A una settimana dalla sua elezione, il Presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, ha firmato il Muslim Ban, un procedimento per impedire ai cittadini di Iran, Iraq, Libia, Siria, Sudan, Somalia e Yemen di entrare negli USA per 120 giorni. Lunedì 30 Gennaio, inoltre, Trump ha licenziato il Ministro della Giustizia Sally Yates, dopo il suo annuncio che il ministero non avrebbe difeso questo ordine esecutivo. Fra gli Stati degli USA, 16 hanno condannato il Muslim Ban. 

Manifestazioni in molti aeroporti degli Stati Uniti contro il procedimento; ai manifestanti , Trump ha risposto che sono misure di sicurezza per "proteggere il Paese dall'ingresso di terroristi stranieri.". 

Giovedì 2 Febbraio, inoltre, manifestazione di protesta anche a Roma, in Via Veneto, davanti all'ambasciata americana. A organizzare la protesta è la Cild, a cui fanno capo molte associazioni che si battono per i diritti civili. 

Il procedimento è stato anche bocciato dall'Attorney generale dello Stato di Washington, Bob Ferguson; il commento del Presidente è stato:"Decisione ridicola". 

Seconda sconfitta quando anche la Magistratura ha bocciato il provvedimento: ora la partita è aperta solo alla Corte Suprema.

Ammonta al 200% [Stime gennaio 2017] il rincaro medio del prezzo negli ortaggi: è l'analisi di Coldiretti ad affermarlo, e la causa è tristemente nota a tutti. 

A causa dell'ondata di maltempo e gelo, la più forte degli ultimi decenni, e complice anche lo sciame sismico che non lascia tregua al centro Italia, i danni nel settore agricolo e dell'allevamento aumentano ogni giorno di più: migliaia di aziende hanno perduto i loro prodotti prossimi alla raccolta; le strade invase dalla neve rendono impossibile trasportare le merci (particolarmente grave il caso del latte, che in mancanza di strutture adeguate diventa inservibile dopo pochi giorni). 

Mentre le istituzioni fanno il possibile per arginare e provvedere ai danni di questa doppia emergenza, il mercato agroalimentare subisce una forte stangata in tutta Italia e in Europa, in particolare nella parte settentrionale (il Regno Unito, per esempio, dipende per oltre il 50% del suo consumo di frutta dai Paesi mediterranei). 

Gravissimi danni alle coltivazioni si registrano anche in Spagna, colpita duramente dalle perturbazioni; situazione simile nel Mezzogiorno, dove le consegne di ortaggi sono calate anche del 70%, come in Puglia. 

A questi fattori, quasi non bastassero, si aggiunge la speculazione che, complice la lunga filiera produttiva, fa lievitare i prezzi ulteriormente -ma le organizzazioni a difesa dei consumatori stanno già prendendo provvedimenti- 

Insomma, i prodotti più convenienti per la salute (e per il portafogli) sembrano essere quelli che fin'ora hanno sopportato meglio il freddo (come i tuberi); forti rincari invece per rape, carciofi, cicorie, cavolfiore e persino lattughe, senza contare la diminuzione media del 30% nella produzione di latte. 

I fatti di Parigi ci hanno lasciato inquietudine, costernazione e rabbia. Sentimenti che devono unirsi, ora, al bisogno vivo di riflettere e ragionare su «un bagno di sangue inutile, atroce, nauseabondo, che richiama le più grandi infamie di cui l'umanità è stata in grado di mostrarsi capace». Sono parole apparse in rete che facciamo nostre insieme a tutte quelle che, solidali e antirazziste, fanno pensare, ci aiutano a non cadere nella trappola religiosa e politica dell’odio, sono una risposta alla malafede di certi titoli offensivi, alla retorica inutile o, peggio, guerrafondaia di tanti avvoltoi. Perché in guerra, naturalmente, ci vanno sempre i soliti, mentre sfruttatori e politici la invocano, la dichiarano, la guardano in tv e ci lucrano sopra.

 

Qualche tempo fa, alla scuola elementare Matteotti di Firenze, un consiglio interclasse ha deciso di annullare dal piano formativo la visita ad una mostra artistica “per venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche”, parole del quotidiano La Nazione. Il 13 novembre, una serie di sparatorie ed esplosioni ha colpito Parigi, lasciando sulle strade e nei locali più di centoventi morti e più di trecento feriti.

Converrete con me che, delle due, la notizia più importante è di certo la seconda. Forse vi chiederete come mai sono concentrate in poche righe. Ebbene, la verità è che l’apparente innocuità della prima e la terribile violenza della seconda sono legate indissolubilmente, che ci piaccia o no. 

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