L’Europa non vuole la pace.

Il 4 marzo, il presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen, ha tenuto una riunione del Consiglio Europeo durante la quale ha introdotto un piano per accrescere gli eserciti dell’Europa, il REARM Europe: un piano basato su cinque pilastri fondamentali, i quali sorreggono l’incremento delle spese per la guerra. 

Durante questa riunione la Von Der Leyen cita anche il conflitto in Ucraina, dicendo che abbiamo due strade da percorrere: scendere a compromessi o difendere la democrazia; aggiungendo che per lei l’unica via percorribile è la seconda! Ma ciò non ci fa pensare che l’Europa, in realtà, voglia vincere una guerra già persa? Per rispondere a questa domanda dobbiamo aver presente la situazione attuale del conflitto. La Russia ha conquistato circa il 18% del territorio ucraino e, pur non essendo riuscita ad occupare l’intero Paese, possiamo dire che la guerra l’ha già vinta, questo perché i territori conquistati aumentano di giorno in giorno e, continuando con il conflitto, sarebbe la fine per l’Ucraina. L’unica cosa che sta ritardando l’avanzata Russa è l’intervento degli USA, con ciò possiamo dire che il piano della Von Der Leyen di “difendere la democrazia” prolungando la guerra non aiuta l’Ucraina, anzi, in qualche modo aiuta la Russia. 

 “La guerra non sarebbe mai dovuta cominciare, -scrive Marco Travaglio- se l’Ucraina avesse rispettato gli accordi di Minsk; sarebbe potuta finire dopo un mese con l’intesa di Istanbul, se Johnson&Nato non l’avessero sabotata”; ciò ci fa intendere che la Nato voleva vincere la guerra, ma perché? Una tra le tante ragioni è che in Ucraina ci sono molte miniere di titanio, ferro e grafite, che sono materiali non semplici da reperire in Europa, ma ora che la guerra l’ha vinta la Russia un motivo potrebbe essere l’immensa quantità di spese che dovrà sostenere, tra cui quelle di ricostruzione delle infrastrutture e di riformazione dell’esercito ucraino; circa 3000 miliardi in dieci anni, cifra che è destinata a salire se si continua con il conflitto, per cui non si rassegna alla pace. 

Un altro motivo per cui la Nato/UE cerca di vincere a tutti i costi questa guerra è per salvare la sua immagine, questo si può dedurre dal fatto che la Russia spende circa 130 miliardi di dollari nella difesa; invece, la Nato ne spende dieci volte tanto, circa 1300 miliardi, per cui cosa penserà la gente quando saprà che un’alleanza, composta da 32 stati membri, ha perso contro un unico stato che spende dieci volte di meno per la sua difesa? L’Europa teme che con questa guerra, e ancor più con la pace, possa perdere la sua credibilità e, di conseguenza, non avere più un posto nella politica internazionale; invece, se la guerra la vincesse potrebbe imporre alla Russia di saldare le spese di ricostruzione e non avrebbe problemi con la sua immagine, ma ciò è lontano dalla realtà, dato che la Nato e tutti gli stati che “aiutano” l’Ucraina continuano a mandare armi, e non soldati, ad un esercito che ha raggiunto cifre insignificanti – fra morti, feriti gravi, calo demografico e diserzioni di massa – a confronto di quello russo. 

La Nato, accecata dalla brama di vittoria, ha messo in ombra i veri valori Europei di democrazia, basta pensare che in Italia la maggior parte delle persone sono contrarie alla guerra (il 68%) e a favore della pace; per cui possiamo dire che l’Europa sia davvero democratica? No, infatti bisogna fare in modo che esca da questa folle deriva bellicista con l’aiuto di una nuova dirigenza più pacifica e diplomatica.