Perché in Europa vanno (quasi) sempre al potere i peggiori

(Articolo di Giacomo Romagnoli).

Nel dibattito pubblico europeo si fa sempre più strada una sensazione diffusa: quella di una crisi profonda della classe dirigente. Il video “Perché in Europa vanno (quasi) sempre al potere i peggiori (Parte II)”, con l’intervento di Jacques Baud (scrittore, analista, colonnello capo di Stato Maggiore, ex agente dei servizi segreti svizzeri ed esperto di armi chimiche e nucleari, responsabile delle operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite a New York, …,), affronta questo tema in modo diretto e provocatorio, cercando di andare oltre la polemica superficiale per analizzare i meccanismi che portano alla selezione delle élite politiche europee.
Secondo Baud, il problema non risiede tanto nei singoli leader, quanto nel sistema che li produce.

Uno dei punti centrali del video è l’idea che in Europa si sia affermato un processo di selezione al ribasso. I criteri che favoriscono l’ascesa politica non sarebbero più competenza, esperienza o visione strategica, ma conformismo, fedeltà ideologica e capacità di adattarsi alla narrativa dominante.
In questo contesto, chi mostra spirito critico o propone analisi non allineate viene progressivamente escluso dai centri decisionali. La politica, sostiene Baud, tende così a premiare figure che non disturbano gli equilibri di potere, anche a costo di una scarsa preparazione o di una visione miope.

Un altro elemento chiave del discorso è la sostituzione dell’analisi razionale con l’ideologia. Secondo Baud, molte scelte politiche europee vengono giustificate più su basi morali o simboliche che su valutazioni concrete di efficacia, costi e conseguenze.

Questo approccio, particolarmente evidente in politica estera, porta a decisioni che rispondono più al bisogno ipocrita di apparire “dalla parte giusta della storia” che alla tutela degli interessi reali dei cittadini europei

Il messaggio finale non è solo una critica ai singoli leader, ma un allarme più ampio: quando un sistema politico premia sistematicamente mediocrità e obbedienza, il problema diventa strutturale.

Per Baud, la crisi della leadership europea è prima di tutto una crisi democratica, perché riduce la possibilità di scelta reale, soffoca il dissenso e limita la capacità delle società europee di correggere i propri errori.

fonte “il Contesto – analisi economica e geopolitica”