AURORA BASOLI
Il 1° Gennaio nel locale Le Constellation a Crans-Montana molti ragazzi stavano festeggiando l’arrivo dell’anno nuovo, inconsapevoli della strage che sarebbe avvenuta poche ore dopo l’inizio della festa. Poco prima dell’1:30, con i festeggiamenti in pieno svolgimento, nel seminterrato del locale è scoppiato un incendio, probabilmente a causa delle fontane pirotecniche fissate sulle bottiglie di champagne, che la cameriera stava portando ai clienti. Le scintille hanno infiammato il soffitto del locale e, a causa dell’assenza di un numero di uscite di sicurezza adeguato e di estintori, molte persone si sono trovate bloccate all’interno di una trappola di fuoco. Inizialmente le persone presenti non si sono rese conto della gravità di ciò che stava accadendo e hanno continuato con i festeggiamenti. Successivamente, l’incendio si è esteso perché molti ragazzi, presi dal panico, hanno aperto le finestre e cercato di sfondare le porte per fuggire. Questo incendio è avvenuto perché il locale non era totalmente a norma: le scale per risalire al pianterreno erano molto strette, l’uscita di sicurezza era stata sigillata per evitare l’entrata abusiva di persone all’interno del locale e le uscite di sicurezza non erano sufficienti. L’incendio ha causato circa 40 vittime, di cui 6 italiani e 116 feriti gravemente.
Perché è importante raccontare quanto accaduto? È importante non rimanere indifferenti perché anche se non ci riguarda in prima persona dobbiamo far sì, diffondendo la notizia, che non accada un’altra volta. Inoltre molti dei ragazzi morti erano miei coetanei e questo mi fa sentire ancora più vicina al dramma dei presenti e dei loro familiari … al posto loro ci sarei potuta essere io o altri ragazzi o ragazze della mia età.

