Il 24 Febbraio 2020, tutte le scuole italiane, di qualsiasi ordine e grado, hanno chiuso a causa del corona virus e non hanno più aperto. Questo anno scolastico non si finirà sui banchi, ma a casa e non è ancora chiaro come avverrà (se avverrà!) la riapertura l’anno prossimo. La nuova organizzazione scolastica durante la pandemia in Italia è stata molto criticata. Le lezioni si sono spostate su piattaforme online, ma non tutti avevano i mezzi per seguirle; c’è stato il problema dei voti, delle interrogazioni e, ovviamente, ci sarà il problema degli Esami di Stato.

Ma cos'è successo negli altri paesi? Com'è stato organizzato il lavoro scolastico all'estero? Che differenze con l’Italia? Come hanno vissuto il nuovo regime di lavoro gli studenti? Ho intervistato sei ragazzi e ragazze che vivono all'estero per scoprirlo.

La mia ricerca è partita dall'America. L’America, che ha reagito tardi nel contenimento del virus, ma che ha subito preso provvedimenti per quanto riguarda la scuola. In alcuni stati prima, in altri dopo, tutte le scuole sono state chiuse e le lezioni sono state spostate online. Ho raccolto la testimonianza di Charlie, uno studente al primo anno nella Yale University, il famoso college situato in Connecticut. Charlie è originario della Virginia e si era trasferito nel campus dell’università per seguire le lezioni. Appena si è iniziato a capire che la situazione dei contagi stava diventando sempre più seria, tutti i college, a partire da Marzo, hanno deciso di chiudere i dormitori, mandare gli studenti a casa e continuare le lezioni online.

“College is great, but I’m now back home in Virginia because all of our classes are online for the rest of the semester. It’s weird to be back, especially because everyone is staying inside.”

“Il college è fantastico, ma ora sono tornato a casa in Virginia perché tutte le lezioni saranno online per il resto del semestre. E’ strano essere a casa, specialmente perché tutti stanno chiusi in casa”, ha detto Charlie rispondendo ad una domanda sull'organizzazione scolastica. Quindi, anche per gli studenti americani, quest’ anno scolastico si concluderà senza tornare sui banchi. Questa breve intervista a Charlie è stata condotta il 18 Marzo.

In Germania, invece, la scuola ha riaperto, solo per studenti degli ultimi anni di superiori,  lunedì 11 Maggio. Ho chiesto l’opinione di Mija, una studentessa liceale tedesca. Mija ha detto di percepire questa situazione come molto ambigua, infatti, non tutti sono convinti che questa sia stata la soluzione migliore, in quanto non sono sicuri che sia possibile mantenere un alto livello di sicurezza.  Quando ho chiesto spiegazioni sul motivo della riapertura per gli studenti più grandi, Mija ha risposto: “It’s for the exams” (“E’ per gli esami”). La Germania ha ritenuto di non poter far svolgere gli esami finali a distanza, ma solo quelli degli studenti più grandi. In generale però, secondo quanto riportato da Mija, il lavoro online svolto durante i due mesi di stop non è stato neanche minimamente paragonabile a quello che si sarebbe potuto fare a scuola. Più che altro, sono stati assegnati molti compiti e il tempo relativo alle lezioni online è stato di breve durata. La stessa situazione è stata vissuta da Islomiddin, dal Tagikistan, la cui università ha assegnato molti compiti e progetti senza però tenere  lezioni online con costanza.

Ma c’è chi, invece, ha avuto la sensazione di lavorare più a casa che a scuola. E’ il caso sia di Daniel dall’Equador sia di Khaldun dalla Palestina. Le scuole di entrambi sono state chiuse più di due mesi fa e non si sa quando riapriranno; fin da subito le lezioni sono state traferite online, ma non con pochi impedimenti. Entrambi hanno detto che molti studenti hanno avuto difficoltà a seguire le lezioni a causa di problemi tecnici e che hanno percepito la scuola molto più intensamente durante questo periodo.

“I work harder from home and I’m having way more tests and homework”.

“Sto lavorando molto più duramente da casa e ho molti più test e compiti” dice Khaldun.  I suoi esami di fine hanno dovrebbero iniziare il 30 di Maggio, e lui ci ha detto che la scuola ha dato agli studenti tantissimo materiale da studiare da soli per gli esami senza però essere troppo presente nelle spiegazioni e nell'organizzazione del lavoro. Il clima tra gli studenti palestinesi è abbastanza teso e stressato, in quanto i risultati di questi esami sono fondamentali per le ammissioni alle università. Ho chiesto come mai non si sia cercata una soluzione alternativa dato la pandemia, Khaldun  ha risposto che è tutto molto complicato in quanto gli esami sono nazionali. Ha concluso il suo discorso con “It’s hard to tell what is going to happen next” (“E’ difficile dire che cosa succederà in futuro”).

Rayyan dalla Malesia, invece, ha avuto la sensazione che a causare molte difficoltà all’organizzazione del lavoro scolastico a casa, siano stati principalmente gli stessi studenti. Lui stesso ha detto di sentirsi un po’ demotivato e perciò il suo rendimento è notevolmente calato rispetto al normale. A seguito di una domanda sulle lezioni online, ha risposto:

“It’s hard to follow through, it gets easily boring. Some students sleep in class”.

“E’ difficile seguire, è noioso. Molti studenti dormono durante le lezioni”. E’ incerto su quello che succederà andando avanti, ma il semestre in qualche modo si è concluso, e adesso sono iniziate le vacanze estive.

Anche molti studenti Lituani, secondo Ugne, hanno avuto molte difficoltà a seguire le lezioni online, sia a causa di problemi tecnici, sia a causa dell’ingente quantità di compiti e di progetti da seguire. In generale, però, anche lei ha avuto la sensazione che i nuovi argomenti affrontati siano notevolmente ridotti, e che la scuola si sia concentrata più che altro a valutare parti di programma già svolte.

“At first everything was not really organized, but it has gotten better”

“All'inizio tutto non era molto bene organizzato, ma ora è migliorato”. Quindi, la scuola Lituana, secondo Ugne, sta migliorando l’organizzazione del lavoro scolastico. Anche per loro, però, il futuro è incerto e dipende tutto da come evolverà questa situazione.

In conclusione, non solo in Italia, ma anche in moltissimi paesi in tutto il mondo, la scuola è stata duramente colpita dalla pandemia. E’ una situazione mai vissuta prima, perciò, ci sono stati moltissimi problemi organizzativi. Alcuni paesi sono stati più esigenti con gli studenti, altri hanno preferito alleggerire il carico di lavoro. In generale è opinione di tutti che la scuola avrebbe potuto organizzarsi in modo migliore, ma nessuno esattamente sa in che modo.

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