Penso che nella vita sia fondamentale porsi degli obiettivi, volti al miglioramento di noi stessi e della società. Siamo tutti d'accordo sul fatto che la sensazione di soddisfazione che deriva dall'ottenere ciò che si desidera e per il quale si lavora duramente sia impagabile, ma il costante bisogno di "rag­giungere qualcosa" può portare ad un frenetico vagare da un compito all'altro, senza permettere di vedere tutte quelle piccole cose che rendono una monotona giornata come un'altra speciale anche solo per un attimo.

L'affaccendamento generato dal passare da un dovere ad un altro, porta con sé il rischio di non fermarsi a guardare indietro ad osservare il percorso fatto o ad apprezzare il miglioramento di noi stessi.

Si potrebbe trarre insegnamento da ciò che si è imparato nel raggiungimento di un obiettivo anche prescindendo dal risultato raggiunto.

La società odierna spinge l'Uomo a voler raggiungere sempre di più, a desiderare

costantemente un qualcosa che, non appena sarà "fatto nostro", verrà dimenticato e sostituito da un nuovo impellente "bisogno".

Questo circolo vizioso non può che portare ad una perenne insoddisfazione, spesso aggravata dal fatto che ciò che viene rincorso così disperatamente non coincide veramente con i nostri desideri più profondi ma è una pura convenzione sociale dettata da ciò che la società considera giusto o meno.

Un altro tema importante è legato alla percezione di un maggior valore di un obiettivo raggiunto dal singolo rispetto a quello raggiungibile dalla collettività.

Sembra più facile anelare ad una gioia individuale invece che rispecchiarsi in un fine collettivo, volto al raggiungimento di un obiettivo comune.

In questi termini la felicità è spesso solitaria ed ostentata e la competizione è l'effetto inevitabile di questa "omologazione dei desideri".

Credo inoltre che il contatto con la natura sia un requisito indispensabile al raggiun­gimento della felicità, concetto spesso dimenticato nell'approccio individualistico-utilita­ristico della società attuale.

Esprimo, in conclusione, il mio concetto di ricerca della felicità: perseguire i miei obiet­tivi personali, frutto di una passione interiore e raggiungerli in condivisione con gli altri ed in armonia con l'ambiente.

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