Il libro sogna.

 

Che cosa può essere più soddisfacente di iniziare e terminare la lettura di un libro? Un libro di qualsiasi genere e tipo, che sia un romanzo, un testo storico o, ancor meglio, una raccolta di poesie.

 Che cosa può alimentare il desiderio umano di conoscenza meglio di una avventura scritta nero su bianco?

 La lettura non dovrebbe essere occasionale, bensì parte della vita stessa dell’uomo, l’essere più assetato di conoscenza e che ricerca la vita eterna.

 Chiunque legga ha il diritto di sentirsi “immortale”, ovvero colui che conosce sia i personaggi sia gli eventi di diverse epoche storiche, colui che impara e studia gli ideali teoretici e filosofici di vari autori e, infine, l’uomo che sviluppa quel senso critico che lo sostiene e lo aiuta nei momenti di incertezza.

Playstation, Xbox, PC, Nintendo, smartphone...Parole che portano i nervi dei genitori a fior di pelle ripensando a quanto queste piattaforme siano diventate famose e attirino i loro figli. Ma questo cosa indica? Quando accendiamo una console e inseriamo un gioco, siamo davanti ad una macchina diabolica progettata per spillare soldi dai portafogli degli adulti nel tentativo di accontentare i pargoli, o ci potrebbe capitare addirittura di osservare nello schermo una nuova forma di opera d'arte?


"Agorà" è un film storico incentrato sulla figura di Ipazia, fisica, filosofa ed astronoma in un'Alessandria d'Egitto dominata da forti tensioni tra cristiani e pagani (IV-V sec. d.C.). 

La protagonista, nonostante abbia vissuto nel mondo ignorante e maschilista della tarda antichità, si presenta come una donna moderna ed indipendente: le sue giornate sono interamente dedicate allo studio e si rifiuta di sposarsi o credere in qualsiasi cosa al di fuori della scienza e della filosofia. Purtroppo, però, Ipazia, pagherà le conseguenze del suo modo di pensare rivoluzionario e della forte influenza che aveva sulla cittadinanza. Infatti, verrà condannata a morte usando come espediente il fatto che non volesse battezzarsi.

Il film mi è piaciuto molto perchè è coinvolgente e ricco di spunti riflessivi. Uno di questi è senza dubbio la difficoltà e la pericolosità di esprimere le proprie idee in periodi di instabilità politica o dittatura: ad Alessandria tutti i membri del concilio, tra cui Oreste, il prefetto della città, sono stati obbligati ad abbracciare la fede cristiana.

Il film “Agorà” ambientato ad Alessandra d’Egitto intorno alla fine del IV secolo, mette in evidenza le prime forme di fondamentalismo, raccontando gli scontri tra pagani e cristiani. Ci troviamo in un momento importantissimo della storia: dopo l’editto di Milano emanato da Costantino che garantisce la libertà di culto, con l’imperatore Teodosio il cristianesimo diventa la religione dell’Impero Romano. Poco dopo, nel 392 viene proibito il culto pagano e questa situazione si riflette nel film, infatti, tutta la popolazione pagana si convertì al cristianesimo per evitare di essere condannata. Molto significativa è la figura di Ipazia, figlia del matematico Teone, che le diede l’opportunità di insegnare nella scuola di Alessandria e diventare una grande “scienziata”. Ipazia fu vittima del fondamentalismo religioso, venne uccisa in modo atroce dai fanatici del cristianesimo chiamati parabolani.

“Per questo mi chiamo Giovanni” è un libro scritto da Luigi Garlando. 

I personaggi sono il padre di Giovanni, che spiega al figlio il perché si chiama così, raccontandogli tutte le tappe della vita di Giovanni Falcone: spiegandogli cosa ha combattuto e chi lo ha aiutato a combattere il mostro, la mafia. Poi c’è Giovanni, il bambino di 10 anni che sta iniziando a capire cosa sia questo mostro e chi sia Giovanni Falcone, grazie alla storia vera raccontatagli dal padre. I veri protagonisti di questa storia sono gli eroi che hanno combattuto la mafia prima di esserne uccisi come ad esempio Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Carlo Alberto Dalla Chiesa.  Un personaggio minore ma importante è  Francesca Falcone, moglie di Giovanni Falcone, perché sposandosi con lui ha dovuto abbandonare pure lei la sua libertà: infatti Francesca venne uccise insieme al marito, mentre il giudice guidava felice perché aveva rivisto il suo mare e la sua terra. Insieme a Falcone e alla moglie morì anche la scorta. La mafia per uccidere Falcone fece saltare in aria un tratto di strada  con quintali di tritolo. 

Il mercato delle droghe negli ultimi decenni è diventato sempre più complesso per il proliferare delle sostanze psicoattive, l’espansione dei consumi e per l’incremento dei soggetti criminali che producono e commercializzano le varie droghe. Ai gruppo storici che operavano da tempo sul mercato delle droghe (oltre alla mafia siciliana e alle altre mafie italiane, la mafia turca, le triadi cinesi e la Yakuza giapponese) si sono aggiunti gruppi di formazione più o meno recente, come i cartelli colombiani, le mafie albanesi, russe e nigeriane

Un elemento che mina la solidità dello stato italiano è lo spazio occupato dalla criminalità organizzata.

La rivoluzione robotica che sta rendendo concrete le previsioni fatte per decenni da scienziati porta con sé un carico di aspettative e timori. Da una parte si schierano gli ottimisti che vedono nel progresso tecnologico l’unica strada possibile e percorribile, dall’altra ci sono i pessimisti che valutano come troppo onerosi i costi ecologici e occupazionali della rivoluzione robotica.

 Questo argomento però va affrontato seriamente per le numerose implicazioni nel campo dell’occupazione, della privacy e della giurisprudenza. Infatti, dopo alcune ricerche, ho potuto notare che una delle questioni su cui si sta muovendo l’Unione Europea è quello della disciplina dell’intelligenza artificiale in Europa. La domanda più frequente che viene fatta è se l’intelligenza artificiale vada trattata come un individuo vero e proprio, riconoscendogli una responsabilità civile e facendogli pagare le tasse. Gli Stati rispondono che, se i robot sottraggono alle casse dell’erario i proventi dei lavoratori rimasti senza occupazione, è giusto che vengano tassati dopo averli sostituiti. La questione occupazionale resta prioritaria. 

Nel suo libro "La fine del lavoro", l’economista Jeremy Refkin ipotizza che entro il 2050 l’intero sistema economico mondiale possa essere gestito dal 5% della popolazione adulta, questo proprio grazie alla diffusione dei robot in quasi tutti i settori lavorativi compresi quelli dei servizi. Nella previsione a tinte fosche di Rifkin al restante 95% toccherà il compito di difendersi dalla criminalità alimentata dalla disoccupazione tecnologica e dalla concentrazione delle risorse economiche nelle mani di pochi. Il paradosso della visione di Rifkin è quello di un progresso che, di fatto, imbarbarirà la società creando i presupposti per un futuro molto lontano dalle prospettive utopiche degli ottimisti. Possiamo uscirne con una preparazione scolastica e universitaria in grado di consentirci di ambire a professioni non sostituibili dalle macchine: creatività e alte professionalità non sono sostituibili.

Le professioni artistiche e l’artigianato di qualità hanno maggiori possibilità di sopravvivenza rispetto a professioni che sono sempre sembrate più che sicure. Il posto in banca o quello in un ufficio statale, per anni indicati come roccaforti delle garanzie occupazionali, sono diventate professioni facilmente sostituibili. Chi si occupa dei servizi alla persona, invece, non potrà essere sostituito dalle macchine. Per restare nel mercato  bisognerà studiare più e meglio di prima. La progressiva automazione del mercato del lavoro andrà a discapito dei lavoratori più deboli. La situazione che si prospetta è quella di un mercato del lavoro in cui ci sarà una sostituzione delle competenze richieste ai lavoratori. 

Secondo un’indagine condotta di recente da McKinsey and Company su 830 professioni di diversi settori, solamente il 5% potrà essere completamente automatizzato nei prossimi 10 o 20 anni. Questo significa che con i robot cambierà il modo di lavorare, ma non è detto che le conseguenze siano soltanto negative: la trasformazione potrebbe anche eliminare le parti più noiose e ripetitive, consentendo ai lavoratori di svolgere le attività meno routinarie. Come sempre, quindi, è opportuno pesare con molta cautela i pro e i contro, bilanciando entusiasmi e timori e cercando di trovare il giusto equilibrio, perché il progresso possa ritenersi veramente tale.

La musica è presente nella vita di tutti senza differenze di età o genere, è un mezzo di comunicazione capace di coinvolgerci per le emozioni che suscita in noi.

Un tema molto discusso negli ultimi anni è senza dubbio il veganismo, cioè la scelta, per motivi etici o legati all'ambiente di non usufruire di nessun prodotto di origine animale. Si tratta quindi di eliminare dalla propria dieta non solo carne, pesce, latte, formaggi, uova, ma anche di rinunciare a cosmetici, prodotti testati sugli animali e capi di abbigliamento, per esempio, di pelle o di lana.

In cima a tutte le liste dei regali di Natale ci sono i nuovi speaker di due grandi famiglie: Google Home e Amazon Echo.

 

Alternanza scuola-lavoro: un tema tra i più dibattuti degli ultimi anni, oggetto di continue critiche e modifiche. Contro ogni pronostico però, una classe del nostro liceo è riuscita a trasformare un'esperienza troppo spesso svalutata e ridotta ad un lavoro "di nicchia", dal quale se ne esce senza un vero arricchimento, in un percorso di tre settimane compiuto assieme all'Opera Giocosa, compagnia teatrale savonese con sede al Teatro Chiabrera.

"Esiste una questione femminile, c'è davvero una complessa questione femminile: abbiamo dato inizio a un'epoca pesante, noi donne in apparenza emancipate, e sono curiosa di vedere dove ci porterà questa strada" (Etty Hillesum)

Recentemente ho sentito parlare del clima assolutamente instabile che si sta formando nel centro Italia, e dei terremoti che si sono verificati. 

Alcune settimane fa, anche se con qualche dubbio, ho trascorso un breve soggiorno molto vicino alle zone terremotate, più precisamente vicino Perugia, e non ho avvertito scosse particolarmente forti. Questo mi fa pensare che i giornali stiano “gonfiando” un po’troppo la notizia, e che dopo scosse considerevoli verificatesi nella regione, ora la situazione non sia così pericolosa, a livello sismico, soprattutto nelle regioni adiacenti, quali Umbria, Lazio, Abruzzo e Toscana. Questo, anche se indirettamente, provoca un forte danno economico al centro della penisola, causato soprattutto da un deficit nel turismo. Lo racconta anche la proprietaria di un ristorante di Perugia, dicendo che l’anno passato aveva servito molti più clienti rispetto a quel periodo, semplicemente perché i turisti hanno paura di un terremoto e di un pericolo che in realtà nelle loro zone non esiste. Addirittura aggiunse che un cliente alcuni giorni prima le telefonò domandandole se la strada verso Perugia fosse stata aperta. 

Ribadisco che le zone che si trovano vicino all’epicentro del terremoto, come Amatrice e dintorni, hanno subìto e subiscono tutt’ora danni ingenti – non per niente è stato promulgato lo stato di catastrofe – ma che questo non è stato così forte da causare danni al di fuori delle Marche, ripercuotendosi in modo considerevole all’interno di esse, e sono rimasto piacevolmente stupito dalla raccolta di generi alimentari che il corpo studentesco sta effettuando all’interno della nostra scuola, e sono fermamente convinto che questa sia un’idea da promuovere anche in ambiti non scolastici. 

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