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  • BELLONOTTO: Prof, oggi è il 28?

    PROF. FANNI: No Bellonotto, oggi è il 25...

    BELLONOTTO: Perché sulla verifica ho messo 28...

    PROF. FANNI: Non importa, ti considereremo l’uomo del futuro.

     

Qualche tempo fa, alla scuola elementare Matteotti di Firenze, un consiglio interclasse ha deciso di annullare dal piano formativo la visita ad una mostra artistica “per venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche”, parole del quotidiano La Nazione. Il 13 novembre, una serie di sparatorie ed esplosioni ha colpito Parigi, lasciando sulle strade e nei locali più di centoventi morti e più di trecento feriti.

Converrete con me che, delle due, la notizia più importante è di certo la seconda. Forse vi chiederete come mai sono concentrate in poche righe. Ebbene, la verità è che l’apparente innocuità della prima e la terribile violenza della seconda sono legate indissolubilmente, che ci piaccia o no. 

Il tema della discriminazione degli omosessuali e le battaglie da loro combattute sono argomenti di cui da tempo si discute nella società e nella Chiesa. Esempio del rifiuto della Chiesa, ma non solo, degli individui che provano amore nei confronti di un'altra del loro stesso sesso, è monsignor Charamsa. La sua dichiarazione di essere gay viene definita una “scelta grave e irresponsabile”. In realtà, la sua è stata solo una ricerca della felicità. E se anche questo viene condannato dalla Chiesa allora essa non esprime il volere di Dio. Non è forse così? Il coraggio di monsignor Charamsa dovrebbe servire come esempio per spingere gli omosessuali della Chiesa o non, a “uscire dall'armadio”. Aiutiamoli a non opprimere i loro desideri e il loro amore per via di assurde leggi. Il coming out di monsignor Charamsa è un'occasione per un momento di crescita interiore.

Un tempo le persone avevano determinati punti di ritrovo, fori o teatri, piazze, che avevano finalità ricreative, di svago oppure di propaganda politica, o più semplicemente era luogo di banali incontri tra amici. Fori, teatri, scuole filosofiche erano le fabbriche di miti, creavano personaggi dalle più alte virtù che la popolazione potesse emulare.

Cambiano i tempi, cambiano i miti: oramai, con l'avvento della televisione che inizialmente era un bene di lusso destinato alle famiglie altolocate e che ora è a portata del 95% della popolazione degli stati industrializzati, mito è diventato sinonimo di famoso e l'industria dello "star system" ha fatto sì che nazioni come gli USA o l'India si arricchissero enormemente grazie alla nascita di veri e propri mercati, come Hollywood e Bollywood.

La prima cosa che distingue un libro è la copertina, è tutto lì il segreto. La copertina è ciò che una persona, che non ti conosce, vede per la prima volta in te. Essa ci dà un'idea dell'intero libro in una pagina e in titolo. Se ciò ti sconvolge, intraprendi il grande viaggio. Il viaggio verso un mondo molto più affascinante di quello in cui viviamo, dove le persone possono volare e parlare senza essere giudicati. Un mondo che non ti nasconde la verità, che ti fa conoscere veramente chi tu sei. Perché quando sfogli un libro sei felice. Felice di trovare le emozioni che provi in quelle pagine. Pagine che sembrano descriverti e aiutarti.

All’alba del 40º numero del Farò del mio Peggio, un piccolo grande traguardo del quale siamo fieri, ci troviamo a fronteggiare da queste pagine con la nostra unica arma, la penna, l’ennesima riforma dell’Istruzione.

La #BuonaScuola, come è stata “marketizzata” dal Governo, rappresenta l’ennesimo mostro giuridico spacciato per riforma epocale. Come nel romanzo “1984” di Orwell, anche Renzi ha introdotto una neolingua dove il significato dei termini viene mutato e talvolta ribaltato. La #BuonaScuola, infatti, è esattamente il contrario del suo nome.

 

“PRESTITI D’ONORE” E STUDENTI INDEBITATI A VITA

Secondo la Federal Reserve, l'indebitamento studentesco negli USA ha raggiunto vette stratosferiche. Pare che anche in Italia si voglia seguire il modello americano, in modo che l’istruzione sia a pagamento o, meglio, a credito, e gli studenti italiani si riducano indebitati come quelli americani. 

In effetti i soldi promessi dalla “Buona Scuola”, tanto per cambiare, andranno alle imprese private e alle banche. Le leggi e gli stanziamenti di fondi per i progetti per l'alternanza Scuola Lavoro -  imposti dal Fondo Monetario Internazionale e dalla sua filiazione OCSE - sono solo una copertura per il solito “assistenzialismo ai ricchi” . Dal 2003 i governi italiani riservano una costante pioggia di soldi per le imprese private che si “impegnano” nella "formazione" degli studenti. Ultimo il Decreto 761, dello scorso ottobre, che ha stanziato undici milioni di euro (2).

Intervista alla Prof.ssa Rosanna Lavagna, ex docente del Liceo ed esponente dell'Associazione culturale savonese "la talpa con gli occhiali".

Qual è il motivo di questo nome?

Il nome rappresenta una talpa che, come si sa, è un animaletto cieco che esce dalla terra e inforca un paio di occhiali per scoprire il mondo e capirlo a pieno. E noi grazie al nome cerchiamo di dare una spinta culturale in più a tutte le persone interessate.

 

Quando è nata l'associazione? E quali sono state le prime iniziative?

La talpa è nata circa 6 mesi fa e in questi sei mesi abbiamo avuto la possibilità di lanciare diverse iniziative. La prima è stata la proiezione di un film, in collaborazione con l' UAAR (Associazione Atei e Agnostici Razionalisti), poi, come seconda iniziativa, abbiamo organizzato un  evento-ricordo per la morte di Franca Rame. Quest'estate abbiamo distribuito libri con una carriola all' entrata delle spiagge libere di Savona con un'iniziativa chiamata “summer book crossing”, nella quale i partecipanti che ricevevano i libri avevano il solo obbligo, dopo averli letti, di abbandonarli in luogo pubblico, dove altri avrebbero potuto  recuperarli, leggerli e "abbandonarli a loro volta. Abbiamo distribuito circa settecento libri in quattro occasioni.

"Se non si può dire che non tutti gli islamici sono terroristi, è evidente che tutti i terroristi sono islamici e che molta violenza viene giustificata in nome di una appartenenza religiosa e culturale ben precisa". Per questo, e alla luce della presenza dei tanti alunni stranieri nelle nostre scuole e dei loro genitori nelle nostre comunità, a loro dobbiamo rivolgere il messaggio di richiesta di una condanna di questi atti". Nero su bianco da parte dell'assessore all'istruzione del Veneto, Elena Donazzan che, dopo la strage di Parigi, ha deciso di scrivere ai dirigenti scolastici della sua regione inducendoli a trattare l'argomento nei loro istituti. La metodica, però, ha destato molte polemiche: che la scuola avesse la finalità di insegnare e far capire ciò che succede intorno a noi, adoperando un occhio critico e conoscenze storiche, è noto a tutti... ma che la scuola inducesse l'alunno a pensieri così forzati e “filorazzisti”, questa mi è nuova. 

Alzo gli occhi al cielo e sopra di me trovo una nuvola completamente bianca. Ho paura del bianco, perché è l'unico colore che non ha forma, né sfumatura, l'unico colore che non è definito, il bianco è ovunque, anche dentro di noi. A pensarci bene è anche nella nostra bandiera, è al centro con a lato due colori forti, decisi, netti, con un significato profondo e sentito: il rosso, che rappresenta i caduti in guerra, il sangue versato, ed il verde, che rappresenta la speranza, mai abbandonata per combattere fino alla morte.

Ed il bianco? Secondo me il bianco  esprime purezza e libertà, dovrebbe essere la base di tutti i nostri principi, dovrebbe lasciar spazio alle fondamenta di una nuova generazione di uomini, degni e generosi  nel superare tutte le differenze. Guardo la nuvola, ma questa volta non è poi così bianca, posso leggere delle parole su di essa, parole di pace, parole vere: adesso su quella nuvola è inciso l'articolo 3 della nostra Costituzione. Le parole sono molto forti e dirette. Ho letto molte volte questo articolo, ma oggi mi ha segnato particolarmente, dall'inizio alla fine.

L'invenzione dello spauracchio-ISIS, per adesso, appare solo funzionale alla NATO per dispiegare truppe ed aviazione in Medio Oriente e nel Nord Africa. Del resto l'ISIS rappresenta un fantasma davvero congeniale per alimentare le paure, i pregiudizi ed il senso di superiorità morale ed intellettuale dell’ occidentale medio, facendogli dimenticare la disoccupazione, la svendita dei diritti, le tasse e tutti i sacrifici fatti per salvare i profitti delle banche. In questa confusione disinformata l’italiano medio può persino credere che il razzismo becero di Salvini sia la soluzione e la guerra una necessità.

 

Roma, Campo de' Fiori 17 febbraio 1600. Scusate il ritardo, ma vogliamo ugualmente ricordare l'anniversario del rogo in cui fu ucciso dalla Chiesa cattolica Giordano Bruno, lo scienziato che predisse gli "infiniti mondi" che oggi la scienza conferma, “il filosofo che preferì scommettere su un aldiquà di umanità umana contro un aldilà di astrattezza violenta e di dogmatica disumanità, l'uomo che con inconscia certezza spostò lo sguardo dall'alto dei cieli al dentro degli esseri umani” (P. Izzo). Religiosi fanatici dovettero bucargli la lingua e bruciarlo vivo per farlo tacere.

Gli eroici ministri italiani giocano a Risiko, intrattenendo e divertendo con “sparate” (fantozziane o mussoliniane?) un pubblico che viene ogni giorno invitato a fare il tifo per la guerra.  

Del resto, la chiave del successo della propaganda renziana consiste nel suo aspetto ludico, nella sua capacità di creare intrattenimento e divertimento. Persino la guerra all'ISIS sta diventando una kermesse bellicistica allestita dal fiero condottiero Renzi. E lo spasso per l'opinione pubblica continuerà, almeno fino a quando non tornerà il servizio militare obbligatorio, con il conseguente “armiamoci e partite”, tipico di tutti i leader. Per fortuna, navigando e non bombardando, pensando e non tifando, possiamo renderci conto delle “perle di coerenza” dei politici che ci indicano la direzione. Ecco alcuni esempi (fonte Newscomidad):

 

La presenza dello Stato Vaticano sul suolo italiano ha sempre portato ad un condizionamento della politica statale, nonostante si tratti sulla carta di una istituzione laica. Questa influenza si ritrova anche nel sistema scolastico sotto diverse forme come la presenza dei crocifissi nelle aule di molte scuole (non il nostro Liceo, per fortuna), e l’inserimento di un’ora settimanale dedicata all’insegnamento della religione cattolica. 

Fin dalle scuole medie mi sono sempre interrogato sulla correttezza e sul senso di un’ora di Insegnamento della Religione Cattolica (IRC) e adesso, quasi arrivato alla fine del mio percorso scolastico al Liceo Scientifico, posso fermamente affermare che essa sia la rappresentazione perfetta dell’ipocrisia del nostro Stato.

 

Un’inchiesta rigorosa di "Report", la trasmissione di indagine giornalistica di RAI 3, ci spiega che all’estero, e soprattutto nei mitici USA, i detenuti sono felici, lavorano,  acquisendo competenze che saranno utili per il loro reinserimento sociale, ristrutturano e abbelliscono le loro prigioni, addirittura, i loro prodotti sono così apprezzati che, quando escono, le aziende fanno a gara per assumerli. Inoltre, nei mitici Usa, i detenuti non costerebbero nulla allo Stato, in quanto il sistema carcerario è basato sulla privatizzazione degli istituti di pena, mentre in Italia pesano sul contribuente (4000 euro al mese per ogni “ospite”). Questa situazione idilliaca, troppo bella per essere vera, si scontra, però, con dati oggettivi che evidenziano il fallimento del modello americano: negli USA le carceri ospitano l’uno per cento della popolazione, vale a dire due milioni e trecentomila individui, una cifra spaventosa! Altro che reinserimento sociale! Nella tanto vituperata Italia la popolazione carceraria resta intorno all’uno per mille, un dato comunque allarmante.