO DELL'ASSURDO


    Tutti voi conoscerete di certo il premio creato dallo svedese Nobel che ogni anno viene consegnato a luminari della fisica, della chimica, della medicina ecc., ma quello che forse non saprete è che esiste un altro premio differente in tutto e per tutto dal Nobel: il premio di cui parlo è il premio igNobel. 
    L'igNobel viene assegnato ogni anno, dal 1991, dalla Harvard university: i fortunati vincitori sono scienziati che fanno scoperte apparentemente inutili e senza senso.


    Leggi tutto...

PeggioRedazione

  • Il Preside del Liceo Scientifico “O. Grassi” impedisce agli ex allievi di partecipare alla premiazione del Premio “Giornalista per un giorno” di Alboscuole


    Il giornale del Liceo “O. Grassi”, “Farò del mio peggio News”, è stato invitato, per la decima volta consecutiva, al Meeting Nazionale di giornalismo scolastico organizzato da Alboscuole a Chianciano Terme il 27 ed il 28 Aprile, per essere premiato tra le migliori 100 redazioni di tutta Italia. Il giornale è edito dal 2010 dall’Associazione omonima, che raccoglie allievi ed ex allievi del Liceo e permette la stampa del periodico attraverso le quote versati dai soci e dagli sponsor.

    Fin dal 2010 gli ex allievi e redattori del Liceo hanno sempre partecipato al Meeting insieme alla delegazione del “Grassi”, con gli studenti e gli altri redattori.

    Quest’anno invece, con una lettera datata 18 Aprile, il Dirigente Scolastico Fulvio Bianchi ha comunicato al Prof. D’Amico, coordinatore del progetto, che gli ex allievi non avrebbero potuto viaggiare con il pullman insieme alla delegazione del Liceo come invece era sempre avvenuto negli anni scorsi senza alcuna problematica. 


    Leggi tutto...
  • Farò del mio peggio News - Vita di redazione


    Nato nel 2005 nell’ambito del corso Tecnologico ed esteso poi a tutte le classi, il “Farò del mio peggio News” ha cambiato nella sua storia 3 redazioni tecniche, mantenendo la continuità del lavoro ed ottenendo numerosi riconoscimenti tra cui sette nomination al concorso nazionale “Giornalista per un giorno” (Fiuggi 2007), la vittoria al concorso "Il giornale dalla scuola", nell’ambito del Circuito Diregiovani (Roma 2010), organizzato dalla Agenzia di Stampa "Dire" e patrocinato dal MIUR, un diploma di Merito del Secolo XIX (Genova 2010) e dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti (Benevento 2011), tre premi nell’ambito del concorso nazionale “Il miglior giornalino scolastico” (Avellino 2011-2013), un “Premio speciale Presidenza di Alboscuole” (Chianciano Terme 2012), una “menzione speciale per il sarcasmo” al concorso nazionale “Prima Pagina” promosso dal Comune di Modena in collaborazione con l’associazione culturale Progettarte, nell’ambito della VI edizione di BUK-Festival della piccola e media editoria- che si è tenuto il 23 e 24 marzo 2013 presso il Foro Boario di Modena. 


    Leggi tutto...

Società e Costume

  • Cibo per il corpo... e per la mente


    Sarebbe opportuno chiedersi, nell’affrontare questo argomento, di cosa e come ci cibiamo se si considera valida l’affermazione del filosofo tedesco Feuerbach “Siamo quel che mangiamo”. 

    Da un’analisi generale della società attuale si può constatare un aspetto particolarmente evidente: la percentuale di individui in sovrappeso raggiunge negli Stati Uniti il valore del 60% e, solo in Italia il numero degli obesi si è stabilizzato intorno al 20% della popolazione. Ciò consente di affermare, senza possibilità di smentita, che il mondo occidentale mangia troppo e male. Inoltre, differentemente dagli altri prodotti, il cibo non può essere considerato solo un oggetto di consumo, con un suo costo e un suo valore e il nostro modo di mangiare non può che essere connesso con il nostro modo di essere. 

    Tale affermazione viene supportata , anche in questo caso con numeri e percentuali: il consumo abnorme di antidepressivi e psicofarmaci dimostra che qualcosa non va. Solo in Italia, 7,5 milioni di persone soffrono di depressione, ossia il 12,5% della popolazione è affetta da questo disturbo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara che nel 2020 la depressione sarà la più diffusa al mondo tra le malattie mentali e, i generale, la seconda malattia dopo le patologie cardiovascolari. 

    A tal riguardo è forte la preoccupazione degli esperti che cercano di dimostrare che il numero di queste patologie sia in aumento proprio a causa di una cattiva alimentazione accompagnata a una vita sedentaria. 

    La correlazione, quindi, tra il mangiare e l’essere appare di tutta evidenza come, del resto, risulta fondamentale la qualità del cosa si mangia e la modalità del come. Rappresentazione emblematica del primo aspetto è, valorizzata in questi anni, la Dieta Mediterranea , incentrata su un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che hanno dato vita a questo modello nutrizionale. L’importanza di questa Dieta è stata certificata nel novembre del 2010, quando è entrata a far parte del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. 

    Per quanto riguarda il come si mangia, è importante fare bene presente che al giorno d’oggi sempre più persone svolgono diverse attività come lavorare, giocare ai videogiochi, leggere mail o essere connessi sui social durante i pasti. 

    Questa consuetudine, oltre che essere dannosa per la salute (è dimostrato come porti a mangiare di più) è la spia di una tendenza, insidiosa e comune, ad isolarsi e a connettersi con tutti tranne che con se stessi e con il proprio corpo. 

    L’atto del cibarsi è da sempre accompagnato da momenti di confronto e relazione, come si può apprendere dalla Bibbia, dagli scritti latini, dalle descrizioni dei Simposi nelle opere greche. 

    E’ importante quindi, per l’uomo di oggi, riappropriarsi di questo spazio a partire dalla quotidianità in famiglia, abbinando a una buona qualità del cibo una serie di relazioni reali, dirette e personali. 

    Legate al tema del mangiare si possono osservare due grandi contraddizioni. La prima rappresentata da fatto che una parte della popolazione mondiale, priva di acqua e sottoalimentata, si fronteggia a una parte minoritaria sovralimentata e abituata a ritmi consumistici insostenibili. La seconda contraddizione, tutta interna al nostro mondo occidentale, vede da un lato un continuo parlare e promuovere temi legati alla cucina raffinata o programmi televisivi sull’arte culinaria o ancora campagne commerciali basate su temi bio e eco e dall’altro lato abitudini e prassi comuni e quotidiane completamente contrastanti a qualsiasi aspetto di qualità, che riportano alle analisi precedentemente trattate.

    Il tema discusso è senza dubbio complesso e presenta numerosi aspetti e diverse interpretazioni possibili. Tuttavia, dopo aver preso in considerazione tutti gli elementi, si può giungere alla conclusione che, senza perseguire nuove improbabili soluzioni, un’azione relativamente semplice da compiere sarebbe quella di effettuare un passo indietro per ritrovare quell’equilibrio che oggi si è perso, cibarsi di ciò che il territorio dove si vive offre, farlo seguendo il ritmo che la Natura impone, il tutto circondati dalle persone con cui si sta bene assieme. 

  • Il secolo delle apparenze


    Un tempo le persone avevano determinati punti di ritrovo, fori o teatri, piazze, che avevano finalità ricreative, di svago oppure di propaganda politica, o più semplicemente era luogo di banali incontri tra amici. Fori, teatri, scuole filosofiche erano le fabbriche di miti, creavano personaggi dalle più alte virtù che la popolazione potesse emulare.

    Cambiano i tempi, cambiano i miti: oramai, con l'avvento della televisione che inizialmente era un bene di lusso destinato alle famiglie altolocate e che ora è a portata del 95% della popolazione degli stati industrializzati, mito è diventato sinonimo di famoso e l'industria dello "star system" ha fatto sì che nazioni come gli USA o l'India si arricchissero enormemente grazie alla nascita di veri e propri mercati, come Hollywood e Bollywood.


    Leggi tutto...

Scuola

  • PESSIMA SCUOLA VS BUONA SCUOLA


    Riprendiamo dal web l'illuminante articolo di Enrico Voccia, I DISASTRI DELLE RIFORME DEL POTERE. “PESSIMA SCUOLA” , BUONA SCUOLA, pubblicato sul settimanale Umanità Nova (13/11/2016). Un testo che ci lascia senza parole da aggiungere.

    Si narra che nello storico cimitero napoletano di Poggioreale ci fosse un tempo una singolare lapide funeraria, che, dopo il nome ed il cognome del defunto, recitava così: “Stavo bene, per stare meglio ora sono qui”.

    Chi è nato nella città della Musa Par­tenope ed insegna da almeno una ven­tina di anni nelle scuole di ogni ordine e grado, di tanto in tanto, specie in presenza di una delle tante riforme della scuola presentate come “miglio­ramenti” del sistema educativo, non può fare a meno di pensare a questa leggenda napoletana sulla malasani­tà, reale o presunta, d’altri tempi. In­fatti, gli è perfettamente chiaro come, riforma dopo riforma, nonostante tut­ti gli sforzi del corpo insegnante per fare il meglio possibile, il rendimento e la preparazione degli alunni cala vi­stosamente e peggiora ad ogni nuova riforma.


    Leggi tutto...
  • Pillole di "buona scuola"


    Non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia affinché possano pescare con questi ami, fatti che è meglio che restino dove si trovano. (R. Bradbury, Fahrenheit 451).

    Con la definizione “buona scuola'' si vuol far credere che la scuola finora in atto sia stata davvero cattiva, al punto da rendere necessaria l'ennesima riforma. Ma la Legge 107 di studenti, di pedagogia e di educazione non parla affatto, se non nei termini di un restyling didattico basato sull'uso forzato delle tecnologie digitali spacciate come urgente necessità della scuola. Noi abbiamo cercato in rete pillole di antidoto alle ipocrisie della politica, alla pseudocultura tecnologica e alla scuola-azienda che ci vogliono rifilare.

    DIGITALIZZARE, disumanizzare la scuola, pensare solo alle innovazioni procedurali è la maschera necessaria a nascondere il bisogno di svuotare la scuola di senso e di contenuto, con un solo obiettivo: togliere potere al pensiero critico. E dell'articolo 33 (L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento) cosa facciamo? Quale libertà potrà mai esserci in una scuola dichiaratamente asservita al potere economico, anzi, studiata in raccordo con le finalità dell'impresa, di cui, deve anche assorbire i metodi? Renzi sceglie di omettere ogni riferimento agli articoli 33 e 34 della Costituzione, sui quali è impostata la scuola repubblicana: ma pensarla ''libera'' fa paura!


    Leggi tutto...

Diritti

  • “Agorà”, storia di una grande donna


    Il film “Agorà” ambientato ad Alessandra d’Egitto intorno alla fine del IV secolo, mette in evidenza le prime forme di fondamentalismo, raccontando gli scontri tra pagani e cristiani. Ci troviamo in un momento importantissimo della storia: dopo l’editto di Milano emanato da Costantino che garantisce la libertà di culto, con l’imperatore Teodosio il cristianesimo diventa la religione dell’Impero Romano. Poco dopo, nel 392 viene proibito il culto pagano e questa situazione si riflette nel film, infatti, tutta la popolazione pagana si convertì al cristianesimo per evitare di essere condannata. Molto significativa è la figura di Ipazia, figlia del matematico Teone, che le diede l’opportunità di insegnare nella scuola di Alessandria e diventare una grande “scienziata”. Ipazia fu vittima del fondamentalismo religioso, venne uccisa in modo atroce dai fanatici del cristianesimo chiamati parabolani. Sicuramente tutto ciò accadde per via del vescovo della città, Cirillo, il quale aveva accusato la donna di stregoneria e di essere nemica del cristianesimo, poiché temeva che la sua libertà di pensiero avesse un’influenza negativa sulla comunità di Alessandria. La considerava anche un ostacolo nei rapporti con il prefetto Oreste, molto amico della donna. Nel film Oreste considera Ipazia la sua più grande ispirazione. Ipazia si dichiarò credente della filosofia, non abbracciò quindi la religione cristiana e davanti a questo pure il vescovo di Tolemaide, Sinesio, che era stato uno dei suoi alunni, si rifiutò di aiutarla. Il fondamentalismo applicato alle religioni assume una connotazione negativa perché vi sono aspetti del fanatismo che accompagnano la fede. La giovane filosofa, come detto in precedenza, fu ucciso dal fanatismo dei parabolani. A questo punto possiamo definire Ipazia la figura opposta del cristianesimo: innanzitutto metteva in discussione quanto c’era scritto nella Bibbia sull’universo e, secondo motivo, lei era una donna ed ebbe una parte molto attiva nella vita della città di Alessandria, cosa che secondo il cristianesimo non doveva accadere in quanto le donne dovevano essere invisibili, quindi erano considerate inferiori rispetto agli uomini. Questo aspetto oltre ad essere presente nel cristianesimo è presente in molte altre religiose e ancora oggi si possono notare differenze fra uomini e donne. Per esempio, in alcuni Stati islamici le donne sono prive di diritti.

    È proprio il fatto di essere una religione monoteista a creare queste forme di fondamentalismo, poiché si tratta di “esclusività”, ovvero si rifiuta la convivenza con altre forme religiose o altri pensieri. Invece il paganesimo era una religione inclusiva, politeista, dove Ipazia era riuscita a trovare più spazio per la filosofia, la sua libertà di pensiero cosa che non era successa con il cristianesimo.

  • Ipazia: un modello femminile senza tempo


    "Agorà" è un film storico incentrato sulla figura di Ipazia, fisica, filosofa ed astronoma in un'Alessandria d'Egitto dominata da forti tensioni tra cristiani e pagani (IV-V sec. d.C.). 

    La protagonista, nonostante abbia vissuto nel mondo ignorante e maschilista della tarda antichità, si presenta come una donna moderna ed indipendente: le sue giornate sono interamente dedicate allo studio e si rifiuta di sposarsi o credere in qualsiasi cosa al di fuori della scienza e della filosofia. Purtroppo, però, Ipazia, pagherà le conseguenze del suo modo di pensare rivoluzionario e della forte influenza che aveva sulla cittadinanza. Infatti, verrà condannata a morte usando come espediente il fatto che non volesse battezzarsi.

    Il film mi è piaciuto molto perchè è coinvolgente e ricco di spunti riflessivi. Uno di questi è senza dubbio la difficoltà e la pericolosità di esprimere le proprie idee in periodi di instabilità politica o dittatura: ad Alessandria tutti i membri del concilio, tra cui Oreste, il prefetto della città, sono stati obbligati ad abbracciare la fede cristiana.

    Un altro spunto di riflessione è la condizione di inferiorità delle donne nel mondo antico, fenomeno purtroppo ancora presente nella maggior parte delle società attuali e che, anche se non in maniera così estrema come in alcuni paesi, tutte le donne provano sulla propria pelle ogni giorno.

    Inoltre, ho riflettuto su quanto sia pericoloso e depauperante dal punto di vista umano e culturale il fondamentalismo religioso. Non rispettare le opinioni diverse dalla propria e rifiutare il progresso scientifico è sempre controproducente: nel film si ha la possibilità di vedere come i cristiani abbiano distrutto l'enorme patrimonio della Biblioteca d'Alessandria perchè ritenuto "pagano", negando alle generazioni future la conoscenza di capolavori frutto di secoli di studio e lavoro.

    Ho quindi riflettuto sul fatto che per l'avanzamento culturale ed una convivenza pacifica è fondamentale uno stato laico ed una società basata sull'uguaglianza ed il rispetto reciproco.

Tecnologia e Rete

  • I VIDEOGIOCHI SONO ARTE (?)


    Playstation, Xbox, PC, Nintendo, smartphone...Parole che portano i nervi dei genitori a fior di pelle ripensando a quanto queste piattaforme siano diventate famose e attirino i loro figli. Ma questo cosa indica? Quando accendiamo una console e inseriamo un gioco, siamo davanti ad una macchina diabolica progettata per spillare soldi dai portafogli degli adulti nel tentativo di accontentare i pargoli, o ci potrebbe capitare addirittura di osservare nello schermo una nuova forma di opera d'arte?



    Leggi tutto...
  • UOMINI E ROBOT, TRA PRESENTE E FUTURO


    La rivoluzione robotica che sta rendendo concrete le previsioni fatte per decenni da scienziati porta con sé un carico di aspettative e timori. Da una parte si schierano gli ottimisti che vedono nel progresso tecnologico l’unica strada possibile e percorribile, dall’altra ci sono i pessimisti che valutano come troppo onerosi i costi ecologici e occupazionali della rivoluzione robotica.

     Questo argomento però va affrontato seriamente per le numerose implicazioni nel campo dell’occupazione, della privacy e della giurisprudenza. Infatti, dopo alcune ricerche, ho potuto notare che una delle questioni su cui si sta muovendo l’Unione Europea è quello della disciplina dell’intelligenza artificiale in Europa. La domanda più frequente che viene fatta è se l’intelligenza artificiale vada trattata come un individuo vero e proprio, riconoscendogli una responsabilità civile e facendogli pagare le tasse. Gli Stati rispondono che, se i robot sottraggono alle casse dell’erario i proventi dei lavoratori rimasti senza occupazione, è giusto che vengano tassati dopo averli sostituiti. La questione occupazionale resta prioritaria. 

    Nel suo libro "La fine del lavoro", l’economista Jeremy Refkin ipotizza che entro il 2050 l’intero sistema economico mondiale possa essere gestito dal 5% della popolazione adulta, questo proprio grazie alla diffusione dei robot in quasi tutti i settori lavorativi compresi quelli dei servizi. Nella previsione a tinte fosche di Rifkin al restante 95% toccherà il compito di difendersi dalla criminalità alimentata dalla disoccupazione tecnologica e dalla concentrazione delle risorse economiche nelle mani di pochi. Il paradosso della visione di Rifkin è quello di un progresso che, di fatto, imbarbarirà la società creando i presupposti per un futuro molto lontano dalle prospettive utopiche degli ottimisti. Possiamo uscirne con una preparazione scolastica e universitaria in grado di consentirci di ambire a professioni non sostituibili dalle macchine: creatività e alte professionalità non sono sostituibili.

    Le professioni artistiche e l’artigianato di qualità hanno maggiori possibilità di sopravvivenza rispetto a professioni che sono sempre sembrate più che sicure. Il posto in banca o quello in un ufficio statale, per anni indicati come roccaforti delle garanzie occupazionali, sono diventate professioni facilmente sostituibili. Chi si occupa dei servizi alla persona, invece, non potrà essere sostituito dalle macchine. Per restare nel mercato  bisognerà studiare più e meglio di prima. La progressiva automazione del mercato del lavoro andrà a discapito dei lavoratori più deboli. La situazione che si prospetta è quella di un mercato del lavoro in cui ci sarà una sostituzione delle competenze richieste ai lavoratori. 

    Secondo un’indagine condotta di recente da McKinsey and Company su 830 professioni di diversi settori, solamente il 5% potrà essere completamente automatizzato nei prossimi 10 o 20 anni. Questo significa che con i robot cambierà il modo di lavorare, ma non è detto che le conseguenze siano soltanto negative: la trasformazione potrebbe anche eliminare le parti più noiose e ripetitive, consentendo ai lavoratori di svolgere le attività meno routinarie. Come sempre, quindi, è opportuno pesare con molta cautela i pro e i contro, bilanciando entusiasmi e timori e cercando di trovare il giusto equilibrio, perché il progresso possa ritenersi veramente tale.

طراحی سایتطراحی وب سایتپارتیشنپارتیشنجراحی بینیتهران کاشتلیپوماتیکقرص بلوبری