COVID 19

Ciao sono Covid 19, meglio conosciuto come coronavirus.

Scusate il poco preavviso con cui sono arrivato ma non ho potuto fare diversamente. Sarò duro con voi, forse troppo, non guardo in faccia nessuno, sono un virus. Non faccio distinzioni sociali, economiche e religiose.

Perché sono qui? Non è facile rispondere. Ho voluto evidenziare tutti i limiti della società in cui vivete affinché possiate eliminarli. Ho voluto fermare il mondo perché possiate capire che l’unica cosa importante a cui indirizzare le vostre energie d’ora in avanti è la vita, la vita intesa non come potere, successo, soldi, ma come unica possibilità per evolvere dal punto di vista umano, per farvi comprendere quanto è importante concentrarsi sulle cose essenziali, la famiglia, gli affetti, l’uguaglianza, il lavoro come strumento per vivere con dignità, il valore dell’istruzione.

Capirete meglio che la vita è appesa un filo, che non si può sprecare ma deve essere vissuta intensamente, che la vostra ricchezza non è chiusa in una cassaforte ma nella vostra mente e nel vostro cuore. Ero stanco dei vostri conflitti interpersonali, dei vostri tradimenti, del poco tempo che dedicate a comunicare tra di voi ed ero stanchissimo delle vostre lamentele quando non fate nulla per migliorare le vostre vite. Ero stanco di come trattavate il pianeta, di come l’onnipotenza dell’uomo volesse dominare la natura. Volevo che riacquistaste un rapporto tra genitori e figli, congelando la frenesia dei mille impegni che offuscano la sostanza delle cose.

Vi ho voluto isolare anche dai vostri affetti affinché ne capiate l’importanza fondamentale per essere felici, volevo che apprezzaste l’importanza di un abbraccio, di una stretta di mano, di una serata con gli amici, la possibilità di vivere una giornata all’aria aperta.

Volevo che condivideste la solitudine con chi una cena al ristorante non se la può permettere e con chi non ha amici da abbracciare.

Volevo farvi capire quanto è preziosa la vita dei vostri nonni, che sono un tesoro da proteggere perché sono la vostra memoria, testimoni di eventi che avrebbero dovuto insegnarvi a non commettere più certi errori.

Quando potrete uscite, camminate piano, respirate profondamente, fate del bene e create il più possibile le condizioni di non dovere dipendere da nulla di effimero.

La mia speranza è che niente se ne va prima di averci insegnato ciò che dobbiamo imparare e alla fine la vita vi stupirà come ha sempre fatto e sarà la fine di un incubo.

Ci sarà chi, per la prima volta, si interrogherà sulle scelte fatte, sulle rinunce, sui compromessi, su ciò che non ha osato fare e mi auguro troverà il coraggio di cambiare.

Quando voi festeggerete io me ne sarò appena andato, ma ricordatevi di non essere persone migliori solo in mia presenza, io sono mortificato per il danno che ho provocato sia dal punto di vista sanitario che economico, aiutatemi ad alleggerirmi la coscienza traendone buoni frutti.

Spero mi possiate perdonare.

Covid 19

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