Prima rappresentazione in Italia di uno dei capolavori di Shakespeare nella versione conosciuta come il “cattivo quarto”. Al teatro Chiabrera di Savona la compagnia Salamander ha messo in scena l’“Amleto”. L’obiettivo era quello di rendere un’opera classica di tale spessore vicina ai giorni nostri e più adatta ad un pubblico di ragazzi. Saranno riusciti nel loro intento questi giovani attori? Le antiche spade sono state sostituite da pistole; i tipici abiti e le possenti armature da semplici magliette o camicie, per non parlare della maglietta di Batman del protagonista.


Il regista, Marco Ghelardi, ha giustificato questa scelta come l’intenzione di far apparire Amleto, questo giovane ragazzo, come un tipico eroe dei fumetti. Ma è possible rendere moderna una tragedia del XVII secolo? In questo caso la performance ha rischiato più volte di cadere in un' eccessiva ironia, vicina al grottesco. La pazzia di Amleto è stata esasperata a tal punto da farlo apparire quasi ridicolo.
Indiscutibile è la bravura e la preparazione degli attori, nonostante si muovessero in una scenografia spoglia. Forse per rendere la tragedia più vicina ai giorni nostri avrebbero potuto utilizzare musiche moderne, conosciute dalla maggioranza, come fece una compagnia inglese tre anni fa: sempre al teatro Chiabrera era stato rappresentato l’Amleto in versione musical. In questo modo il messaggio era arrivato chiaramente, con un’impronta particolare, ma senza rendere un’opera di tale importanza letteraria e artistica ridicola.
In conclusione, lo spettacolo può essere apprezzato da un pubblico di qualsiasi età e, quindi, va attribuito il merito dovuto a regista ed attori; ma il consiglio è quello di tenere bene in mente il modello originale dell’ “Amleto” e i suoi valori.