Questa è una domanda che nessuno qualche anno fa si sarebbe sognato di chiedere, adesso, invece, con l’aumento del numero di questi animali le persone hanno iniziato a preoccuparsi. Camminando per le vie di Savona, si notano numerosi cani di tutte le razze e dimensioni e non è difficile vedere ciotole con l’acqua poste fuori da bar e ristoranti. Al loro aumentare si è affiancato l’aumento di sporcizia in giro per le strade e, soprattutto, i negozianti del centro, hanno sollevato rumorose proteste.

Per cercare di ovviare al problema, la sindaca Ilaria Caprioglio, nel 2017, ha emesso un’ordinanza che proibiva ai cani di fare i propri bisogni sotto i portici di Via Paleocapa, in Corso Italia e in Piazza Mameli. L’ordinanza, inoltre, imponeva ai padroni di portare con sé, oltre ai sacchetti per raccogliere le feci, una bottiglia d’acqua per sciacquare via l’urina dalle strade. Tale provvedimento è stato accolto sia con soddisfazione sia con sdegno. Ricordiamo i numerosi cartelli appesi sulle porte dei negozi che si dichiaravano contrari alle nuove regole. Anche le opinioni degli altri savonesi sono risultate divergenti: c’era chi era d’accordo, chi no, chi accettava senza protestare e chi accettava, ma protestava. Comunque, la sanzione amministrativa per i trasgressori andava e va da 50 a 500 euro.

Le domande dei proprietari di cani più frequenti sono state: come facciamo a impedire ai nostri cani di fare i propri bisogni in certe strade?  Se non possiamo portarli in strada, allora dove? Il comune aveva prontamente risposto promettendo la pulizia delle aree canine al Prolungamento e la costruzione di nuovi ambienti riservati agli animali (dall’articolo Savona, ordinanza del sindaco: i cani non potranno più fare i bisogni nella zona del centro di Elena Romanato, la Stampa. Dicembre 2017.)

Gli animi, allora, in parte, si calmarono. I cani, comunque, continuarono ad aumentare e la difficile messa in pratica dell’ordinanza risultò in un continuo stato di sporcizia che dura ancora oggi. Alcuni cittadini savonesi decisero di prendere provvedimenti drastici: ci furono numerosi casi di cani morti a causa di bocconcini avvelenati posizionati nelle aiuole e nelle aree canine. Da proprietaria di un cane mi sono chiesta, così come credo abbiano fatto in molti, dove avrei potuto portare a passeggio il mio cane in città. No nelle aree del centro e nemmeno nelle aree canine dato il rischio di avvelenamento. Una lettrice di IVG scrisse: “Possibile che nessuno faccia qualcosa a riguardo? Possibile che se ne parli così poco? La mia domanda è: i cani a Savona vengono tenuti così poco in considerazione? Davvero a Savona ci si preoccupa di più per l’immondizia fuori dai bidoni piuttosto che dell’esistenza di persone che uccidono volutamente animali con del veleno? Sono senza parole” (dall’articolo Savona, allarme bocconi avvelenati a Villapiana, redazione IVG, Aprile 2017.)

Quindi, ci sono davvero troppi cani a Savona? Molte persone ne sono convinte e sarebbero d’accordo al passaggio di una legge che limitasse il numero di cani a Savona. Altre protestano veementemente contro quest’asserzione, affermando che la colpa non è dei cani, ma dei proprietari maleducati che non puliscono e non si prendono cura né dei propri animali né della propria città. E’ un dato di fatto, per molti avere un cane è solo una moda, avere un pitbull o un pastore tedesco rende più interessanti agli occhi degli amici, no? Per molte persone, però, un cane è un membro della propria famiglia, è fonte di gioia e di benessere.

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