Ritorna la rubrica “La voce dello studente”. Noi siamo il futuro, ecco perché esprimere la nostra soggettività, può essere per la scuola di oggi uno dei primi passi verso il cambiamento, tornando ad un “saper dire” che porti al “saper essere”. Chi meglio di uno studente (o di un insegnate) può essere a conoscenza delle esigenze e delle problematiche che sussistono all’interno del sistema scolastico? La risposta parrebbe scontata, ma evidentemente non è così dato che siamo obbligati ad urlare, e spesso non è sufficiente ugualmente, per farci ascoltare:

 

”Può cambiare il nome, da Gelmini a Giannini, ma purtroppo c’è una parte di sostanza che non cambia, cioè il tentativo di aprire le porte della scuola ai privati, di insinuare un modello aziendalista anche nel mondo della scuola, con il tentativo di inserire i ragazzi nelle aziende già alle superiori, limitando i loro orizzonti e preparandoli al precariato”. Vere e proprie guerre semantiche cambiano il nome alle cose per farcele digerire ma sono le stesse identiche trappole.

Nel nostro piccolo possiamo fare tanto perché tutto ciò cambi, primo fra tutti adoperarci ad essere informati su ciò che ci circonda, soprattutto sul pensiero di chi, come noi, vuole essere protagonista nella scuola. Noi vi aiuteremo, d’ora in avanti, a tenervi aggiornati.

 Studenti in piazza. Noi siamo la Grande Bellezza!

10 ottobre. Gli studenti sono scesi nelle piazze italiane per dire che siamo noi la grande bellezza e che il Paese non può permettersi ancora una volta di tagliarci il futuro. Più di 6000 studenti a Palermo, 2000 a Perugia, 1000 a Cagliari, e queste sono solo alcune delle piazze in cui i nostri cortei stanno chiedendo un cambiamento reale al Paese. E’ ora che la politica si faccia carico delle proprie responsabilità e investa veramente sull’istruzione tutta dalla scuola all’università, è necessario che il diritto allo studio non venga più considerato come un fanalino di coda ma diventi pilastro portante del Paese. Chiediamo solo di poter studiare, chiediamo un’istruzione accessibile a tutti. Gianluca Scuccimarra, coordinatore dell'Unione degli Universitari, dichiara: “Oggi siamo nelle piazze italiane per dire che la Grande Bellezza siamo noi e che abbiamo fame di diritti e conoscenza.

 In 43 a Caltanissetta.

Il Piano Scuola del governo è stato presentato oramai da qualche settimana, ma di una Buona Scuola ancora non c'è traccia. Così le lezioni sono cominciate con una situazione gravissima: una classe di un liceo di Caltanissetta era composta da 43 alunni.

 Roma. Slogan omofobi all’Istituto Giulio Cesare.

In occasione del primo giorno di scuola, l'associazione di estrema destra Lotta Studentesca si è presentata davanti all'Istituto Giulio Cesare di Roma con striscioni e fumogeni, inneggiando slogan omofobi.

Hanno tentato di giustificare il loro atto sostenendo che vogliono "solo far rispettare i valori cristiani, ovvero la famiglia tradizionale, formata da padre, madre e figli." Il loro intento, in realtà, è quello di vietare l'ingresso delle tematiche legate alla lotta all'omofobia all'interno delle scuole. C'è bisogno di un impegno forte per una vera lotta alla piaga dilagante dell'omofobia. Serve un investimento reale nell'educazione alle differenze e all''affettività all'interno delle scuole e servono gli strumenti affinché sia veramente efficace. Azioni di questo tipo non possono e non devono accadere. Le scuole devono essere libere dai fascismi e dall'odio. (Rete Studenti Medi Padova)

 Bari, 22 ottobre, gli studenti hanno contestato il ministro Giannini presente all’Istituto Majorana.

Duecento studenti, fra ragazzi dell’Istituto e studenti dell’Unione degli Studenti provenienti da altre scuole, hanno esposto fuori dalla scuola striscioni contro la buona scuola, il sovraffollamento delle aule e i costi dell’istruzione in Italia. Gli studenti hanno richiesto un intervento che è stato inizialmente negato ed è stato concesso solo in seguito alle pressioni dei presenti.
Il rappresentante d’istituto del Majorana Francesco Cantalice ha esposto il problema del sovraffollamento delle aule in quanto ad oggi sono presenti classi con 35 studenti e questo crea evidenti problemi sia di didattica che di sicurezza all’interno delle aule.
Durante la conferenza le rappresentanze studentesche hanno criticato aspramente il piano scuola in quanto introduce i privati all’interno delle scuole. Chi afferma che la scuola è fondata sul lavoro ed esalta la competitività non avrà mai il nostro consenso. Gli studenti hanno evidenziato come la consultazione in atto sia in realtà una farsa e non vi sia la reale volontà di ascoltare gli studenti. Inoltre all’interno de “La buona scuola” manca totalmente il diritto allo studio, un fatto scandaloso soprattutto considerato l’aumento della dispersione scolastica che ha raggiunto il 18%.

Durante l’intervento gli studenti hanno consegnato al ministro una copia dell’AltraRiforma e dello statuto degli studenti in stage, proposte elaborate nel corso degli ultimi anni nelle scuole e nelle piazze. (UDS)

 Vimercate, 6 novembre 2014, lavoratori e studenti contestano Renzi.

I lavoratori dell’Alcatel-Lucent hanno convocato un presidio davanti all’Energy Park dell’azienda, in cui è intervenuto il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Al presidio abbiamo partecipato anche noi dell’Unione degli Studenti.

L’incontro, svoltosi in un area totalmente militarizzata, si è rivelato l’ennesima dimostrazione da parte del Governo dell’arroganza con la quale vengono imposte le decisioni sui lavoratori e sugli studenti. Una piccola componente studentesca, scelta dai Dirigenti Scolastici delle scuole superiori vimercatesi, ha assistito all’intervento di Renzi, porgendo al Premier alcune domande che erano state precedentemente selezionate dalla segreteria del Primo Ministro.

Noi dell’UdS riteniamo inaccettabile che il Governo si prenda gioco degli studenti, promettendo prima l’apertura alla discussione, accettando le nostre domande e garantendo delle risposte ma, nei fatti, dimostrandosi ancora una volta chiuso al confronto reale con i soggetti che subiscono le sue riforme, ponendo gli stessi in una condizione di passività obbligata. (UDS)

Io sciopero perché … (Motivazioni raccolte in rete fra i manifestanti del 14 novembre).

 -Io sciopero perché la disoccupazione giovanile nel nostro Paese supera il 44% e non voglio un futuro contraddistinto dalla precarietà e dall’impossibilità di inseguire i propri sogni.

-Io sciopero perché ne La Buona Scuola di Renzi non è prevista alcuna misura per il diritto allo studio e contro la dispersione scolastica, ma vengono favoriti soltanto gli interessi dei privati e delle aziende della porta accanto.

-Io sciopero perché voglio l’innalzamento dell’obbligo scolastico ai 18 anni: una misura di civiltà per non lasciare indietro nessuno. Io sciopero perché con la Legge di stabilità si taglia il fondo 440/97 che finanzia l’autonomia scolastica, i corsi di recupero, la formazione dei docenti, l’alternanza scuola-lavoro e la progettazione delle scuole. Voglio una scuola all’altezza delle mie aspettative!

-Io sciopero perché studiare non può essere un lusso per pochi, perché vorrei un reddito per emanciparmi dalla condizione sociale ed economica della mia famiglia e studiare quello che voglio. Ogni anno per andare a scuola devo sostenere spese altissime, tra libri, materiale scolastico, trasporti. Voglio un’istruzione pubblica, gratuita e di qualità!

-Io sciopero perché mentre la scuola pubblica subisce un taglio di 400 milioni alle scuole non statali vanno altri 200 milioni.

-Io sciopero perché la scuola non deve adeguarsi alle richieste di un mercato del lavoro sempre più precario ma lo deve cambiare!

-Io sciopero perché anziché dare tutto il potere ai dirigenti scolastici bisogna favorire il protagonismo degli studenti, perché voglio incidere nelle scelte della mia scuola.

-Io sciopero perché con il nuovo Sistema Nazionale di Valutazione si continuano a fare classifiche degli studenti, dei docenti e degli istituti. Voglio una scuola che educhi alla cooperazione e non alla competizione!

-Io sciopero perché la didattica non deve essere la trasmissione di nozioni, ma uno scambio multidirezionale di saperi e conoscenze. Sono stanco di essere visto come un contenitore di nozioni: sono in grado di pensare, i miei prof lo devono capire!

-Io sciopero perché la bocciatura è un enorme fallimento del sistema formativo.

-Io sciopero perché non voglio fuggire dall’Italia. Voglio un Paese che sappia valorizzare le mie potenzialità!

-Io sciopero perché con lo Sblocca Italia si finanziano le Grandi Opere e si taglia sul diritto allo studio.

Il nostro futuro non è uno slogan. Nessuno potrà scriverlo in nostro nome: lo scriveremo noi, con tutta la rabbia, con tutto l’amore.

Alyssa Cavalleri, 2B