
Il mercato dei videogiochi, iniziato nel 1972 con l’uscita della prima console casalinga, la Magnavox Odyssey, ha visto susseguirsi avvenimenti cruciali che ne hanno deciso il destino. In questo campo, gli scontri agguerriti tra le case di produzione non sono certo mancati, dando vita a vere e proprie guerre che saranno conosciute come “console war”.
La prima importante guerra avvenne tra gli anni ‘80 e ‘90 e vide scontrarsi Nintendo contro Sega. Tutto iniziò dopo la crisi dei videogiochi avvenuta nel 1983: Nintendo aveva da poco rilasciato in Giappone la console Famicom (semplificazione di Family Computer), diventata in poco tempo la più venduta nel paese del sol levante. Oscurata dalla fama della sua competitrice, Sega non riuscì a vendere molte copie della sua SG-1000, cosa che la spinse a modificarla nella SG-1000 mk. II e infine nella mk. III. Sega decise di seguire le orme della Nintendo quando la Famicom venne rilasciata globalmente, facendo entrare nel mercato occidentale solo la SG-1000 mk. III, in quanto dotata dello stesso hardware dei cabinati arcade, migliore rispetto alle altre due versioni.
Il nome della console Sega in America divenne Master System, proprio come la Famicom, che era stata ribattezzata in NES (acronimo di Nintendo Entertainment System). Sbarcata negli States, però, Sega si trovò come avversaria anche la nuova arrivata NEC, con la sua TurboGrafx-16, la prima console con processore a 16 bit. Quindi, Sega decise di rilasciare una console casalinga che utilizzava la tecnologia dei suoi con-op e processori a 16 bit, commercializzandola col nome di Mega Drive (o Genesis in America). Questa console era stata fatta con l’intenzione di farla assomigliare il meno possibile a un giocattolo per bambini, come la Famicom, in modo da renderla appetibile a una fascia d’età più alta. Con l’obiettivo di vendere almeno un milione di console, l’ex presidente della divisione dell’intrattenimento elettronico dell’Atari, Michael Katz, venne messo alla posizione di presidente della Sega of America, carica che ricoprirà fino alla metà del 1990. Lui decise di attuare una strategia che consisteva nello spingere l’hardware ai propri limiti, riproducendo in maniera fedele giochi arcade come Altered Beast, e in una massiccia campagna pubblicitaria contro Nintendo, dalla quale provengono i celebri slogan “Genesis does what Nintendon’t” e “WELCOMETOTHENEXTLEVEL”.
Visto che la grande N deteneva i diritti di molti giochi arcade famosi portati sui suoi sistemi, Katz fece produrre titoli sotto il nome di celebrità del tempo come Joe Montana e Michael Jackson. Nonostante tutti gli sforzi, a inizio anni ’90 Sega negli USA aveva ancora meno vendite della sua avversaria, dovuto anche alla pubblicazione di Super Mario Bros. 3. È in questo momento che all’interno di Sega ci fu un lampo di genio: quello che davvero serviva era una mascotte che potesse rivaleggiare col baffuto Mario. Così, dopo un concorso interno, nacque Sonic the Hedgehog, il riccio cool e super veloce, insieme alla sua nemesi, il diabolico Dr. Eggman (conosciuto fuori dal Giappone come il Dr. Ivo Robotnik). Il suo atteggiamento ribelle, unito alla velocità del gioco in cui appariva, al tempo fenomenali, portarono i giochi della serie di Sonic a crescere in popolarità, soprattutto tra gli adolescenti. La Nintendo iniziò a preoccuparsi quando vide che il pubblico si avvicinava più facilmente alla libreria di titoli offerta dalla Sega, iniziando a pubblicizzare la SNES in maniera simile a come aveva fatto la Sega per la Genesis.
Quando la Midway rilasciò Mortal Kombat per SNES e Mega Drive, in America si iniziò ad alzare la preoccupazione per la violenza contenuta, arrivando ad essere discussa nel Congresso e alla creazione dell’ESRB, un ente statunitense che si occupa tutt’oggi della valutazione in fasce d’età dei software, in particolare dei videogiochi.A cavallo tra il ‘94 ed il ‘95, la Sega, nonostante i debiti accumulato, si trovava in vantaggio rispetto alla Nintendo. Questo periodo, nonostante fosse prospero per la Genesis, fu scelto per il rilascio della Sega Saturn, rivaleggiata dalla prima PlayStation di Sony. All’E3 del 1995, contro ogni aspettativa, quest’ultima si rivelò più apprezzata dal pubblico, in particolare per il prezzo, nettamente inferiore a quello della console Sega. L’utilizzo dei dischi e non delle cartucce portò più sviluppatori a pubblicare giochi per la PS, visto che avevano più spazio utilizzabile. Grazie all’apparizione di un nemico comune, la guerra tra Sega e Nintendo era ormai terminata, con quest’ultima che iniziava a vendere la Nintendo 64.
Alla fine degli anni ‘90, dopo i danni economici subiti per colpa della competizione Sony, la Sega fa apparire sugli scaffali la Dreamcast che, nonostante abbia titoli importanti come i due Sonic Adventure e un modem integrato, non riuscirà a vendere abbastanza e costringerà la sua produttrice ad uscire definitivamente dal mercato delle console. La Sega ha iniziato poco dopo a pubblicare riedizioni e titoli originali sulle console Nintendo, Sony e, poco più tardi, anche Microsoft. A proposito di queste due, saranno le protagoniste di una console war che dura ancora oggi, mentre la grande N pensa agli affari suoi.

