Dopo 42 ore di volo, dopo aver cambiato cibo, casa, amici, scuola, lingua, mi ritrovo davanti al mio computer con l’intenzione di descrivere, raccontare e riportare ciò che “un’ inviata” può vedere, captare e cercare di decifrare!

Un po' di Geografia? Dove sono, beh, precisamente la mia nuova casa è MOUNT MAUNGANUI, un paese a dir poco splendido, con una storia che risale al tempo dei maori. Uno spot famoso per il surf, immaginate le tipiche foto da sogno con le onde che iniziano a frangere a 100 metri dalla riva e per tutto il giorno, tutti i mesi e tutto l’anno sono lì, continue! 

 

Certo, non ci si può lamentare, a parte il fatto che mi sento un po’ la nonna della scuola. Il primo giorno sono entrata in una delle mie classi (nel prossimo articolo i dettagli: ne ho 7 diverse!) e guardandomi attorno mi sono resa conto di non essere più in quarta liceo, bensì in seconda! Ma sono dettagli, mi sono stupita, e non scherzo, di quanto i ragazzi (e soprattutto le ragazze) dimostrino più anni di quelli che hanno, sarà che ci sono 16enni che guidano la macchina. 

I ritmi, le giornate, le belle abitudini italiane, completamente cambiate: il dolce caffè al bar della scuola al mattino prima dell’ora di matematica, NIENTE! Un male? (a parte l’orrido sapore del caffè) NO! 

È un’altra vita, un'altra mentalità, niente fretta, niente terrore delle verifiche, delle interrogazioni, niente crampi alla mano per le 400 pagine di appunti, niente cartelle pesanti. Una vita più serena? Più tranquilla sicuramente. Mi sono ritrovata a svegliarmi alla stessa ora che in Italia (ore 6 del mattino), non per vestirmi di fretta e furia e salire al volo sull’autobus, per entrare in orario a scuola, ma per guardare l’alba sul mare, con la tavola da surf sotto braccio, e prendere per un’oretta le onde prima di entrare in classe. La cosa divertente? Alla prima ora del lunedì ho ginnastica: non corriamo fino alle trincee per stare 30 minuti in un campo da calcio; corriamo per prendere il kayak e portarlo alla spiaggia e quindi iniziare le lezioni pratiche. 

Ora come ora, da queste poche righe sembra il paradiso: vi assicuro, non è tutto rose e fiori,…,

Fatto sta che mi mancate ragazzi, mi manca il buon caffè, il suono della campanella delle 11 meno 5, e correre in cortile, parlare con i miei amici, quelli di sempre, quelli che da 4 anni mi ascoltano e mi sopportano, l’ansia prima di una verifica di trigonometria o l’interrogazione di chimica, mancano le risate e la consapevolezza di avere sempre qualcuno che parla la tua lingua, che ha le stesse abitudini e tradizioni. Manca la giustificazione per l’entrata in ritardo e salutare gli insegnanti, manca raccontare le avventure a Mimmo!

Insomma, vi saluto. Saluto la redazione, la scuola, i miei prof, la bella Italia coi suoi splendidi pregi (e i suoi difetti)! Ma, soprattutto (sfrutto il Giornalino, scusate), la mia classettina! (in gamba, come sempre!). Un abbraccio che parte dall’altra parte del mondo!

 

Roberta Marcoli, (comunque ed ovunque) 4^H TECNOLOGICO!