Il nuovo anno scolastico che avete cominciato (per chi scrive è ormai “anno accademico”, ma fidatevi quando vi dico che mi sento ancora vicino all'ambiente liceale) sarà probabilmente quello in cui inizierete a vedere alcune giornate di sole, dopo 2 anni di nuvole dense e scure. La scuola viaggia ancora con tutte le sue regole farragginose e le sue ipocrisie (una classe non ha bisogno del Green Pass per entrare in aula, ma se si vuole organizzare un'uscita da qualche parte invece diventa necessario, e si potrebbero fare altri mille esempi), eppure la situazione ha un vantaggio rispetto al passato: il Liceo ha di nuovo i suoi studenti dentro le classi.

Con l'eccezione dell'ala coinvolta nei lavori di ristrutturazione (altra meraviglia del nostro sistema, che apre cantieri anche dopo l'inizio delle lezioni), siete tornati tutti a scuola dopo 2 anni in cui la presenza della DAD è stata decisamente asfissiante. A volerla raccontare tutta, tra incongruenze vecchie e nuove la pandemia ci aveva condotti tutti – insegnanti e studenti – sull'orlo della crisi di nervi.

Ma ora siete di nuovo in presenza, con alcune eccezioni ancora scottanti, è vero, ma una quota di normalità è assicurata. Ora la vera questione è: siamo pronti (ora smetto di usare il “voi” e passo al “noi”) per riprenderci questa normalità? Il rischio che non possiamo assolutamente correre è che, dopo aver superato finalmente il periodo delle nuvole, della tempesta, ci facciamo intimidire da un po' di maccaja, la foschia che sale dal mare e rende tutto il paesaggio più confuso e sfumato.

Proviamo a vedere questo periodo non come la grigia continuazione di quello che vedevamo l'anno scorso; proviamo a focalizzarci su ciò che abbiamo a disposizione ora, anche per lavorarci su e ampliare le nostre libertà. Perchè l'obiettivo, credo valga tanto per me quanto per voi al Liceo, è quello di riprendersi tutti gli spazi che avevamo.

Voglio concludere indicando una strada che potete percorrere per riappropriarvi di questi spazi. Magari non tutti, ma quanto basta per recuperare quel legame con la scuola, che la rende più del semplice “stare seduto davanti a dei libri” e che in 2 anni ci siamo – comprensibilmente – dimenticati. I progetti del Liceo sono un ottimo modo per cominciare a ricostruire. Pensate al teatro “La Storia in Scena”, alla possibilità di poter formare un gruppo e di lavorare insieme per dar vita ad uno spettacolo, tutto a partire da voi. Pensate al Farò del Mio Peggio News, che offre una piazza a completa disposizione dei ragazzi per comunicare quello che vogliono. Cosa volete dal Liceo? Come volete cambiare la realtà che vivete? Cosa vi interessa? Una parola da non sottovalutare, “inter-esse”, “essere dentro, essere completamente coinvolti”). Posso salutarvi dicendovi che, da persona che ha sempre avuto un vero inter-esse per il giornale scolastico e per la comunità di ragazzi che sta dietro al nome “Liceo Grassi”, non vedo l'ora di lavorare con i redattori di quest'anno, e ri-partire.

 

Matteo Barcella

Presidente dell'Associazione Farò del Mio Peggio News

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