Gli eroici ministri italiani giocano a Risiko, intrattenendo e divertendo con “sparate” (fantozziane o mussoliniane?) un pubblico che viene ogni giorno invitato a fare il tifo per la guerra.  

Del resto, la chiave del successo della propaganda renziana consiste nel suo aspetto ludico, nella sua capacità di creare intrattenimento e divertimento. Persino la guerra all'ISIS sta diventando una kermesse bellicistica allestita dal fiero condottiero Renzi. E lo spasso per l'opinione pubblica continuerà, almeno fino a quando non tornerà il servizio militare obbligatorio, con il conseguente “armiamoci e partite”, tipico di tutti i leader. Per fortuna, navigando e non bombardando, pensando e non tifando, possiamo renderci conto delle “perle di coerenza” dei politici che ci indicano la direzione. Ecco alcuni esempi (fonte Newscomidad):

 

 

 

La ministra della Difesa Pinotti è volata in Qatar a concertare con l'emirato la collaborazione per la prossima impresa militare in Libia. L'emirato del Qatar può vantare lo status internazionale di collaboratore esterno della NATO, ma ci sarebbe anche da considerare il trascurabile dettaglio che è proprio il Qatar il maggior finanziatore dell'ISIS. (1)

Al Congresso USA è stato presentato persino un rapporto circostanziato sulle attività di finanziamento della Turchia, a favore dell'ISIS. Ormai non c'è più nulla di riservato o di ipotetico a riguardo, ma ai media è sufficiente non parlarne (2).

A Tobruk i sostenitori del "laico" generale Khalifa Haftar hanno chiesto la cacciata dell'ambasciatore statunitense. Haftar è oggi l'unico in Libia a tenere testa all'ISIS, e dietro di lui si sta aggregando un fronte trasversale interessato alla stabilizzazione del Paese. Questo fronte "laico" dimostra, "stranamente", molta più insofferenza anti-occidentale di quanta ne manifesti l'ISIS (3). Non c'è nulla di strano però se si considera che sono l'Occidente ed i suoi alleati ad aver creato e finanziato l'ISIS. Con la mediazione del presidente egiziano Al-Sisi, il generale Haftar vorrebbe rifornirsi di armi russe visto che le armi occidentali vanno all'ISIS.

Pare proprio che il Sacro Occidente (cioè la NATO) sia più sensibile a questo rischio che al presunto pericolo dell'ISIS, perciò la spedizione in Libia ha chiaramente l'obiettivo di impedire alla Russia di installarsi in Nord-Africa. Russia significherebbe anche Gazprom (4). Siamo tornati alla Guerra Fredda!

 

1)  http://www.difesa.it/Primo_Piano/Pagine/Visita_Pinotti_Qatar.aspx  

2)  http://defenddemocracy.org/content/uploads/publications/Qatar_Part_I.pdf 

3) http://www.lastampa.it/2015/02/14/esteri/libia-lisis-avanza-e-lancia-un-ultimatum-appelli-allonu-per-un-intervento-coordinato-84Mzio5rCe6nx6zFgawpnI/pagina.html 

4) http://www.lastampa.it/2011/09/19/esteri/usa-l-eni-non-apra-la-libia-ai-russi-TvPAtEAngQhzCzk7iqiADP/pagina.html

 

 

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