La Croce Bianca di Savona si è occupata di solidarietà internazionale: un ragazzo, superstite della guerra in Siria, ha svelato un episodio di cui i media non hanno parlato. Sfuggito alle torture dei  ‘fratelli nemici’ del regime, ha rievocato con tristezza una delle violenze  a cui ha assistito di persona fra le rovine della sua città: alcuni ragazzi nella piazza principale ballavano, cantando una canzone di pace, senza alcuno scopo di protesta politica; il giorno dopo in quella stessa piazza numerose bare erano posizionate nel luogo in cui loro avevano gridato al cielo il desiderio di una realtà diversa.

Sì, può essere interessante e importante sapere cosa accade ai nostri soldati in missione di “pace”, ma non sarebbe altrettanto necessario sapere come i nostri coetanei, nelle zone soggette a guerre o a dittature,  vanno incontro alla morte  solo per aver espresso un sogno ad alta voce? Poi, il ragazzo che ha trovato la salvezza in Italia non ha pianto davanti a quelle bare, ma si è commosso alla vista del mare aperto davanti a sé.

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