• Arte della felicità


    Chiara Guidarini - Venerdì, 18 Marzo 2022

     

    La felicità è stata e sarà sempre l’eterna chimera dell’uomo, ciò a cui tutti noi aspiriamo ma che sembra tanto più labile quanto più ci avviciniamo ad essa.

    Sarà sempre un tema centrale per l’umanità e uno dei pochi a cui probabilmente non si riuscirà mai a dare risposta. Si parla di qualcosa di affascinante e inquietante allo stesso tempo, perché ignoto, effimero e impossibile da mantenere in eterno. Se l’uomo fosse stato in grado di fornire un’adeguata definizione della felicità, il problema di quale sia realmente il “sommo bene”, o di come raggiungerlo, sarebbe stato risolto da molto tempo, ma purtroppo non è così. Tutti noi siamo stati felici, ma giusto il tempo di rendersene conto e quel sentimento così bello ci era già stato portato via, lasciandoci più vuoti di prima.


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  • NELLA SOCIETÀ DELL’IRRAGGIUNGIBILE


    Sveva Pelle - Venerdì, 18 Marzo 2022

    Penso che nella vita sia fondamentale porsi degli obiettivi, volti al miglioramento di noi stessi e della società. Siamo tutti d'accordo sul fatto che la sensazione di soddisfazione che deriva dall'ottenere ciò che si desidera e per il quale si lavora duramente sia impagabile, ma il costante bisogno di "rag­giungere qualcosa" può portare ad un frenetico vagare da un compito all'altro, senza permettere di vedere tutte quelle piccole cose che rendono una monotona giornata come un'altra speciale anche solo per un attimo.


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  • Il percorso e la meta


    Elena Bedendo - Venerdì, 18 Marzo 2022

    «Bisogna proporre un fine alla propria vita per vivere felici. O gloria letteraria, o fortune, o dignità, una carriera in somma. Io non ho potuto mai concepire che cosa possano godere, come possano viver quegli scioperati e spensierati che (anche maturi o vecchi) passano di godimento in godimento, di trastullo in trastullo, senza aversi mai posto uno scopo a cui mirare abitualmente, senza aver mai detto, fissato, tra se medesimi: a che mi servirà la mia vita? Non ho saputo immaginare che vita sia quella che costoro menano, che morte quella che aspettano. Del resto, tali fini vaglion poco in sé, ma molto vagliono i mezzi, le occupazioni, la speranza, l’immaginarseli come gran beni a forza di assuefazione, di pensare ad essi e di procurarli. L’uomo può ed ha bisogno di fabbricarsi esso stesso de’ beni in tal modo.» - Leopardi, Zibaldone

     

    Quante volte ti sei interrogato sullo scopo della tua vita? E quante volte non sei riuscito a trovare una risposta? ...


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  • Protagonisti della nostra vita


    Giulia Porcile - Lunedì, 07 Marzo 2022

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    Difficile è creare una ricetta universale per la felicità, in quanto ognuno è dotato di sensibilità singolare che caratterizza la personalità individuale e coincide con l’io più profondo. Prova ne sia che nella storia della letteratura sono state proposte diverse soluzioni esorcizzanti il “tedio” leopardiano e l’”ultima linea rerum”. Basti pensare al “carpe diem” oraziano, alla luce abbagliante della saggezza epicurea di Lucrezio e alla necessità senecana di investire il tempo dedicandolo a noi stessi, la più alta forma di egoismo. La naturale tensione dell’uomo coincide con l’atteggiamento titanico di Leopardi, volto alla ricerca di un obiettivo. La perdita del “fine” rende la vita arida. Gli adolescenti contemporanei sono figli di una società generata dall’inetto novecentesco, che costituisce la più profonda denuncia del cortocircuito produzione-consumo. Il sentimento dilagante è, quindi, la perdita di senso della vita e l'ansia, incrementata anche a seguito della pandemia. La sterilità delle nuove generazioni e dell’intera società, dovuta alla denaturazione stessa dell’umanità, corrisponde alle conclusioni di Leopardi: non è vivere, ma un puro esistere.


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  • Milano fashion week: l’arte e la moda si fondono in tre mostre dedicate a Giovanni Gastel e François Berthoud


    Lucia Acquarone - Giovedì, 17 Febbraio 2022

     

    Esistono tante forme d’arte che donano al mondo mille colori e sfumature: la moda, ad esempio, è una di queste. A Milano sta per avvenire proprio in questo periodo la “Milano fashion week”; quest’anno, al suo interno, troviamo ben tre mostre, che riescono a fondere perfettamente moda e arte, due delle quali aventi l'obiettivo di rendere omaggio ad un fotografo italiano famoso in tutto il mondo: Giovanni Gastel, uno dei fotografi più importanti, inconfondibile grazie al suo personalissimo stile e al suo talento, che donano alle sue opere eleganza e tecnica.


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  • Il Genoa e l'impronta della nuova società


    Alessandro Vigliola - Giovedì, 17 Febbraio 2022

     Genoa CFC

    Il Genoa dopo la prima metà del campionato si trova nelle ultime posizioni della classifica di Serie A, avendo ottenuto solo una vittoria durante tutto il girone d'andata. Il 15 novembre c’è stato uno storico cambio di società, che ha portato Enrico Preziosi a cedere il suo giocattolo al gruppo 777 Partners. Dopo il passaggio di proprietà la nuova dirigenza vuole cambiare rotta per rimediare a un inizio campionato problematico e alla scomoda posizione di classifica.


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  • L'industria dell'insicurezza


    Gloria Cani - Mercoledì, 09 Febbraio 2022

    Avete mai notato come il corpo femminile sia sempre messo in dubbio per la propria bellezza? Ormai, la maggior parte della pubblicità che ci ritroviamo sui social, in Tv e sulle riviste, è quella riguardante il mercato beauty. Eppure il grado di soddisfazione del proprio corpo (per quanto riguarda donne e adolescenti) è sempre più basso e, ormai, si sta normalizzando un senso di inadeguatezza. 


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L'Editoriale

  • Buona Ri-partenza


    Matteo Barcella - Giovedì, 25 Novembre 2021

    Il nuovo anno scolastico che avete cominciato (per chi scrive è ormai “anno accademico”, ma fidatevi quando vi dico che mi sento ancora vicino all'ambiente liceale) sarà probabilmente quello in cui inizierete a vedere alcune giornate di sole, dopo 2 anni di nuvole dense e scure. La scuola viaggia ancora con tutte le sue regole farragginose e le sue ipocrisie (una classe non ha bisogno del Green Pass per entrare in aula, ma se si vuole organizzare un'uscita da qualche parte invece diventa necessario, e si potrebbero fare altri mille esempi), eppure la situazione ha un vantaggio rispetto al passato: il Liceo ha di nuovo i suoi studenti dentro le classi.


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Ipse Dixit

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    Alcuni ragazzi della 3B fanno gli auguri al prof. D'Amico

    D'AMICO: grazie ragazzi, è l'undicesimo avversario dei miei 39 anni. 

Scienza

  • Le iniezioni indolori del futuro


     

    La paura persistente, anormale e ingiustificata, di aghi e spilli è chiamata belonefobia tripanofobia. È un disturbo abbastanza comune che colpisce, in misura più o meno grave, il 10% della popolazione mondiale. Rende insopportabile l'idea di fare iniezioni prelievi di sangue e tutto ciò che comporti la presenza di un ago. 

    Questo problema potrebbe trovare una soluzione attraverso un sistema messo a punto negli Stati Uniti presso gli InCube Labs di Rani Therapeutics.

    Dopo 8 anni di studi i ricercatori coordinati da Min Imran hanno sviluppato una pillola robot che, dopo essere stata ingerita, esegue l'iniezione quando transita nella parete dell'intestino, dove l'operazione risulta indolore. La pillola, oltre a risolvere i problemi connessi con il dolore e con gli effetti locali di un'iniezione (ematomi, reazioni cutanee ecc.), rende anche più efficace e immediato l'assorbimento del farmaco da parte dell'organismo.


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  • Cieli affollati su Marte


    30 Luglio 2020, la sonda Perseverance ha iniziato il suo viaggio dalla base di cape Canaveral in Florida culminato con l'arrivo su Marte, più precisamente nel cratere Jezero il 18 Febbraio 2021. L'atterraggio è avvenuto con successo alle ore 21.55 (ora locale) grazie all' aiuto di un team di scienziati della NASA.

    Il numero 7 contraddistingue questa missione: 7 sono i mesi impiegati dalla sonda per raggiungere il pianeta rosso, 7 i sofisticati strumenti a bordo per studiare ed analizzare la superficie di Marte, 7 i minuti di terrore nell'attesa dell'atterraggio nel cratere passando da 20 mila km/ora a zero. Il nome della sonda è stato proposto da un ragazzino dodicenne, che ha vinto il concorso indetto fra 28 mila studenti, la PERSEVERANZA infatti è la dote più utile nel perseguire un obiettivo difficile e mi piace pensare che magari tra 50 anni proprio lui potrà passeggiare su Marte ripensando a Perseverance.


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PeggioRedazione

  • La nuova stagione del Farò Del Mio Peggio


    Di solito l'inizio del nuovo anno scolastico segna anche la partenza di un nuovo ciclo, un "ritorno alla normalità" dopo il periodo senza pensieri dell'estate. Inutile dire che quest'anno la normalità ce la potremo solo sognare e il periodo senza pensieri è durato sì e no 2 settimane di sole, per quelli più fortunati (mentre per tutto il resto d'Italia non c'è mai stato un solo minuto di questo 2020 senza preoccupazioni ad ingombrargli la testa).

    Nel pieno di questa seconda ondata, il Farò del Mio Peggio si ritrova (come tutta la scuola) a proseguire le sue attività online, compreso l'inizio del suo quindicesimo anno di redazione. Senza troppi giri di parole: questo deve essere l'anno del riscatto per il giornalino. Abbiamo la facoltà di arrivare a centinaia di studenti e di informarli in un periodo di sospensione come quello di oggi. Abbiamo il potere di far sentire la nostra voce e di inventare nuovi modi per raggiungere i ragazzi. Abbiamo il privilegio – forse il dovere – di formare una "comunità del Liceo" attorno al nostro progetto.

    A tutti i redattori voglio dire quindi che quest'anno ci sarà da lavorare: non solo gli articoli che restano completamente liberi e che ognuno può costruire come preferisce, sul tema che preferisce, comunicando il messaggio che preferisce; quest'anno ci saranno anche interviste, rubriche, ci sarà attività quotidiana per venire incontro a tutto il Liceo. Le premesse ci sono tutte, ci abbiamo lavorato tutta l'estate apposta per gestire al meglio questo nuovo anno, nonostante gli ostacoli che il 2020 vorrà ancora pararci davanti. Insomma, auguriamoci buon lavoro.

    Matteo Barcella

    a nome della Direzione della Redazione del FDMP

    Marco Camoirano

    Giuseppe Orsi

    Matteo Rapetto

    Alessio Vigneto

  • Farò del mio peggio News - Vita di redazione


    Nato nel 2005 nell’ambito del corso Tecnologico ed esteso poi a tutte le classi, il “Farò del mio peggio News” ha cambiato nella sua storia 3 redazioni tecniche, mantenendo la continuità del lavoro ed ottenendo numerosi riconoscimenti tra cui sette nomination al concorso nazionale “Giornalista per un giorno” (Fiuggi 2007), la vittoria al concorso "Il giornale dalla scuola", nell’ambito del Circuito Diregiovani (Roma 2010), organizzato dalla Agenzia di Stampa "Dire" e patrocinato dal MIUR, un diploma di Merito del Secolo XIX (Genova 2010) e dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti (Benevento 2011), tre premi nell’ambito del concorso nazionale “Il miglior giornalino scolastico” (Avellino 2011-2013), un “Premio speciale Presidenza di Alboscuole” (Chianciano Terme 2012), una “menzione speciale per il sarcasmo” al concorso nazionale “Prima Pagina” promosso dal Comune di Modena in collaborazione con l’associazione culturale Progettarte, nell’ambito della VI edizione di BUK-Festival della piccola e media editoria- che si è tenuto il 23 e 24 marzo 2013 presso il Foro Boario di Modena. 


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Società e Costume

  • L'industria dell'insicurezza


    Avete mai notato come il corpo femminile sia sempre messo in dubbio per la propria bellezza? Ormai, la maggior parte della pubblicità che ci ritroviamo sui social, in Tv e sulle riviste, è quella riguardante il mercato beauty. Eppure il grado di soddisfazione del proprio corpo (per quanto riguarda donne e adolescenti) è sempre più basso e, ormai, si sta normalizzando un senso di inadeguatezza. 


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  • La vicenda dimenticata del “Costa del Sol”


     

     

    La Vecchia Darsena di Savona, che tutti noi conosciamo, cela una storia quasi mitica e con una sapore fantastico. 

    Sicuramente molti dei nostri genitori hanno potuto osservare con i loro occhi le vicende del brigantino che, per più di 20 anni, occupò lo spazio della Piazzetta di alaggio, oggi riservata ai dehors dei ristoranti frequentati dai giovani Savonesi, i quali ignorano la storia passata.

     

    Il “Costa del Sol”, un brigantino interamente di legno, con due alberi e lo scafo a bande orizzontali bianche e nere, è varato nel 1908, come nave da carico. E’ lungo 35 metri e largo 8, con 10 uomini di equipaggio. Negli anni ’60 del secolo scorso, viene acquistato da quello che diventerà il suo comandate, sino all’ultimo, Mylodanis Stravros: con la disponibilità di 24 posti passeggeri, dismette le rotte mercantili e inizia delle brevi crociere per diporto. Nella rada di Nizza verrà anche adibito brevemente a set cinematografico per qualche scena del film “Il Conte di Montecristo”...


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Scuola

  • Il mio "J'Accuse" alla scuola (e non solo)


     

    Arrivato quasi al termine della mia esperienza da liceale, posso finalmente condividere le mie impressioni e la visione personale che sono riuscito a catturare in questi anni. Oppure posso togliermi qualche sassolino dalla scarpa, se ci volete vedere della malizia. In realtà il mio intento è denunciare a chiare lettere alcuni aspetti della nostra scuola – quella italiana nel suo complesso – e stimolare un cambiamento, quindi non me ne vogliano i vari generali francesi se scriverò un "j'accuse" contro di loro.

    Che cosa non va nel nostro sistema? È una domanda sulla quale gli esperti si arrovellano da molto tempo, ma io voglio proporre un approccio molto empirico: guardiamo cosa sta succedendo in questo periodo, senza fare i perbenisti ma analizzando con un po' di lucidità le decisioni prese negli ultimi mesi. La nostra didattica a distanza è cominciata il 24 febbraio 2020; interruzione momentanea delle lezioni prima, videolezioni poi, ci siamo abituati forzatamente a questo nuovo metodo e così abbiamo proseguito (e concluso) l'anno scolastico. Troppo plateale sarebbe stato il fallimento se non fossimo ritornati in presenza a settembre, e così dopo un'estate passata all'insegna della normalità e in barba alla pandemia abbiamo ripreso in presenza, con tutta una serie di regole. Ora, sull'operato del Governo del nostro Paese si possono dire molte cose (non è il caso che mi dilunghi anche in accuse contro di esso in questo articolo), tuttavia di fronte al lavoro della scienza, dei comitati di ricerca e delle statistiche, è difficile controbattere: aprire le scuole in "sicurezza" è possibile. Richiede parecchi sforzi, però.


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  • LA SCUOLA IRLANDESE VISTA DA UNA LICEALE ITALIANA


    Buongiorno a tutti, sono Sveva Pelle e frequento il nostro liceo nella classe quarta C.

    Come molti di voi sapranno, sto attualmente trascorrendo sei mesi in Irlanda, più precisamente a Cork, città di circa 200.000 abitanti al sud dell’isola. Parlando con gli abitanti del posto, sto scoprendo ogni giorno quanto l’Italia e l’Irlanda, nonostante siano entrambi paesi di impostazione cattolica, siano profondamente diversi.

    Questa differenza culturale si ritrova, ovviamente, anche in una delle componenti più importanti della vita di ogni adolescente: la scuola.

    Mentre in Italia ragazzi e ragazze sono abituati fin dalla tenera età ad un percorso scolastico congiunto, in Irlanda la maggior parte delle scuole sono o femminili o maschili. Un’altra differenza è facilmente individuabile anche semplicemente passeggiando per le strade del centro: si possono osservare, infatti, numerosi studenti indossare le loro divise scolastiche solitamente composte da pantaloni grigi (o gonna per le ragazze), scarpe in pelle nera, camicia e maglione. Ogni scuola, inoltre, ha il proprio colore distintivo: la mia per esempio prevede un maglione blu elettrico. Altri colori popolari sono il verde, il rosso e perfino il viola. Oltre ad indossare l’uniforme gli studenti sono tenuti a rispettare alcune regole legate al loro aspetto fisico : per esempio i capelli devono essere tenuti in colori naturali, non si possono avere piercings sul viso, non ci si può truccare e non si possono portare unghie finte. Alcune scuole sono più severe di altre in questo ambito ma in linea generale queste sono le regole da osservare. E’ anche prevista una divisa per l’ora di educazione fisica. E’ permesso indossare i propri vestiti a scuola solamente durante i “No Uniform Days” o le giornate a tema (per esempio prima delle vacanze di Natale viene organizzata una giornata in cui si va a scuola indossando dei maglioni natalizi).


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Diritti

  • Protagonisti della nostra vita


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    Difficile è creare una ricetta universale per la felicità, in quanto ognuno è dotato di sensibilità singolare che caratterizza la personalità individuale e coincide con l’io più profondo. Prova ne sia che nella storia della letteratura sono state proposte diverse soluzioni esorcizzanti il “tedio” leopardiano e l’”ultima linea rerum”. Basti pensare al “carpe diem” oraziano, alla luce abbagliante della saggezza epicurea di Lucrezio e alla necessità senecana di investire il tempo dedicandolo a noi stessi, la più alta forma di egoismo. La naturale tensione dell’uomo coincide con l’atteggiamento titanico di Leopardi, volto alla ricerca di un obiettivo. La perdita del “fine” rende la vita arida. Gli adolescenti contemporanei sono figli di una società generata dall’inetto novecentesco, che costituisce la più profonda denuncia del cortocircuito produzione-consumo. Il sentimento dilagante è, quindi, la perdita di senso della vita e l'ansia, incrementata anche a seguito della pandemia. La sterilità delle nuove generazioni e dell’intera società, dovuta alla denaturazione stessa dell’umanità, corrisponde alle conclusioni di Leopardi: non è vivere, ma un puro esistere.


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  • Vi siete dimenticati di insegnarci a sognare


    Questa accusa non può che ricadere sugli adulti. È una situazione impietosa ma vera: siamo una generazione dimenticata. A dircelo sono centinaia di campanelli d'allarme che vedono nei giovani sempre la stessa categoria presa di mira. Uno degli esempi tipici è sicuramente la pensione: mentre oggi ci si arrovella sull'età giusta per mandare la gente in pensione, le statistiche ci dicono che chi entra nel mondo del lavoro oggi potrebbe timbrare l'ultimo cartellino a 71 anni d'età (e chissà quelli a cui invece mancano ancora anni per finire gli studi!) Questo è forse il caso più tipico dell'egoismo tra una generazione e l'altra. Le pensioni, lo sappiamo, funzionano in modo un po' strano: i soldi che versiamo oggi in realtà mantengono i pensionati di ieri, e quindi quelle di domani serviranno a tappare i buchi che stiamo creando ora. Aggiungete che una popolazione di 50enni come quella italiana non vede l'ora di votare un partito che accorci la loro strada verso il meritato riposo e il gioco è fatto. 


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Tecnologia e Rete

  • Internet e i mutamenti sociali


    La tecnologia di comunicazione universalmente denominata Internet è l’evoluzione di Arpanet, progetto militare realizzato nel periodo della Guerra Fredda (1969) dagli Stati uniti.

    Tale innovazione del metodo di scambio di ipertesti determinò un cambiamento importante, già attuato nel 1973, anno in cui venne adottato a livello accademico e, ancor più, nel 1984 quando fu reso di fruibilità mondiale.

    Sebbene oggetto di molteplici miglioramenti riguardanti i protocolli e le regole di comunicazione di basso livello, - fra cui il più incisivo e importante per la fruibilità fu il passaggio da analogico, con linea classica, a digitale, come attualmente conosciuto e usufruito -  soprattutto agli albori, la comprensione delle sue potenzialità rimase limitata, al punto che lo stesso Bill Gates, uno dei fondatori di Microsoft, dichiarò che era un fenomeno destinato all’oblio in poco tempo.


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  • Social media e depressione (3)


     

     

     

    Cara generazione Z, non è un caso se siamo stati definiti come la più ansiosa e depressa di sempre. Siamo i primi a non conoscere un mondo senza tecnologie, eppure combaciare con il progresso informatico, che ha dato vita all'era dei social, ci ha resi in realtà fragili. Effettivamente c'è una vera e propria connessione tra il mondo digitale e la depressione. In uno studio pubblicato sulla rivista Depression and Anxiety, dove sono stati presi in esame 1787 americani (con una fascia d'età tra i 19 e 32 anni), si è visto come questi mediamente utilizzino i social più popolari circa 61 minuti al giorno. In aggiunta, più di un quarto degli individui è stato classificato ad alto rischio di depressione da social network. 


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