Intervista alla Prof.ssa Rosanna Lavagna, ex docente del Liceo ed esponente dell'Associazione culturale savonese "la talpa con gli occhiali".

Qual è il motivo di questo nome?

Il nome rappresenta una talpa che, come si sa, è un animaletto cieco che esce dalla terra e inforca un paio di occhiali per scoprire il mondo e capirlo a pieno. E noi grazie al nome cerchiamo di dare una spinta culturale in più a tutte le persone interessate.

 

Quando è nata l'associazione? E quali sono state le prime iniziative?

La talpa è nata circa 6 mesi fa e in questi sei mesi abbiamo avuto la possibilità di lanciare diverse iniziative. La prima è stata la proiezione di un film, in collaborazione con l' UAAR (Associazione Atei e Agnostici Razionalisti), poi, come seconda iniziativa, abbiamo organizzato un  evento-ricordo per la morte di Franca Rame. Quest'estate abbiamo distribuito libri con una carriola all' entrata delle spiagge libere di Savona con un'iniziativa chiamata “summer book crossing”, nella quale i partecipanti che ricevevano i libri avevano il solo obbligo, dopo averli letti, di abbandonarli in luogo pubblico, dove altri avrebbero potuto  recuperarli, leggerli e "abbandonarli a loro volta. Abbiamo distribuito circa settecento libri in quattro occasioni.

"Se non si può dire che non tutti gli islamici sono terroristi, è evidente che tutti i terroristi sono islamici e che molta violenza viene giustificata in nome di una appartenenza religiosa e culturale ben precisa". Per questo, e alla luce della presenza dei tanti alunni stranieri nelle nostre scuole e dei loro genitori nelle nostre comunità, a loro dobbiamo rivolgere il messaggio di richiesta di una condanna di questi atti". Nero su bianco da parte dell'assessore all'istruzione del Veneto, Elena Donazzan che, dopo la strage di Parigi, ha deciso di scrivere ai dirigenti scolastici della sua regione inducendoli a trattare l'argomento nei loro istituti. La metodica, però, ha destato molte polemiche: che la scuola avesse la finalità di insegnare e far capire ciò che succede intorno a noi, adoperando un occhio critico e conoscenze storiche, è noto a tutti... ma che la scuola inducesse l'alunno a pensieri così forzati e “filorazzisti”, questa mi è nuova. 

Alzo gli occhi al cielo e sopra di me trovo una nuvola completamente bianca. Ho paura del bianco, perché è l'unico colore che non ha forma, né sfumatura, l'unico colore che non è definito, il bianco è ovunque, anche dentro di noi. A pensarci bene è anche nella nostra bandiera, è al centro con a lato due colori forti, decisi, netti, con un significato profondo e sentito: il rosso, che rappresenta i caduti in guerra, il sangue versato, ed il verde, che rappresenta la speranza, mai abbandonata per combattere fino alla morte.

Ed il bianco? Secondo me il bianco  esprime purezza e libertà, dovrebbe essere la base di tutti i nostri principi, dovrebbe lasciar spazio alle fondamenta di una nuova generazione di uomini, degni e generosi  nel superare tutte le differenze. Guardo la nuvola, ma questa volta non è poi così bianca, posso leggere delle parole su di essa, parole di pace, parole vere: adesso su quella nuvola è inciso l'articolo 3 della nostra Costituzione. Le parole sono molto forti e dirette. Ho letto molte volte questo articolo, ma oggi mi ha segnato particolarmente, dall'inizio alla fine.

L'invenzione dello spauracchio-ISIS, per adesso, appare solo funzionale alla NATO per dispiegare truppe ed aviazione in Medio Oriente e nel Nord Africa. Del resto l'ISIS rappresenta un fantasma davvero congeniale per alimentare le paure, i pregiudizi ed il senso di superiorità morale ed intellettuale dell’ occidentale medio, facendogli dimenticare la disoccupazione, la svendita dei diritti, le tasse e tutti i sacrifici fatti per salvare i profitti delle banche. In questa confusione disinformata l’italiano medio può persino credere che il razzismo becero di Salvini sia la soluzione e la guerra una necessità.

 

Roma, Campo de' Fiori 17 febbraio 1600. Scusate il ritardo, ma vogliamo ugualmente ricordare l'anniversario del rogo in cui fu ucciso dalla Chiesa cattolica Giordano Bruno, lo scienziato che predisse gli "infiniti mondi" che oggi la scienza conferma, “il filosofo che preferì scommettere su un aldiquà di umanità umana contro un aldilà di astrattezza violenta e di dogmatica disumanità, l'uomo che con inconscia certezza spostò lo sguardo dall'alto dei cieli al dentro degli esseri umani” (P. Izzo). Religiosi fanatici dovettero bucargli la lingua e bruciarlo vivo per farlo tacere.

Gli eroici ministri italiani giocano a Risiko, intrattenendo e divertendo con “sparate” (fantozziane o mussoliniane?) un pubblico che viene ogni giorno invitato a fare il tifo per la guerra.  

Del resto, la chiave del successo della propaganda renziana consiste nel suo aspetto ludico, nella sua capacità di creare intrattenimento e divertimento. Persino la guerra all'ISIS sta diventando una kermesse bellicistica allestita dal fiero condottiero Renzi. E lo spasso per l'opinione pubblica continuerà, almeno fino a quando non tornerà il servizio militare obbligatorio, con il conseguente “armiamoci e partite”, tipico di tutti i leader. Per fortuna, navigando e non bombardando, pensando e non tifando, possiamo renderci conto delle “perle di coerenza” dei politici che ci indicano la direzione. Ecco alcuni esempi (fonte Newscomidad):

 

La presenza dello Stato Vaticano sul suolo italiano ha sempre portato ad un condizionamento della politica statale, nonostante si tratti sulla carta di una istituzione laica. Questa influenza si ritrova anche nel sistema scolastico sotto diverse forme come la presenza dei crocifissi nelle aule di molte scuole (non il nostro Liceo, per fortuna), e l’inserimento di un’ora settimanale dedicata all’insegnamento della religione cattolica. 

Fin dalle scuole medie mi sono sempre interrogato sulla correttezza e sul senso di un’ora di Insegnamento della Religione Cattolica (IRC) e adesso, quasi arrivato alla fine del mio percorso scolastico al Liceo Scientifico, posso fermamente affermare che essa sia la rappresentazione perfetta dell’ipocrisia del nostro Stato.

 

Un’inchiesta rigorosa di "Report", la trasmissione di indagine giornalistica di RAI 3, ci spiega che all’estero, e soprattutto nei mitici USA, i detenuti sono felici, lavorano,  acquisendo competenze che saranno utili per il loro reinserimento sociale, ristrutturano e abbelliscono le loro prigioni, addirittura, i loro prodotti sono così apprezzati che, quando escono, le aziende fanno a gara per assumerli. Inoltre, nei mitici Usa, i detenuti non costerebbero nulla allo Stato, in quanto il sistema carcerario è basato sulla privatizzazione degli istituti di pena, mentre in Italia pesano sul contribuente (4000 euro al mese per ogni “ospite”). Questa situazione idilliaca, troppo bella per essere vera, si scontra, però, con dati oggettivi che evidenziano il fallimento del modello americano: negli USA le carceri ospitano l’uno per cento della popolazione, vale a dire due milioni e trecentomila individui, una cifra spaventosa! Altro che reinserimento sociale! Nella tanto vituperata Italia la popolazione carceraria resta intorno all’uno per mille, un dato comunque allarmante.

 

 

L'assistenza fornita all'ISIS dalla Nato era stata annunciata trionfalmente, appena tre anni fa, con dovizia di particolari dal giornale britannico "Daily Star" (2012): truppe speciali del SAS e agenti segreti del MI6 avevano allestito campi sul confine siriano per accogliere "ribelli" in fuga dalla Siria. In tal modo la presenza di truppe e servizi segreti NATO sul territorio siriano, nota da tempo, era ufficialmente riconosciuta, e persino celebrata. Che l'agenzia di mercenari statunitense Blackwater fosse stata incaricata dagli USA di addestrare i ribelli islamisti anti-Assad, in campi al confine con la Turchia, era stato riportato dalla stampa turca e da alcuni giornali occidentali. (3) Altro dato riferito dalla stampa, ma poi caduto nel dimenticatoio, riguarda i trasferimenti di armi della CIA ai "ribelli" siriani. (4) A proposito di coerenza e lucidità mentale nella lotta al terrorismo.

 

 

"Anche le parole possono uccidere" è una meritevole campagna lanciata da 190 testate della Federazione italiana settimanali cattolici, con in testa Avvenire e Famiglia cristiana, e patrocinata da Camera e Senato. Il fine è stigmatizzare l'uso discriminatorio del linguaggio: «Uomini e donne in fuga dalle guerre bollati come "clandestini" - scrive nel suo lancio Avvenire - Onesti lavoratori guardati di traverso perché musulmani quindi "terroristi". O più semplicemente "negri". Etnìe emarginate da secoli come i rom, condannati in blocco come "ladri". Adolescenti che non corrispondono ai cliché estetici televisivi sbeffeggiati come "ciccioni". L'imbarbarimento della lingua comincia con la politica, rimbalza sui giornali, si diffonde come un virus tra la gente comune. E col sospetto crescono la paura, il disprezzo, la xenofobia». 
Peccato che, nell’iniziativa cattolica i discriminati siano solo alcuni dei "diversi. Silenzio su altri tipi di vittime ossia quelle il cui orientamento sessuale non è compatibile con la dottrina. Eppure, nello slogan pubblicitario si legge «Anche le parole possono uccidere. L'altro è come me». Forse dipende da quale «altro»? Non sono «altro» gli omoaffettivi, non sono «altro» le donne o i trans. Ma subiscono lo stesso tipo di violenza. Gli «altri», tutti gli «altri», meritano lo stesso rispetto e la stessa tutela. Tra le «parole che uccidono» non posso sceglierne solo alcune: "frocio", "culattone" e "mignotta" hanno la stessa violenta matrice di "sporco negro". Le cronache insegnano. (Cecilia M. Calamani, Cronache Laiche)

 

Nel Natale del 1600 venne legalizzata in Inghilterra una società di pirati, divenuta talmente ricca da potersi comprare la rispettabilità. Quella società assunse la forma di società per azioni e prese il nome ufficiale di “Compagnia delle Indie Orientali”. Considerata la prima corporation, l'antenata delle attuali multinazionali, la Compagnia delle Indie nel corso dell'800 si arricchì ulteriormente con il traffico di oppio, ma l'imprinting della Compagnia era costituito dalla pirateria. Una volta legalizzata, la Compagnia delle Indie si assunse la sacra missione di "proteggere" il commercio navale dalla pirateria, estorcendo in cambio privilegi commerciali e politici ai Paesi "protetti". In realtà la Compagnia delle Indie era la prima organizzatrice della pirateria da cui poi "proteggeva" le vittime della pirateria stessa. L'espressione "false flag" in origine si riferiva appunto alla pirateria sotto falsa bandiera. A proposito di bandiere, quella della Compagnia delle Indie era a strisce orizzontali, e divenne poi il modello della bandiera americana. L'emulazione/competizione nei confronti della Compagnia delle Indie fu infatti uno dei fattori principali dell'indipendenza americana.

Alla stessa Compagnia delle Indie toccò di subire un attentato "false flag" da parte dei suoi discepoli americani. Nel 1773 un gruppo di coloni americani in rivolta, travestiti da indiani Mohawk, irruppe nel porto di Boston su una nave della Compagnia e gettò in mare il carico di tè. Fu il famoso "Boston Tea Party".

(https://flagspot.net/flags/gb-eic2.html ;  http://www.bostonteapartyship.com/the-tea-act)

 

 

Dal giugno del 2008 “Vita di Donna Onlus” ha istituito un servizio denominato "SOS Pillola del giorno dopo". L'obiettivo era ed è tuttora quello di soccorrere le donne in difficoltà con la prescrizione della contraccezione di emergenza. Da allora sono migliaia le coppie che, dopo un rifiuto della ricetta da parte del medico o della struttura sanitaria contattata, sono ricorse a questa associazione. Uno dei motivi più ricorrenti addotti dal sanitario è quello di un presunto dubbio sul meccanismo d'azione del farmaco che può anche essere un abortivo. Ora che l'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha chiarito definitivamente che il farmaco in questione non è un abortivo, nessun medico può rifiutarsi di prescrivere, se il motivo è solo quello dell'obiezione di coscienza.

 

Dieci anni di battaglie legali, con 29 sentenze di tribunali civili e amministrativi, i pronunciamenti della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell'uomo hanno stracciato la veste fondamentalista di una delle leggi più illiberali dell'Italia repubblicana, la legge 40 del 2004 sulla Procreazione medicalmente assistita (Pma). La Consulta, circa un anno fa, ha cancellato anche il divieto di fecondazione eterologa, che costringeva migliaia di italiani al “turismo riproduttivo” nell’Europa che non si fa scrivere le leggi dal Vaticano. Indubbiamente un successo del diritto all'autodeterminazione dell'individuo e del progresso scientifico.

Periodico, settimanale francese dallo stile pungente e un po' sfacciato ... ormai tutti avrete capito che mi sto riferendo a "Charlie Hebdo", il giornale satirico del quale tanto si parla in questo periodo. Purtroppo, non per ridere sopra alle simpatiche vignette esposte nelle pagine del periodico, ma per il vile attentato del 7 gennaio 2015.

Tutto questo per "colpa" di alcune vignette che facevano dell'umorismo sul profeta Maometto e  sul leader dello stato islamico Abu Bakr al-Baghdadi.

Già in passato, nel 2011, la sede del giornale venne distrutta da due bombe Molotov sempre a causa di vignette sull'Islam, ma l'attentato avvenuto quest'anno è sicuramente il più grave in Francia dal 1961, quando durante la guerra d'Algeria una bomba era stata fatta esplodere sul treno Strasburgo-Parigi.

Siamo nel 2015 e ancora c'è chi condanna la libertà di stampa e di pensiero, diritti insindacabili per l'uomo e riconosciuti dalla legge francese.

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