Care lettrici e lettori,

Anche quest'anno sta per volgere al termine, per molti della redazione, una delle più significative esperienze che influenzerà per sempre il nostro modo di vedere le cose. Non è mia intenzione perdermi nelle solite banalità degli addii, ma vorrei usare piuttosto le righe a mia disposizione per lasciare a coloro che rimangono una sorta di "eredità della Redazione". 

Continuate a porvi domande e a richiamare l'attenzione sui problemi degli studenti, perché, dai e dai, la goccia buca la roccia; desiderate professori severi, che sappiano trasmettervi l'amore per la cultura e per la loro materia, insegnandovi a riflettere con sguardo critico senza instillarvi alcuna critica da voi non ragionata; siate sempre polemici, ma in senso positivo, per fare delle vostre ore passate tra i banchi un motivo per crescere confrontandosi; non piegatevi ai luoghi comuni e alle banalità o, ancora peggio, alla logica del bel voto a tutti i costi; non accontentatevi di vivere senza entusiasmo e ambizione, e cercate di essere sempre sulle spalle di giganti per vedere più lontano degli altri...parafrasando Newton.