



TRUMP: LA PACE NELLA TESTA, LA GUERRA NELLE GAMBE
Caracas e Mar a Lago. Mosca e Kiev. Maduro e Putin. New York e Zelensky. Pace e guerra. Una sola certezza: Trump è il burattinaio (se abile o no lo dirà solo la Storia!) che sta dietro, ma neppure troppo dietro, a ciascuno di questi luoghi e ad ogni personaggio citato.
28 dicembre Mar-a-lago-Florida: il presidente ucraino Zelensky ha incontrato il presidente USA Donald Trump in Florida per discutere un piano di pace e un possibile accordo negoziale tra Ucraina e Russia. Trump ha dichiarato che le parti sarebbero “molto vicine” a un accordo, ma senza dettagli conclusivi, in particolare ha affermato che la pace è “più vicina che mai” e che esisterebbe già una bozza di accordo pronta al 95%. In realtà i problemi veri da superare sono diversi: innanzitutto, il territorio del Donbass che è industrialmente ricchissimo, colmo di miniere, fabbriche, infrastrutture e abitato da una popolazione in maggioranza russa, pertanto Putin non vuole cederlo e Zelensky non può “regalarlo” senza rischiare una crisi interna; secondo, occorre definire come deve finire concretamente la guerra, e terzo, ma non ultimo, si dice che la pace è pronta al 95% ma non si sa chi controllerà la centrale di Zaporižžja, il punto più pericoloso della guerra, né chi controllerà il Donbass.
Secondo The Guardian Trump ha mostrato per la prima volta comprensione verso la Russia “You have to understand the other side.” (“Bisogna capire anche l’altra parte.”) È una frase politicamente fortissima e ciò significa che non attribuisce più tutta la responsabilità del conflitto solo a Mosca. Di certo c’è solo che ormai è Trump il mediatore che deciderà quando la guerra finirà.
……. 5 giorni dopo……
3 gennaio 2026 Trump ha posto il Venezuela sotto il temporaneo controllo americano dopo aver catturato in un raid e trasferito a New York il presidente Nicolas Maduro: la cattura è avvenuta in seguito ad un’operazione militare coordinata dalla Cia e dalle forze militari venezuelane; Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores sono stati trasferiti nel Metropolitan Detention Center, prigione federale di Brooklyn, in attesa di comparire davanti a un giudice lunedì, per rispondere delle accuse, tra le altre, di “narcoterrorismo”. Per Russia, Cina e buona parte del mondo si tratta di «un’inaccettabile violazione della sovranità di uno Stato indipendente». Intanto Elon Musk concede la banda larga gratuita a tutto il Venezuela ”a sostegno del popolo del Venezuela” afferma, fino al 3 febbraio: la democrazia attraverso internet? Infine nei paesi confinanti i Venezuelani intonano l’inno nazionale.
Ma è una liberazione o una conquista? Sono come sempre guerre per il petrolio/territorio o per la democrazia/liberazione?
di LORENZO SATTA
CLASSE 3C

