Cinque anni fa entravamo per la prima volta in questa scuola. Eravamo piccoli e la maturità ci sembrava un problema futuro, lontano tipo il calcolo di integrali o studi di funzione, ma in quegli stessi anni nella Silicon Valley nasceva un altro “primino”: l’intelligenza artificiale. Se ChatGPT fosse stato una nostro compagno di classe come sarebbero andati questi 5 anni?
Spoiler: non bene.
Nel biennio l’IA avrebbe assunto il ruolo del compagno un po’ nerd. Quello a cui chiedi lo script in python o le risposte di scienze della terra due minuti prima della campanella; ma l’IA di qualche anno fa non sapeva programmare, se le chiedevi un ciclo FOR avrebbe dimenticato i ; , inserito loop e fatto crashare tutto il nostro lavoro, e avrebbe nascosto tutto ciò sotto infiniti commenti inutili, che credevamo potessero fregare il prof, almeno fino alla consegna dei compiti.
Il triennio
In terza e quarta l’IA si è migliorata, è diventata ChatGPT, ha scoperto python e ha iniziato a fare i riassunti di filosofia. E’ stato il periodo in cui metà dei compagni in tutte le scuole smise di scrivere codici, affidandosi alla nuova super tecnologia. Ma lo scientifico ci insegna che ogni sistema tende all’entropia. Quando abbiamo iniziato a studiare il pensiero critico, l’IA è andata “In crisi d’identità”, Cartesio avrebbe detto “Cogito ergo sum” e Chat GPT avrebbe risposto “Errore 404: sono una macchina non penso”. E quando le chiedi di Kant finisce per inventarsi citazioni mai pronunciate.
Lì abbiamo capito la verità, l’IA è fantastica come enciclopedia ma se le chiedi qualcosa sulla vita si blocca. E’ letteralmente l’opposto di “sapere di non sapere”.
Il quarto anno:
In quarta la storia si è fatta pesante, le dinamiche del potere le rivoluzioni e i totalitarismi. Mentre cercavamo di capire le motivazioni profonde dei conflitti, l’IA analizzava solo in base ai trend, provando a spiegarci la propaganda storica usando gli stessi algoritmi con cui ci propone i reel di tiktok
Il quinto anno, il qui e ora, l’IA ormai genera video realistici, scrive canzoni trap e risolve integrali assurdi in pochi secondi. Eppure credo che se le chiedessimo di fare la maturità al posto nostro fallirebbe miseramente.
L’esame non è solo un Database, all’orale non serve sputare nozioni a memoria, serve fare collegamenti o creare l’argomento, l’IA sa tutto ma non sa niente. Non sa cos’è l’ansia da pagina bianca, non ha mai provato il brivido della folta nebbia nei cinque minuti prima dell’interrogazione, non ha bevuto il caffè a quaranta centesimi o cercato uno sguardo di solidarietà tra i compagni prima dell’interrogazione di scienze.
Se l’IA avesse fatto lo scientifico con noi sarebbe stata la migliore nelle date, ma incapace di creare una intelligenza scolastica o farsi una coscienza storica. Quindi cari compagni di quinta, affrontiamo queste ultime settimane con l’ansia che ci contraddistingue e speriamo che lo studio di funzione, proposto alla seconda prova, non sia troppo difficile.

