
Uncharted è una delle saghe di videogiochi più conosciute ed apprezzate della Playstation. La saga creata da Naughty Dog ha appassionato molti videogiocatori a questo genere di videogiochi grazie alla sua storia, alla complessità dei personaggi e anche grazie alle scene dinamiche ed emozionanti, ma il gioco più apprezzato della prima trilogia rimane Uncharted 2: Ilcovo dei ladri. Tralasciando il gioco in sé, di cui vi parlerò più avanti nell’articolo, la cosa che mi ha di più incuriosito è l’elemento su cui si basa la storia del gioco: Shambhala. Giocando nei panni di Nathan Drake mi sono chiesto che cosa fosse per l’appunto Shambhala e a cosa si fossero ispirati gli sviluppatori per disegnare l’ambientazione di Shambhala. Dopo alcune ricerche ed esperienza di gioco voglio svelarvi i segreti di Shambhala, paragonando il mito di origine asiatica all’interpretazione data dal gioco.
Shambhala è un regno mitico che affonda le sue radici nelle tradizioni del Buddhismo tibetano. Secondo queste credenze, Shambhala è una terra spirituale menzionata nel Kalachakra Tantra, descritta come un luogo di armonia, salute e benessere, dove gli abitanti vivono in pace e illuminazione. Essa si presuppone che sia situata a nord dell’India oppure a nord della regione himalayana e, nel caso del gioco, Shambhala è un luogo nascosto tra i monti dell’Himalaya dove nascerà l’ultimo avatar di Vishnu, di nome Kalki, al fine di ristabilire la giustizia tra le mura di Shambhala.
Dopo questa breve introduzione capiamo che il videogioco si ispira effettivamente ad un mito esistente nato appunto nella regione del Tibet e dell’India. Ma giocando ad Uncharted sono rimasto impressionato dall’architettura di Shambhala e mi sono chiesto se i disegnatori si fossero ispirati a degli edifici in particolare.
Trattandosi di un regno di seguaci del tantrismo, le sue caratteristiche fisiche riflettono i simboli di questa via spirituale: la sua forma è quella di un gigantesco fiore di loto, circondato da gigantesche montagne innevate, presenti, unitamente a splendidi boschi e laghi, anche negli interstizi dei petali di loto che costituiscono il regno. La parte centrale del fiore di loto si eleva leggermente e lì si colloca la capitale di questo regno, Kalapa, che possiede un diametro di dodici leghe e su cui sono stati eretti palazzi costruiti con l’oro, l’argento, con pietre preziose di ogni genere che rendono a tal punto splendente la capitale che la Luna piena al suo confronto emette un pallido bagliore. Per questa ragione la notte, a Kalapa, non può essere distinta dal giorno. All’interno di questi palazzi sono collocati degli specchi di cristallo che consentono di vedere ciò che accade lontano. Allo stesso modo sui soffitti sono collocati dei lucernari che consentono di osservare i corpi celesti e la vita che lì si conduce. Tutti i palazzi della capitale sono circondati da alberi dai legni aromatici che profumano l’aria per miglia. Gli arredamenti dei palazzi di Kalapa sono preziosi e di perfetta fattura. A nord della capitale sorgono dei picchi in cui sono raffigurati migliaia di volti di buddha, bodhisattva e deva. Mentre a sud di Kalapa si collocano profumate foreste di sandalo, con, ai loro lati, due laghi di dodici leghe di diametro dove uomini e naga trascorrono il tempo in piacevoli attività su barche ornate di gioielli. Al centro del bosco, questo posto tra i due laghi, si colloca il mandala tridimensionale eretto da Sucandra. Questo mandala, costruito con i cinque metalli preziosi (oro, argento, turchese, corallo e perle) si sviluppa per quattrocento cubiti di ampiezza. Ogni petalo di cui si compone Śambhala contiene 120 milioni di villaggi, essendo otto i petali complessivamente il regno segreto ospita 960 milioni di villaggi. Su dieci milioni di villaggi vigila un governatore sottomesso al re, quindi vi sono 96 di questi governatori che insegnano al popolo le dottrine del Kālacakratantra. Le case di Śambhala sono piacevoli a vedersi, erette su due piani ospitano i loro ricchi abitanti dai corpi sottili. I più poveri di Śambhala posseggono comunque centinaia di forzieri ricolmi di gioielli. Gli uomini indossano abiti di cotone dal colore bianco o rosso, mentre le donne vestono meravigliosi abiti di colore bianco o blu riccamente disegnati. Non esistono rei, punizioni o prigionia Śambhala in quanto i suoi abitanti sono naturalmente virtuosi. Gli abitanti del regno non soffrono di alcuna malattia o sofferenza e ottengono l’illuminazione in questo corpo e in questa vita mediante le corrette pratiche religiose.
Ora cerchiamo di ritrovare gli elementi appena descritti nel precedente paragrafo nelle scenografie proposte dal gioco. Ecco un’immagine estratta dalle cutscenes del gioco:

Notiamo subito la presenza di un edificio presenta al centro della citta proprio come secondo il mito. Nel gioco però è il tempio dove viene custodita la pietra Cintamani di cui vi parlerò in un altro punto dell’articolo. L’ambientazione è ricca di vegetazione andando quindi nuovamente in linea con la leggenda. Infine gli edifici sono stati ispirati alla tradizione buddista ma non riscontriamo i volti scolpiti tra le montagne situate a nord probabilemte perche irrilevanti per la trama del gioco.
Tra le prime domande che mi sono poste quando ho iniziato a scrivere questo articolo è stato: ma se Shambhala esiste, allora dove si trova? Ora, anche se stiamo parlando di un mito, bisogna sempre ricordare che nulla nasce per caso quindi è chiaro che coloro che hanno traandato questa leggenda si siano basati su delle prove o quantomeno dei fenomeni fuori dal comune. Infatti numerosi esploratori e ricercatori di saggezza spirituale hanno intrapreso spedizioni e missioni alla ricerca del paradiso perduto di Shambhala, e mentre molti hanno sostenuto di essere stati lì (come nel caso di Apollonio e di alcuni soldati dell’esercito Nazional Socialista Tedesco all’epoca di Hitler) nessuno ha però fornito prove della sua esistenza o è stato in grado di individuare la posizione fisica su una mappa. Tuttavia la maggior parte dei riferimenti collocano Shambhala nelle regioni montuose dell’Eurasia.
I testi antichi Zhang Zhung identificano Shambhala con la “Valle del Sutlej” in Punjab o in Himachal Pradesh, una regione dell’India.
I mongoli ne collocano la posizione in alcune valli della Siberia meridionale.
Nel folklore di Altai si crede che il Monte Belukha nasconda una porta sotterranea che conduce proprio al regno di Shambhala. I moderni praticanti buddhisti sembrano convinti però che la vera ubicazione di Shambhala sia nelle alte sfere della catena dell’Himalaya, in quelle che oggi sono le montagne intorno al Dhauladhar Mcleodganj.
Alcune leggende tramandano la notizia secondo cui l’ingresso a Shambhala sia nascosto all’interno di un remoto monastero abbandonato in Tibet, custodito da esseri leggendari conosciuti come i “Guardiani Shambhala”.
Torniamo ora al gioco per confrontare queste varianti del mito con quella raccontata nel gioco. Il gioco viene ambientato nella catene montuose del Tibet e il regno di Shambhala è nascosto in un monastero proprio tra queste montagne. Infatti nel gioco c’è un capitolo chiamato proprio “Il monastero” in cui il protagonista Nathan Drake trova la strada verso le segrete che conducono a Shambhala. Nathan Drake era stato soccorso durante una tempesta di neve in Tibet da Tenzin dopo aver causato un’esplosione del treno di Lazarevic diretto verso il monastero sul quale si trova Shambhala. Succesivamente ritrova Elena, compagna di avventure di Nathan, e introduce al protagonista Karl Schafer, un militare ritirato che si è rifugiato in un villaggio sperduto tra le valli del Tibet perché anche lui era alla ricerca della pietra Cintamani. Però a differenza dell’antagonista Lazarevic che è intenzionato ad ottenere il potere della pietra, Schafer pensa che la pietra sia un fonte di potere incontrollabile dagli umani e decide di nascondere tutte le testimonianze dei suoi viaggi alla ricerca della pietra Cintamani. Inoltre, quando Nathan Drake e Tenzin scalano i ghiacciai del Tibet per trovare tracce della spedizione di Schafer, ad un certo punto trovano una stanza con dei cadaveri. I cadaveri non sono altro che i compagni della spedizione di Schafer che avevano mangiato la pietra e Schafer fu costretto ad ucciderli perché non riuscivano a controllare quel potere e sarebbe stato un pericolo per tutto il mondo.

Il concetto di Shambhala è centrale nella mitologia e negli insegnamenti religiosi tibetani, in particolare nel Kalachakra. Secondo la profezia, durante il regno del venticinquesimo Kulika, il mondo sarà devastato da guerre, carestie e disastri naturali, con un’umanità ormai priva di spiritualità e dominata dal materialismo. Un despota unirà i “barbari” per conquistare il mondo, portando infine alla scoperta di Shambhala, l’ultimo luogo puro rimasto. A quel punto, il re di Shambhala, Rudra Chakrin, guiderà un esercito mistico per affrontare il male, utilizzando armi potentissime simboleggiate da “grandi ruote di ferro” che scenderanno dal cielo. La battaglia si svolgerà in luoghi come la Mecca, l’Iran e la Turchia, e Shambhala trionferà, portando il mondo a una nuova Età dell’Oro. Alcuni teologi vedono questa guerra come simbolica, poiché in contrasto con gli insegnamenti buddisti sulla non-violenza, interpretandola come un evento ciclico legato al rinnovamento cosmico.
Su Uncharted Shambhala non è regnata da un re , o almeno durante le scene di gioco non viene esplicitato, bensì sorvegliata dai guardiani di cui ho parlato precedentemente che non sono altro che persone che hanno mangiato la resina blu proveniente dall’albero della vita, l’albero che contiene la pietra cintamani. I barbari vengono sostituiti da Lazarevic, l’antagonista del gioco che vuole impossessarsi della pietra per governare il mondo grazie ai suoi poteri. Per quanto riguarda gli eroi non sono i guardiani di Shambhala (o almeno non del tutto) ma bensì Nathan Drake e i suoi alleati che sono per l’appunto i protagonisti. Nathan sconfigge Lazarevic che viene attaccato dai guardiani mentre Shambhala viene distrutta praticamente salvando il mondo dell’onnipotente Lazarevic e da tutti quelli assetati di potere. Inoltre l’arma dei guardiani potrebbe essere ispirata alle grandi ruote di ferro di cui parla il mito.

Purtroppo ad oggi nessuno sembra essere riuscito ad individuare l’accesso fisico al mitico regno di Shambhala né la sua esatta ubicazione sulla Terra, ma restano le indicazioni spirituali per poter parlare di esso come di un regno interiore, dunque immateriale e apparentemente intangibile, nel quale vivrebbero i saggi e gli illuminati.
Spero che questo articolo vi abbia insegnato non solo qualcosa di nuovo su un mito poco noto come Shambhala ma anche su come i videogiochi possano insegnarci qualcosa di nuovo perche spesso l’ispirazione per creare film, libri o in questo caso un videogioco, arriva sempre da fatti tramandati nella storia dell’umanità. Se volete immergervi nel mondo di Shambhala per imparare voi stessi qualcosa di nuovo vi consiglio di giocare personalmente ad Uncharted 2.

