Giovedì 13 Maggio si è svolto il decimo meeting internazionale a Savona,  molto proficuo per gli atleti di ogni categoria che accorrono sempre numerosi al campo della Fontanassa, secondo per fama ormai solo allo Stadio Olimpico di Roma col suo annuale Golden Gala. Le condizioni metereologiche quest'anno sono state favorevoli purtroppo solo per la prima parte della competizione, sul tardo pomeriggio vento e freddo sono intervenuti nell'ostacolare gli atleti. Atleti da ben 5 continenti si sono presentati per gareggiare sul campo di Savona, tutto ciò aumenta la fama della nostra piccola città, anche aiutata  dalla diretta trasmessa su Rai Sport.

Cosa rappresentano i cerchi olimpici? - Focus.it

I primi giochi Olimpici si svolsero ad Olimpia, in Grecia, nel 776 a.C. Nacquero come una manifestazione locale, quasi esclusivamente caratterizzata da una gara di corsa. Successivamente iniziarono ad essere aggiunti diversi sport, ad esempio il pugilato, la corsa dei cavalli e il pentathlon, un insieme di 5 gare come il salto in lungo, la corsa, il lancio del disco, il lancio del giavellotto e la lotta. Da quel momento le Olimpiadi risultarono sempre più importanti in tutta l’antica Grecia: iniziarono a essere tenute ogni 4 anni, le celebrazioni diventarono sempre più famose e gli atleti che vi volevano partecipare sempre più numerosi. Per l’intera durata dei Giochi, le guerre venivano sospese, per la cosiddetta “tregua olimpica”. Chiunque partecipasse ai giochi o alle grandi feste ad essi correlati, doveva “mettere da parte” qualsiasi tipo di inimicizia, pubblica o privata. Tutti gli atleti dovevano essere avversari sulla stessa linea, ma non nemici, si dovevano contendere la vittoria di una gara e non la vittoria su un conflitto per ottenere territori o maggior potere.

I Giochi iniziarono a perdere importanza con l’avanzata dei Romani e l’aumento del loro potere sui territori greci. Il colpo decisivo fu dato dal Cristianesimo: la sua diffusione (e anche imposizione da parte degli imperatori) determinò in un ridotto lasso di tempo il declino e l’estinzione dei Giochi come erano conosciuti nell’antica Grecia.

Fin dall’inizio della mia permanenza in Irlanda, ho notato quanto lo sport avesse un ruolo fondamentale nella cultura dell’isola verde. Nonostante la popolarità del rugby, apprezzato in tutto il mondo, ci sono attività sportive tipicamente irlandesi che godono ancora più fama: l’hurling ed il calcio gaelico. Tutti coloro che praticano questi sport tradizionali sono riuniti nella GAA (Gaelic Athletic Association), creata nel 1884 con l’intenzione di promuovere giochi e attività celtiche, parte integrante della cultura Irlandese, con l’obiettivo di renderli accessibili a tutti, uomini e donne, ricchi e poveri. Questa associazione possiede sezioni in tutto il mondo, ovunque si trovino comunità irlandesi.

La Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace, indetta per il 6 aprile dalle Nazioni Unite, è caduta quest'anno nel pieno della pandemia da Corona Virus. La ricorrenza proclamata nel 2013 dall'Assemblea Nazionale dell'ONU, nel giorno in cui, nel 1896, ad Atene nascevano i primi Giochi Olimpici dell'era moderna, assume un particolare significato in questo 2020 che ha visto lo stop dello sport mondiale e lo storico rinvio al 2021 delle Olimpiadi di Tokyo.

“Lo sport abbatte barriere mentali, culturali e generazionali. Avvicina persone, paesi, popoli e rende liberi. Lo sport ha l'incredibile potere di creare speranze dove c'è disperazione” disse Nelson Mandela nel 2000 nel corso del toccante discorso inaugurale dei Laureus World Sports Awards. Queste parole ben delineano i valori della sport: resistenza, spirito di squadra, coraggio, impegno e disciplina, che ci aiutano ad affrontare l'attuale pandemia da Covid-19.

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