Fair Play è gioco leale, Fair Play è promuovere i veri valori dello sport, non è solo rispettare le regole, è incentivare i valori della vita e nel mondo dello sport, imparare sin da piccoli cosa significa far parte di una squadra, cosa significa rispettare il prossimo e se stessi. Il Fair Play ci insegna e ci abitua a perdere, è un modo di pensare allo sport come un'occasione di partecipazione e assunzione delle responsabilità,

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è l'opportunità di conoscere meglio se stessi, di raggiungere obbiettivi fissati grazie al sacrificio, ottenendo successi personali. Il gioco leale dovrebbe essere posto al centro di tutto, per insegnare il lato formativo, educativo e sociale dello sport. Quest'ultimo dovrebbe essere parte di noi e praticato sin da piccoli, per crescere con l'acquisizione dell'importanza del rispettare le regole e, soprattutto, del rispettare gli altri.

Quest'anno ad Acapulco, in Messico, durante un doppio disputato da Melo e Zverev contro Glaspool e Eliovaara. Il tedesco ha iniziato a protestare contro l'arbitro su una palla, fino ad arrivare ad infrangere uno dei punti più importanti della carta del Fair Play (1975). Il tennista ha colpito la sedia dell'arbitro con un paio di violente racchettate, una delle quali all'altezza dei piedi, rischiando di colpirlo; il giocatore tedesco continuò nel suo intento anche mentre l'arbitro scendeva dalla sedia urlandogli contro e tirando un altra racchettata. Durante questo episodio Alexander Zverev ha avuto un attacco d'ira che non ha saputo gestire. Prima lo hanno squalificato e poi lo hanno multato, facendogli pagare una somma di quarantamila dollari. Rafael Nadal, tennista Maiorchino, ha commentato sui social il comportamento scorretto del suo collega in questo modo:" Mi dispiace per lui, ho un buon rapporto con Alessando. Meritava di essere squalificato perché così non si può agire. Ci sono milioni di bambini nel mondo che ti guardano. Imparerà sicuramente da questo". Come dice il "Re della terra rossa", Zverev ha sbagliato e per questo ha pagato le sue colpe. E' molto importante che campioni così seguiti al mondo diano il buon esempio e rispettino le regole. Il tennista tedesco, rivolto al suo pubblico dice (scusandosi): "E' difficile esprimere a parole quanto sia dispiaciuto per come mi sono comportato. Mi scuso con i tifosi, con il torneo e lo sport che amo. Mi dispiace di avervi deluso." Fair Play è anche questo, imparare dai propri errori senza commetterli di nuovo. 

Un altro esempio in ambito tennistico è quello di Novak Djokovic (tennista serbo). Nole, durante la seconda ondata della pandemia mondiale (Covid-19) ha violato le regole e creato polemica riguardo un argomento molto delicato. Il tennista, non vaccinato, ha deciso di prendersi il diritto di partecipare ad un torneo senza green-pass da vaccino. Evitando di entrare in ambiti personali, il tennista è libero di scegliere se vaccinarsi o meno, Novak non ha rispettato le regole dello sport che pratica; se le regole del torneo prevedono un green-pass da vaccino lui doveva possederlo, come tutti gli altri tennisti iscritti a quella competizione. 

Il Fair Play ci insegna ad essere degni della vittoria e della sconfitta, uno sportivo che non rispetta il gioco leale non può essere considerato tale.

Qualche mese fa avevo preso in considerazione di abbandonare il mio sport, la mia passione, il tennis, credevo che perdendo in torneo, questo sport non mi desse soddisfazioni, crescendo ho capito, che la vera soddisfazione non è vincere, bensì partecipare al massimo delle forze ed essere consapevole di aver dato il massimo: questo è il vero significato del Fair Play.

Come conclusione voglio citare una frase che mi ha esposto il mio allenatore: "L'avversario non sarà mai il nostro nemico, sarà sempre il nostro complice". Questo pensiero mi ha fatto riflettere molto sull'importanza del rispetto in ogni ambito della vita, e su quanto sia davvero importante rispettare il prossimo e se stessi, nello sport e soprattutto nella vita.

Simoncelli Arianna 

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