Guerra? Un hobby intramontabile dell’umanità!

Erasmo da Rotterdam, nel suo celebre testo La guerra è male (1516), ci propone un’analisi che – ammettiamolo – è ancora attualissima. Secondo lui, i potenti creano conflitti per i loro interessi personali e il popolo si lascia manipolare come un burattino. Guerre giuste, guerre necessarie, guerre inevitabili: tutte scuse, dice Erasmo, per mascherare quello che in realtà è puro e semplice egoismo. E il popolo? Abbocca. Inglesi contro scozzesi, francesi contro tedeschi: si combatte per odio predefinito, alimentato da chi vuole mantenere il potere.

Ma, caro Erasmo, se oggi fossi qui tra noi, avresti un vero e proprio campo di studio su cui lavorare. Certo, oggi non ci odiamo più per il “solo fatto di essere francesi” (anche se qualche battutina sui confinanti francesi scappa ancora), ma abbiamo trovato motivi molto più sofisticati per scatenare guerre. Prendi la questione del petrolio: perché vivere in pace quando puoi invadere un paese per le sue risorse naturali?

Pensiamo all’Ucraina: un conflitto che va avanti dal 2014 e che ha visto una brutale espansione negli ultimi anni. Qui non si tratta di odio tra popoli, ma di politica, di territori e di un braccio di ferro tra potenze mondiali. Eppure, il risultato è lo stesso: distruzione, morte e divisioni. Oppure il Medio Oriente: decenni di guerre che, se Erasmo avesse il coraggio di affrontare, lo farebbero inorridire per i crimini contro l’Umanità.

E vogliamo parlare delle guerre più “moderne”? Quelle in cui non ci sono nemmeno più i soldati a combattere, ma i droni? Qui il concetto di “onore” della guerra, già messo in discussione da Erasmo, si perde del tutto. Non c’è nemmeno bisogno di guardarsi negli occhi mentre si uccide: basta un clic, un missile e via, un altro villaggio raso al suolo.

Ma l’ironia della nostra epoca non si ferma qui. Da una parte proclamiamo la pace universale, con conferenze internazionali e premi Nobel. Dall’altra, spendiamo miliardi di dollari per fabbricare nuove armi sempre più letali. Forse, caro Erasmo, non è che non abbiamo capito il tuo messaggio: semplicemente siamo troppo occupati a ignorarlo.

In conclusione, potremmo dire che la guerra è il passatempo preferito dell’Umanità. Certo, qualche tentativo di pace lo facciamo, ma poi non riusciamo proprio a rinunciare al fascino di un bel conflitto armato. Perché, come insegni tu, caro Erasmo, i potenti di turno troveranno sempre pennivendoli e pseudo intellettuali disponibili a vendersi alle ragioni della guerra e a complicarci la vita, anche quando la soluzione è davanti ai nostri occhi.