A volte capita di avere tutte le conoscenze necessarie per cogliere un riferimento letterario in una canzone moderna, ma di non riuscirci al primo ascolto. Quando però ciò avviene, si è pervasi da un’insolita sensazione di piacere letterario, che ci fa immaginare noi stessi nei panni di un vecchio professore di lettere che, seduto su di una vecchia poltrona, accende un sigaro e fa partire il giradischi per riassaporare le prelibatezze musicali celate nei suoi vinili. Poi il sapone ci entra negli occhi, ci risveglia dalla fantasia e ci ritroviamo nella doccia, mentre Alexa continua a pompare la canzone che ha acceso una lampadina nella nostra mente. O almeno questo è quel che è successo a me, e la lampadina che mi si è accesa coincide con l’idea per questo articolo: né più né meno che il racconto di una buffa citazione del canto più tragico dell’inferno dantesco, che se non fosse stata ideata da due delle menti più brillanti del secolo scorso si potrebbe prendere quasi per un oltraggio.


 

La musica è presente nella vita di tutti senza differenze di età o genere, è un mezzo di comunicazione capace di coinvolgerci per le emozioni che suscita in noi.

 

Alternanza scuola-lavoro: un tema tra i più dibattuti degli ultimi anni, oggetto di continue critiche e modifiche. Contro ogni pronostico però, una classe del nostro liceo è riuscita a trasformare un'esperienza troppo spesso svalutata e ridotta ad un lavoro "di nicchia", dal quale se ne esce senza un vero arricchimento, in un percorso di tre settimane compiuto assieme all'Opera Giocosa, compagnia teatrale savonese con sede al Teatro Chiabrera.

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