Da tempo il popolo italiano ha a che fare con una situazione che mai si sarebbe immaginato di ritrovarsi davanti: la comparsa di un misterioso virus, conosciuto con il nome di “Corona Virus” o “Covid 19”

Il tutto è partito dalla città di Wuhan in Cina e nell’arco di qualche mese il virus si è diffuso anche in Italia, dove a causa di una mancanza di controllo e supervisione, la situazione è sicuramente peggiorata fino a fermare completamente la vita sociale ed economica degli italiani … dal 10 marzo 2020 tutto il nostro paese è entrato in zona rossa: è stato imposto di restare a casa, chiudere bar, ristoranti, negozi di ogni genere e inevitabilmente sono state sospese le lezioni scolastiche. Insieme ad altre istituzioni anche la scuola ha dovuto adattarsi, rifarsi a metodi diversi e ampliare ancora di più la sua conoscenza del mondo del web … ricorrendo al cosìddetto smart-working!

Grazie a piattaforme come Microsoft Teams o Google Meet, gli alunni possono interagire con gli insegnanti e continuare il programma pure a casa, non più sui banchi delle aule ma nelle proprie camerette. Agli inizi si sono riscontrate diverse problematiche: di connessione oppure di mancanza di apparecchi tecnologici,  ma entro poco tempo le scuole hanno offerto account personali più efficienti e computer agli alunni che ne necessitavano. Non c’è dubbio che si tratti di una soluzione più che adeguata alle circostanze, in un modo o nell’altro l’istruzione doveva pur andare avanti, ma come ci sono dei pro, ci sono anche dei contro.

La lezione online, per quanto possa essere di grande aiuto, non potrà mai essere all’altezza di una lezione normale in classe: manca un rapporto diretto tra alunno ed insegnante, gli studenti sentono unicamente una voce robotica davanti allo schermo. L’atmosfera in classe è unica e non si può dire lo stesso di quella che si crea attraverso il computer.

Inoltre, se prima gli adolescenti passavano troppo tempo davanti al cellulare, ora ne passano il triplo davanti al computer; è fortemente sconsigliato tenere lo sguardo fisso sul display per molto tempo: gli occhi sono sottoposti ad uno stress non indifferente che può portare al loro affaticamento e a vari sintomi visivi molto fastidiosi (e questo vale anche per i docenti), ma gli studenti sono quasi costretti, sia per seguire lezioni e audio, sia per ricopiare il materiale fornito.

Detto questo, durante il difficile momento che stiamo attraversando, i problemi citati precedentemente non sono niente in confronto ad altri molto più gravi. Alla fine i programmi vengono svolti lo stesso; ovviamente verifiche e interrogazioni si sono dimezzate, ma gli alunni per restare “sul pezzo” lavorano ogni giorno con dedizione sugli argomenti fatti nel corso della quarantena.

                                                                                                                                        Sacco Anna 3^C

 

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