Mentre si dorme, …

10 Ottobre 2025, una data storica, entra in vigore il cessate il fuoco nel conflitto tra Israele e Hamas. Da quel giorno i morti e i feriti sono cessati di colpo, vero? Beh non proprio… Dopo nemmeno un mese Israele aveva violato il cessate il fuoco almeno 125 volte. Dopo due mesi, a inizio dicembre 2025, si contavano 386 morti, di cui 136 minori. Ma il principale problema, per quanto possa sembrare assurdo, non è il numero di persone uccise direttamente per mano dei soldati.

A Gaza oltre il 98% dell’acqua non è potabile, le infrastrutture presentano numerosi danni e manca pure il carburante per alimentare i sistemi di pompaggio. Secondo dati ufficiali dell’ONU, su 2,4 milioni di abitanti della Striscia di Gaza quasi 1,9 milioni sono sfollati. Molti inviati sono andati a Gaza per fornire aiuti umanitari e hanno raccontato la situazione tragica in cui vivono gli abitanti: con l’arrivo dell’inverno non si sa quanti sopravviveranno al freddo, le tende dove cercano di rifugiarsi si sono allagate oppure sono state fatte saltare in aria. I bombardamenti israeliani hanno causato oltre 67.000 morti, di cui più di 18.000 sono bambini, e oltre 167.000 feriti (dati sottostimati secondo accreditate riviste internazionali) e sono solo destinati ad aumentare.

Nel frattempo Trump e Netanyahu continuano a fare incontri importanti. I due hanno festeggiato insieme l’ultimo dell’anno con una festa nel lussuoso resort di Mar-a-Lago. Ovviamente in un clima festoso non sono mancati deliziosi complimenti da una parte e dall’altra, a favore di telecamere e con lo smoking bello in vista, per nutrire i famelici media.

Il presidente americano ha elogiato il premier definendolo un “eroe di guerra” e anche “salvatore di Israele”. Non è mancata la risposta di Netanyahu, “Israele non ha mai avuto un amico come Trump alla Casa Bianca”, e ha compensato il mancato Nobel per la Pace consegnando a Trump l’Israel Prize 2026. Trump, che continua a volersi presentare come il presidente della pace, è impaziente di avviare la fase due a Gaza dopo il fragile cessate il fuoco che aveva personalmente finalizzato ad ottobre. La ricostruzione nella Striscia inizierà, secondo il presidente, “molto presto, il prima possibile, ma prima deve esserci il disarmo di Hamas” e il premier israeliano usa Hamas per tenere in ostaggio il popolo palestinese.

Insomma, il cessate il fuoco che doveva valere a Trump il premio Nobel per la pace, dati alla mano, si sta rivelando ciò che senza ricorrere all’uso della fantasia ci si poteva aspettare… Ma finché continueranno a fare incontri dove ognuno elogia la bontà e la bravura diplomatica dell’altro, e la gente è soddisfatta di ciò, ahimè non si andrà da nessuna parte. Il mondo rimarrà in mano ai più corrotti e ai più potenti se tutti gli altri dormono.