In questi giorni si è parlato spesso dell'attacco terroristico subito dal giornale satirico francese Charlie Hebdo e, di conseguenza, sono spuntati  slogan, manifesti e cartelli della serie “Je suis charlie”.

Ovviamente, anche in Italia questo slogan ha spopolato, ma più come moda che come atto di solidarietà, perché in Italia c'è una “finta” libertà di stampa: l'ultimo giornale satirico italiano, Il Male, è stato costretto a chiudere nel lontano 1982 con l'arresto di uno dei giornalisti per l'accusa di vilipendio della religione e di capo di Stato estero (il Papa), quindi, come dice Fabrizio Casalino:”Noi non siamo Charlie, o il suo coraggio...  il dramma di Charlie ha luogo in un paese laico, il nostro paese non lo è, se fossimo Charlie avremmo fatto qualcosa in questa direzione. Noi non siamo Charlie perché il nostro diritto di satira non lo abbiamo esercitato in faccia a pericolosi integralisti”.

1.Io preferirei davvero che tu evitassi di comportarti come un asino bigotto "più-santo-di te" quando descrivi la mia spaghettosa bontà. Se qualcuno non crede in Me, pace, nessun problema! Dico davvero, non sono mica così vanitoso. E poi non stiamo parlando di loro, quindi non cambiare argomento! 

2.Io preferirei davvero che tu evitassi di usare la Mia esistenza come motivo per opprimere, sottomettere, punire, sventrare, e/o, lo sai, essere meschino con gli altri. Io non richiedo sacrifici, e la purezza è adatta all'acqua potabile, non alle persone. 

Le religioni nel mondo sono davvero innumerevoli e, a volte, completamente assurde. Personalmente sono ateo, quindi le trovo tutte quantomeno curiose, ma ce n' è una che ridicolizza tutte le altre: il Pastafarianesimo.

Il Pastafarianesimo è una religione nata dal dott. Bobby Anderson laureato in fisica alla Oregon State University, lo scopo di quest' uomo è smontare con l'ironia l'assolutismo religioso, creando dogmi, regole, tradizioni e comandamenti surreali.

Democrazia, laicità, libertà di pensiero e di espressione. Sono alcuni dei princìpi su cui si basa la nostra Associazione. Tutti sono stati messi sotto duro attacco a Parigi, Mercoledì 7 Gennaio.  Quel giorno il mondo si è tragicamente ricordato di come questi valori e queste libertà siano fragili, di come necessitino di essere tutelati e difesi dagli estremismi e dai fanatismi. Molti hanno cavalcato l’onda dell’attentato per alimentare sempre di più odi e contrasti tra religioni ed etnie, al solo scopo di avere un proprio tornaconto in termini elettorali.

 

La Redazione del FdMP si unisce con il pensiero e con la penna a tutti coloro che in questi giorni stanno urlando il loro Je suis Charlie nelle piazze, nei giornali, sul web, per ricordare Stephan Charbonnier, detto Charb, direttore della rivista Charlie Hebdo e i tre vignettisti Cabu, Tignous e Georges Wolinskii, vittime dell’ennesima affermazione fanatica e stupida della violenza religiosa. Charlie Hebdo, il settimanale satirico francese dallo spirito ribelle e irriverente, politicamente scorretto e orgogliosamente libertario, scomodo per tutti i fondamentalismi, è stato colpito per la sua azione di critica in difesa delle libertà individuali, civili e collettive. L’attentato del 7 gennaio è solo l’ultima delle tante aggressioni che hanno cercato di spezzare le penne impertinenti di Charlie, dalle bombe molotov del novembre 2011 ai processi per vilipendio, intentati da chiese e religione varie. Anche il sito internet della rivista è stato bersaglio di attacchi informatici. Ma il settimanale ha continuato ad ironizzare su tutti, scontrandosi con le gerarchie religiose e il potere politico, prendendo di mira il Papa e Maometto, i fanatici del califfato (Isis) come i neofascisti nazionalisti, con l’unica arma dell'umorismo.

 

Con l’avanzare delle nuove tecnologie anche la scuola ha dovuto adattarsi, colonizzando le aule con strumenti informatici che DOVREBBERO aiutare studenti e professori, ma in realtà, in alcuni casi, non fanno altro che ostacolare il regolare svolgimento delle lezioni.

Iniziando con il semplice computer, che fu una grande e utile innovazione per le scuole, si è rapidamente arrivati al registro elettronico: mal funzionante, poco utile e amichevolmente definito dai docenti “mente diabolica” o ”la cosa”.

Guardare film, leggere libri, visitare musei e mostre d'arte, andare a teatro sono le attività che senza dubbio ci permettono di conoscere nuovi mondi e personaggi, immedesimarci in situazioni, non quotidiane, permettendoci  di viaggiare con la mente. Per questo motivo ci sono almeno dieci film che dovrebbero essere conosciuti da tutti per la qualità con cui sono stati prodotti e per il messaggio che vogliono trasmettere:

“I videogiochi sono arte? Certo che lo sono” (Paola Antonelli). La responsabile del MoMA (Museum of Modern Art) di New York, nel 2012, annunciava così sul blog, l’acquisizione di 14 videogame  di grande successo: Pac Man (1980), Tetris (1984), Myst ( 1993) e Canabalt ( 2009) e altri. Oggi la collezione permanente ha raggiunto i 22 titoli. Tra questi ci limitiamo a ricordare Minecraft ( 2012), che ha venduto con il suo "universo immaginario fai da te" oltre 33 milioni di copie, e il “vintage”, Asteroids (1979), uno dei videogiochi più famosi della storia.

Nessuno sapeva cosa sarebbe successo quando Tim Berners-Lee, il 12 marzo del 1989, diede vita all’opera umana forse più grande della storia. Un sistema di comunicazione, un luogo di scambio, un’arma micidiale. Tutto questo è il World Wide Web, comunemente noto come “Internet”. Un progetto innovativo, covato per anni nelle sedi di governo degli Stati più potenti. Da quando ha trovato la luce, Internet è sempre stato un passo avanti alla società che lo utilizzava: uno strumento potente nelle mani di uomini inconsapevoli, impreparati ad un tale livello di convivenza con altri esseri della propria specie. Fin dall’inizio, a molti sono state chiare le potenzialità libertarie di uno strumento del genere, vista la struttura democratica che lo caratterizza.

L’alternativa alla contestata “Buona Scuola” di Renzi esiste e piace a tutti, studenti e insegnanti: si tratta della LIP (Legge di Iniziativa Popolare), la riforma popolare sulla scuola depositata alla Camera nel 2006 e ripresa negli ultimi anni da parlamentari di diversi schieramenti politici. E' basata sui principi della Costituzione Italiana e garantirebbe l'uguaglianza dei cittadini all'interno della scuola, aiutando le persone con problemi di disabilità, gli extracomunitari che si avvicinano alla lingua e creando un organico per la lotta alla dispersione scolastica.

La “ buona scuola” di Renzi è stata presentata in una conferenza stampa nel settembre del 2014 dallo stesso presidente del consiglio. Le associazioni studentesche hanno subito sottolineato i rischi per il sistema scolastico italiano, un chiaro esempio emerge a proposito delle “finalità scolastiche”: la riforma è incentrata sui docenti e la loro carriera, trascurando completamente gli studenti ed i metodi di istruzione.

 

Ottobre 2005. La mia mente vola nei ricordi: la sveglia troppo presto, la cartella pesante, i pomeriggi divisi tra studio e divertimento, l’intervallo che non arriva mai e dura sempre troppo poco, le lezioni con la testa fra le nuvole, il primo vero amore. Eravamo ragazzini quindicenni, con un nuovo Prof di Italiano, le sue stranezze ed eccentricità. Antipatico, sì, ma quel tipo di “antipatia onesta” che ti fa capire che non vuole piacerti per forza e ti lascia libero di trasformarla, col tempo, in complicità e amicizia. “Ragazzi, quest’anno faremo giornalismo”, esordì alla prima lezione.  Noi ci guardammo un po’ spaesati, ma gli occhi del Prof. D’Amico, allora come oggi, lasciavano trasparire quella passione che avrebbe trasmesso a generazioni di futuri redattori.

Henry Charles Bukowski, poeta americano della seconda metà del Novecento, scrive la poesia "Dinosauria, noi" poco prima della sua morte, nel 1993, concentrandosi principalmente sul lento decadimento dell'uomo in un periodo di corruzione e omologazione. Massa è la parola chiave sulla quale vale la pena soffermarsi per riflettere e pensare: da sempre l'uomo ha avuto la tendenza ad unirsi in gruppi, società, insiemi più o meno organizzati, ma – come sostengono gli studi dell’antropologo Gustave Le Bon - quando l'individuo si trova emotivamente coinvolto in una folla, la sua psiche e la sua condotta subiscono profonde modificazioni e alterazioni di ordine patologico, inducendolo a svolgere azioni che probabilmente da solo non farebbe.

Si è soliti pensare all' Italia come un paese di immigrazione e non di emigrazione.  Invece, sempre più allarmante è la "fuga di cervelli" che rappresenta una realtà attualissima. L'espressione indica la migrazione verso paesi stranieri di persone di talento o di alta specializzazione professionale e il problema si presenta quando il saldo tra gli studiosi che lasciano un paese e quelli che vi ritornano o vi si trasferiscono è negativo. Il fenomeno è visto con preoccupazione perché rallenta il progresso culturale, tecnologico ed economico, fino a rendere difficile l'esistenza stessa nel Paese. Perciò come può l'Italia avere un futuro di nazione civile, in un mondo che concorre sempre più sulla base dell' innovazione e della cultura?

طراحی سایتطراحی وب سایتپارتیشنپارتیشنجراحی بینیتهران کاشت