• La vicenda dimenticata del “Costa del Sol”


    Elena Bedendo - Mercoledì, 12 Gennaio 2022

     

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    La Vecchia Darsena di Savona, che tutti noi conosciamo, cela una storia quasi mitica e con una sapore fantastico. 

    Sicuramente molti dei nostri genitori hanno potuto osservare con i loro occhi le vicende del brigantino che, per più di 20 anni, occupò lo spazio della Piazzetta di alaggio, oggi riservata ai dehors dei ristoranti frequentati dai giovani Savonesi, i quali ignorano la storia passata.

     

    Il “Costa del Sol”, un brigantino interamente di legno, con due alberi e lo scafo a bande orizzontali bianche e nere, è varato nel 1908, come nave da carico. E’ lungo 35 metri e largo 8, con 10 uomini di equipaggio. Negli anni ’60 del secolo scorso, viene acquistato da quello che diventerà il suo comandate, sino all’ultimo, Mylodanis Stravros: con la disponibilità di 24 posti passeggeri, dismette le rotte mercantili e inizia delle brevi crociere per diporto. Nella rada di Nizza verrà anche adibito brevemente a set cinematografico per qualche scena del film “Il Conte di Montecristo”...


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  • La verità tra neve, gelo e vento


    Roberto Palermo - Mercoledì, 12 Gennaio 2022

     

    La spedizione al K2 del 1954 è stata un’impresa alpinistica patrocinata dal Club Alpino Italiano (CAI) che portò il 31 agosto del medesimo anno, per la prima volta nella storia, al raggiungimento della vetta del K2, la seconda montagna più alta al mondo. Divenne una delle più famose, venne fatta una sola scalata, ma si fecero strada ben due verità differenti su di essa.


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  • Convolgimento culturale dei giovani


    Giorgia - Giovedì, 27 Maggio 2021

    Quando si esaminano interessi, aspirazioni, modelli di comportamento e motivi di disorientamento di giovani e giovanissimi, risultano evidenti la criticità e il conflitto insiti nel rapporto tra queste generazioni e la cultura, che di fatto neppure nasce o nel migliore dei casi si sviluppa in modo parziale.

    Analizzando il messaggio sociale che riguarda i giovani si riscontra una netta distinzione tra la realtà commerciale, per la quale la platea che va dalla prima adolescenza fino a superare i trenta anni di età rappresenta un pubblico di potenziali consumatori e i responsabili delle politiche e attività culturali che, pur mossi da lodevoli intenzioni, mediamente ignorano le attitudini e le dinamiche che riguardano le nuove generazioni con la conseguenza di non riuscire a provocare una partecipazione attiva.


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  • Bellezza e Cultura: Il linguaggio dei giovani


    Giorgia - Giovedì, 27 Maggio 2021

     

    Il linguaggio dei giovani è una delle molteplici (e neppure la più grave) manifestazioni del progressivo degrado che ha interessato la società negli ultimi 50 anni. Una delle conseguenze si manifesta nello scollamento e contrapposizione non solo tra classi sociali, ma anche tra fasce di età, provocando una sorta di isolamento dell’individuo, che solo e incapace di rapportarsi con gli altri finisce per subire passivamente qualunque influenza.

    In tale contesto, con l’avvento di nuove tecnologie, si sono facilmente diffusi mezzi come chat, social media, piattaforme di comunicazione che nate allo scopo di favorire il dialogo e il confronto, si sono trasformate rapidamente in ambienti virtuali privi di regole e controllo, che hanno finito per acuire l’isolamento sociale.


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  • TOO GOOD TO GO - CONTRO LO SPRECO


    Matteo Vezzolla - Giovedì, 27 Maggio 2021

    Al giorno d’oggi lo spreco alimentare rappresenta una delle problematiche più gravi e diffuse a livello globale. Secondo uno studio delle Nazioni Unite, circa il 17% del cibo disponibile al consumo nel mondo viene sprecato. Una quantità sproporzionata, basti pensare che nel 2019 sono state buttate almeno 930 milioni di tonnellate di cibo in case, ristoranti, attività commerciali. A livello individuale lo spreco è stimato in 120 chilogrammi a testa annuali. Cifre spaventose delle quali ognuno di noi è responsabile.

    Sono diverse le associazioni impegnate nella dura e costante lotta allo spreco alimentare. In Italia, in particolare dallo scorso 2020, ha iniziato a circolare e a coinvolgere sempre più utenti  Too Good To Go, ‘l’app contro lo spreco alimentare’. Un progetto nobile ed essenziale portato avanti dalla sostenibilità dei singoli utenti: come funziona e da dove nasce questo movimento?


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  • Savona nelle big dell'atletica


    Lorenzo Cagnassi - Mercoledì, 26 Maggio 2021

    Giovedì 13 Maggio si è svolto il decimo meeting internazionale a Savona,  molto proficuo per gli atleti di ogni categoria che accorrono sempre numerosi al campo della Fontanassa, secondo per fama ormai solo allo Stadio Olimpico di Roma col suo annuale Golden Gala. Le condizioni metereologiche quest'anno sono state favorevoli purtroppo solo per la prima parte della competizione, sul tardo pomeriggio vento e freddo sono intervenuti nell'ostacolare gli atleti. Atleti da ben 5 continenti si sono presentati per gareggiare sul campo di Savona, tutto ciò aumenta la fama della nostra piccola città, anche aiutata  dalla diretta trasmessa su Rai Sport.


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  • Le iniezioni indolori del futuro


    Elena Bedendo - Mercoledì, 26 Maggio 2021

     

    La paura persistente, anormale e ingiustificata, di aghi e spilli è chiamata belonefobia tripanofobia. È un disturbo abbastanza comune che colpisce, in misura più o meno grave, il 10% della popolazione mondiale. Rende insopportabile l'idea di fare iniezioni prelievi di sangue e tutto ciò che comporti la presenza di un ago. 

    Questo problema potrebbe trovare una soluzione attraverso un sistema messo a punto negli Stati Uniti presso gli InCube Labs di Rani Therapeutics.

    Dopo 8 anni di studi i ricercatori coordinati da Min Imran hanno sviluppato una pillola robot che, dopo essere stata ingerita, esegue l'iniezione quando transita nella parete dell'intestino, dove l'operazione risulta indolore. La pillola, oltre a risolvere i problemi connessi con il dolore e con gli effetti locali di un'iniezione (ematomi, reazioni cutanee ecc.), rende anche più efficace e immediato l'assorbimento del farmaco da parte dell'organismo.


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L'Editoriale

  • Buona Ri-partenza


    Matteo Barcella - Giovedì, 25 Novembre 2021

    Il nuovo anno scolastico che avete cominciato (per chi scrive è ormai “anno accademico”, ma fidatevi quando vi dico che mi sento ancora vicino all'ambiente liceale) sarà probabilmente quello in cui inizierete a vedere alcune giornate di sole, dopo 2 anni di nuvole dense e scure. La scuola viaggia ancora con tutte le sue regole farragginose e le sue ipocrisie (una classe non ha bisogno del Green Pass per entrare in aula, ma se si vuole organizzare un'uscita da qualche parte invece diventa necessario, e si potrebbero fare altri mille esempi), eppure la situazione ha un vantaggio rispetto al passato: il Liceo ha di nuovo i suoi studenti dentro le classi.


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Ipse Dixit

  • PROF. FOLCO: Come possiamo calcolare il limite effettivo di questa funzione che dovrebbe risultare una funzione indeterminata 0/0?

    MANTERO: Il suicido è contemplato come soluzione?

    PROF. FOLCO: Non risolverebbe il limite...

Scienza

  • Le iniezioni indolori del futuro


     

    La paura persistente, anormale e ingiustificata, di aghi e spilli è chiamata belonefobia tripanofobia. È un disturbo abbastanza comune che colpisce, in misura più o meno grave, il 10% della popolazione mondiale. Rende insopportabile l'idea di fare iniezioni prelievi di sangue e tutto ciò che comporti la presenza di un ago. 

    Questo problema potrebbe trovare una soluzione attraverso un sistema messo a punto negli Stati Uniti presso gli InCube Labs di Rani Therapeutics.

    Dopo 8 anni di studi i ricercatori coordinati da Min Imran hanno sviluppato una pillola robot che, dopo essere stata ingerita, esegue l'iniezione quando transita nella parete dell'intestino, dove l'operazione risulta indolore. La pillola, oltre a risolvere i problemi connessi con il dolore e con gli effetti locali di un'iniezione (ematomi, reazioni cutanee ecc.), rende anche più efficace e immediato l'assorbimento del farmaco da parte dell'organismo.


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  • Cieli affollati su Marte


    30 Luglio 2020, la sonda Perseverance ha iniziato il suo viaggio dalla base di cape Canaveral in Florida culminato con l'arrivo su Marte, più precisamente nel cratere Jezero il 18 Febbraio 2021. L'atterraggio è avvenuto con successo alle ore 21.55 (ora locale) grazie all' aiuto di un team di scienziati della NASA.

    Il numero 7 contraddistingue questa missione: 7 sono i mesi impiegati dalla sonda per raggiungere il pianeta rosso, 7 i sofisticati strumenti a bordo per studiare ed analizzare la superficie di Marte, 7 i minuti di terrore nell'attesa dell'atterraggio nel cratere passando da 20 mila km/ora a zero. Il nome della sonda è stato proposto da un ragazzino dodicenne, che ha vinto il concorso indetto fra 28 mila studenti, la PERSEVERANZA infatti è la dote più utile nel perseguire un obiettivo difficile e mi piace pensare che magari tra 50 anni proprio lui potrà passeggiare su Marte ripensando a Perseverance.


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PeggioRedazione

  • La nuova stagione del Farò Del Mio Peggio


    Di solito l'inizio del nuovo anno scolastico segna anche la partenza di un nuovo ciclo, un "ritorno alla normalità" dopo il periodo senza pensieri dell'estate. Inutile dire che quest'anno la normalità ce la potremo solo sognare e il periodo senza pensieri è durato sì e no 2 settimane di sole, per quelli più fortunati (mentre per tutto il resto d'Italia non c'è mai stato un solo minuto di questo 2020 senza preoccupazioni ad ingombrargli la testa).

    Nel pieno di questa seconda ondata, il Farò del Mio Peggio si ritrova (come tutta la scuola) a proseguire le sue attività online, compreso l'inizio del suo quindicesimo anno di redazione. Senza troppi giri di parole: questo deve essere l'anno del riscatto per il giornalino. Abbiamo la facoltà di arrivare a centinaia di studenti e di informarli in un periodo di sospensione come quello di oggi. Abbiamo il potere di far sentire la nostra voce e di inventare nuovi modi per raggiungere i ragazzi. Abbiamo il privilegio – forse il dovere – di formare una "comunità del Liceo" attorno al nostro progetto.

    A tutti i redattori voglio dire quindi che quest'anno ci sarà da lavorare: non solo gli articoli che restano completamente liberi e che ognuno può costruire come preferisce, sul tema che preferisce, comunicando il messaggio che preferisce; quest'anno ci saranno anche interviste, rubriche, ci sarà attività quotidiana per venire incontro a tutto il Liceo. Le premesse ci sono tutte, ci abbiamo lavorato tutta l'estate apposta per gestire al meglio questo nuovo anno, nonostante gli ostacoli che il 2020 vorrà ancora pararci davanti. Insomma, auguriamoci buon lavoro.

    Matteo Barcella

    a nome della Direzione della Redazione del FDMP

    Marco Camoirano

    Giuseppe Orsi

    Matteo Rapetto

    Alessio Vigneto

  • Farò del mio peggio News - Vita di redazione


    Nato nel 2005 nell’ambito del corso Tecnologico ed esteso poi a tutte le classi, il “Farò del mio peggio News” ha cambiato nella sua storia 3 redazioni tecniche, mantenendo la continuità del lavoro ed ottenendo numerosi riconoscimenti tra cui sette nomination al concorso nazionale “Giornalista per un giorno” (Fiuggi 2007), la vittoria al concorso "Il giornale dalla scuola", nell’ambito del Circuito Diregiovani (Roma 2010), organizzato dalla Agenzia di Stampa "Dire" e patrocinato dal MIUR, un diploma di Merito del Secolo XIX (Genova 2010) e dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti (Benevento 2011), tre premi nell’ambito del concorso nazionale “Il miglior giornalino scolastico” (Avellino 2011-2013), un “Premio speciale Presidenza di Alboscuole” (Chianciano Terme 2012), una “menzione speciale per il sarcasmo” al concorso nazionale “Prima Pagina” promosso dal Comune di Modena in collaborazione con l’associazione culturale Progettarte, nell’ambito della VI edizione di BUK-Festival della piccola e media editoria- che si è tenuto il 23 e 24 marzo 2013 presso il Foro Boario di Modena. 


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Società e Costume

  • La vicenda dimenticata del “Costa del Sol”


     

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    La Vecchia Darsena di Savona, che tutti noi conosciamo, cela una storia quasi mitica e con una sapore fantastico. 

    Sicuramente molti dei nostri genitori hanno potuto osservare con i loro occhi le vicende del brigantino che, per più di 20 anni, occupò lo spazio della Piazzetta di alaggio, oggi riservata ai dehors dei ristoranti frequentati dai giovani Savonesi, i quali ignorano la storia passata.

     

    Il “Costa del Sol”, un brigantino interamente di legno, con due alberi e lo scafo a bande orizzontali bianche e nere, è varato nel 1908, come nave da carico. E’ lungo 35 metri e largo 8, con 10 uomini di equipaggio. Negli anni ’60 del secolo scorso, viene acquistato da quello che diventerà il suo comandate, sino all’ultimo, Mylodanis Stravros: con la disponibilità di 24 posti passeggeri, dismette le rotte mercantili e inizia delle brevi crociere per diporto. Nella rada di Nizza verrà anche adibito brevemente a set cinematografico per qualche scena del film “Il Conte di Montecristo”...


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  • Convolgimento culturale dei giovani


    Quando si esaminano interessi, aspirazioni, modelli di comportamento e motivi di disorientamento di giovani e giovanissimi, risultano evidenti la criticità e il conflitto insiti nel rapporto tra queste generazioni e la cultura, che di fatto neppure nasce o nel migliore dei casi si sviluppa in modo parziale.

    Analizzando il messaggio sociale che riguarda i giovani si riscontra una netta distinzione tra la realtà commerciale, per la quale la platea che va dalla prima adolescenza fino a superare i trenta anni di età rappresenta un pubblico di potenziali consumatori e i responsabili delle politiche e attività culturali che, pur mossi da lodevoli intenzioni, mediamente ignorano le attitudini e le dinamiche che riguardano le nuove generazioni con la conseguenza di non riuscire a provocare una partecipazione attiva.


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Scuola

  • Il mio "J'Accuse" alla scuola (e non solo)


     

    Arrivato quasi al termine della mia esperienza da liceale, posso finalmente condividere le mie impressioni e la visione personale che sono riuscito a catturare in questi anni. Oppure posso togliermi qualche sassolino dalla scarpa, se ci volete vedere della malizia. In realtà il mio intento è denunciare a chiare lettere alcuni aspetti della nostra scuola – quella italiana nel suo complesso – e stimolare un cambiamento, quindi non me ne vogliano i vari generali francesi se scriverò un "j'accuse" contro di loro.

    Che cosa non va nel nostro sistema? È una domanda sulla quale gli esperti si arrovellano da molto tempo, ma io voglio proporre un approccio molto empirico: guardiamo cosa sta succedendo in questo periodo, senza fare i perbenisti ma analizzando con un po' di lucidità le decisioni prese negli ultimi mesi. La nostra didattica a distanza è cominciata il 24 febbraio 2020; interruzione momentanea delle lezioni prima, videolezioni poi, ci siamo abituati forzatamente a questo nuovo metodo e così abbiamo proseguito (e concluso) l'anno scolastico. Troppo plateale sarebbe stato il fallimento se non fossimo ritornati in presenza a settembre, e così dopo un'estate passata all'insegna della normalità e in barba alla pandemia abbiamo ripreso in presenza, con tutta una serie di regole. Ora, sull'operato del Governo del nostro Paese si possono dire molte cose (non è il caso che mi dilunghi anche in accuse contro di esso in questo articolo), tuttavia di fronte al lavoro della scienza, dei comitati di ricerca e delle statistiche, è difficile controbattere: aprire le scuole in "sicurezza" è possibile. Richiede parecchi sforzi, però.


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  • LA SCUOLA IRLANDESE VISTA DA UNA LICEALE ITALIANA


    Buongiorno a tutti, sono Sveva Pelle e frequento il nostro liceo nella classe quarta C.

    Come molti di voi sapranno, sto attualmente trascorrendo sei mesi in Irlanda, più precisamente a Cork, città di circa 200.000 abitanti al sud dell’isola. Parlando con gli abitanti del posto, sto scoprendo ogni giorno quanto l’Italia e l’Irlanda, nonostante siano entrambi paesi di impostazione cattolica, siano profondamente diversi.

    Questa differenza culturale si ritrova, ovviamente, anche in una delle componenti più importanti della vita di ogni adolescente: la scuola.

    Mentre in Italia ragazzi e ragazze sono abituati fin dalla tenera età ad un percorso scolastico congiunto, in Irlanda la maggior parte delle scuole sono o femminili o maschili. Un’altra differenza è facilmente individuabile anche semplicemente passeggiando per le strade del centro: si possono osservare, infatti, numerosi studenti indossare le loro divise scolastiche solitamente composte da pantaloni grigi (o gonna per le ragazze), scarpe in pelle nera, camicia e maglione. Ogni scuola, inoltre, ha il proprio colore distintivo: la mia per esempio prevede un maglione blu elettrico. Altri colori popolari sono il verde, il rosso e perfino il viola. Oltre ad indossare l’uniforme gli studenti sono tenuti a rispettare alcune regole legate al loro aspetto fisico : per esempio i capelli devono essere tenuti in colori naturali, non si possono avere piercings sul viso, non ci si può truccare e non si possono portare unghie finte. Alcune scuole sono più severe di altre in questo ambito ma in linea generale queste sono le regole da osservare. E’ anche prevista una divisa per l’ora di educazione fisica. E’ permesso indossare i propri vestiti a scuola solamente durante i “No Uniform Days” o le giornate a tema (per esempio prima delle vacanze di Natale viene organizzata una giornata in cui si va a scuola indossando dei maglioni natalizi).


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Diritti

  • L’apartheid



     

    L'apartheid, il cui significato è letteralmente "separazione", "partizione", era la politica di segregazione razziale istituita nel 1948 dal governo di etnia bianca del Sudafrica, e rimasta in vigore fino al 1991.

    Nel 1931, l'Unione, dopo aver ottenuto la completa indipendenza dalla Gran Bretagna e quindi dopo secoli di colonizzazione, affermò ufficialmente la teoria della cosiddetta "dignitosa segregazione", mettendo in atto una rigida separazione delle diverse razze. L'Unione Sudafricana fu, quindi, divisa in una minoranza bianca (il 21% della popolazione), costituita da coloni di origine britannica ed afrikaner, che gestiva il potere politico ed economico, e in una maggioranza nera (oltre il 60%) pressoché priva di diritti. I primi, specialmente gli afrikaner, affermavano di voler “far crescere in armonia” i vari gruppi etnici con le relative tradizioni; in realtà completarono un vero e proprio “piano” legislativo e politico dell’apartheid, attraverso il National Party.


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  • ITALIA FRIENDLY?


    Liberi di amare: a Londra la prima piattaforma (italiana) di notizie Lgbt -  Corriere.it 

    LGBT è un acronimo di origine anglosassone che tiene insieme le parole lesbicagay, bisessuale e transgender/transessuale. A volte si declina anche come LGBTQI, comprendendo le persone che vivono una condizione intersessuale e il termine queer. *

    Dal 2015 al 2019 la percentuale di cittadini europei intervistati, che sostiene che le persone gay, lesbiche o bisessuali possano avere i medesimi diritti delle persone eterosessuali, è aumentata del 5% (dal 71% nel 2015 al 76% nel 2019). ** Nonostante questi dati incoraggianti, le persone LGBT possono essere discriminate in molti ambiti della loro normale vita quotidiana, possono avere difficoltà a trovare un lavoro e, sicuramente, sono bersaglio di chiacchiere e di insulti, se non addirittura di aggressioni.


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Tecnologia e Rete

  • Internet e i mutamenti sociali


    La tecnologia di comunicazione universalmente denominata Internet è l’evoluzione di Arpanet, progetto militare realizzato nel periodo della Guerra Fredda (1969) dagli Stati uniti.

    Tale innovazione del metodo di scambio di ipertesti determinò un cambiamento importante, già attuato nel 1973, anno in cui venne adottato a livello accademico e, ancor più, nel 1984 quando fu reso di fruibilità mondiale.

    Sebbene oggetto di molteplici miglioramenti riguardanti i protocolli e le regole di comunicazione di basso livello, - fra cui il più incisivo e importante per la fruibilità fu il passaggio da analogico, con linea classica, a digitale, come attualmente conosciuto e usufruito -  soprattutto agli albori, la comprensione delle sue potenzialità rimase limitata, al punto che lo stesso Bill Gates, uno dei fondatori di Microsoft, dichiarò che era un fenomeno destinato all’oblio in poco tempo.


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  • Social media e depressione (3)


     

     

     

    Cara generazione Z, non è un caso se siamo stati definiti come la più ansiosa e depressa di sempre. Siamo i primi a non conoscere un mondo senza tecnologie, eppure combaciare con il progresso informatico, che ha dato vita all'era dei social, ci ha resi in realtà fragili. Effettivamente c'è una vera e propria connessione tra il mondo digitale e la depressione. In uno studio pubblicato sulla rivista Depression and Anxiety, dove sono stati presi in esame 1787 americani (con una fascia d'età tra i 19 e 32 anni), si è visto come questi mediamente utilizzino i social più popolari circa 61 minuti al giorno. In aggiunta, più di un quarto degli individui è stato classificato ad alto rischio di depressione da social network. 


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