In questi giorni in particolare sorge spontaneo un parallelismo tra la vera e propria pandemia e l'infodemia, virus anch'esso pericoloso e dilagante. Quest'ultima consiste, secondo l'enciclopedia Treccani, nella “circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili”. 

Sembrerebbe eccessivo definire l'infodemia come pericolosa, in quanto sembra legata solamente alla negligenza o all'incompetenza delle persone. Questo “virus” può provocare anche danni alla salute originati proprio dal dare ascolto ad informazioni errate. In questi giorni è divenuto famoso il caso comune di centinaia di americani che hanno bevuto candeggina per cercare di disinfettarsi la gola provocando seri danni alla propria salute. Molte persone, addirittura, nello stesso periodo, hanno iniziato a mangiare aglio, alimento proposto da molte fonti, ovviamente non attendibili, come in grado di far diminuire il rischio di contagio. 

È inoltre possibile ipotizzare come molte fake news, diramate con intenti subdoli, abbiano aiutato l'espansione del contagio. La grande insistenza sulla possibilità del virus di arrivare in Italia attraverso persone di nazionalità cinese potrebbe aver contribuito all'iniziale dilagare del Coronavirus nella nostra penisola, facendo passare inosservati i primi casi, magari causati da italiani di ritorno dalla Cina. 

Allo stesso tempo tempo il dilagare della pandemia ha permesso l'attecchimento della disinformazione e la conseguente crescita del fenomeno dell'infodemia, attraverso la paura che ognuna di noi prova al pensiero di un nemico invisibile che ha messo in pausa il mondo per due mesi. 

Si cerca disperatamente un vaccino anche al “virus dell'informazione”. La soluzione sembrerebbe semplice: eliminare i contenuti considerati falsi e possibilmente dannosi. Ma facendo così si andrebbe contro alla libertà di espressione, base della democrazia: chi può decidere infatti quali contenuti sono veri e quali falsi? Capita l'impossibilità di trovare un vaccino si cerca di limitare il più possibile il contagio, proprio come contro il Covid-19, aiutando il più possibile le persone a trovare con maggiore facilità online le informazioni accertate scientificamente.

È perciò  necessario migliorare le capacità critiche dei cittadini, magari attraverso campagne o iniziative di informazione e sensibilizzazione, per permettere a chiunque di navigare con maggiore facilità e semplicità nel mare di informazioni online.

  

 

 

 

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